Fuga dal Call Center

3/5
Indie e low budget per un nuovo miracolo a Milano: contro il precariato. La scommessa di Federico Rizzo

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ITALIA 2008
Gianfranco Coldrin, laureato in 'vulcanologia', si trova improvvisamente costretto a mettere da parte sogni e ambizioni e, per far fronte alla dura necessità di sbarcare il lunario, accetta un impiego in un call center. Stessa sorte tocca alla sua compagna Marzia, aspirante giornalista, ridotta a lavorare come centralinista in un telefono erotico. I due ragazzi, precari nel lavoro e ben presto anche nei sentimenti, arriveranno sull'orlo della catastrofe, ma un evento inaspettato cambierà la loro sorte...
SCHEDA FILM

Regia: Federico Rizzo

Attori: Angelo Pisani, Isabella Tabarini, Natalino Balasso, Paolo Pierobon, Debora Villa, Diego Pagotto, Paolo Riva, Tatti Sanguineti, Peppe Voltarelli, Luis Molteni, Estelo Pupa, Raman Turhan, Martin Giantullio, Laura Magni, Emanuele Asprella, Pedro Sarubbi, Roberta Arrigoni, Andrea Riva De Onestis, Matteo Gianoli

Soggetto: Federico Rizzo, Emanuele Caputo

Sceneggiatura: Federico Rizzo, Emanuele Caputo, Nerina Fiumanò, Alessandro Leone

Fotografia: Luca Bigazzi

Montaggio: Manuel Donninelli, Carlotta Cristiani - supervisione, Valentina Andreoli - collaborazione

Scenografia: Valentina Pavan, Alessio Baskakis

Costumi: Antonella Frazzetta

Suono: Roberto Mozzarelli - presa diretta

Altri titoli:

FDCC - Fuga dal Call Center

Durata: 95

Colore: C

Genere: COMMEDIA

Specifiche tecniche: HD PORTATO IN 35 MM

Produzione: FRANCO BOCCA GELSI E GIANFILIPPO PEDOTE PER GAGARIN S.C.A.R.L. & ENZO COLUCCIO, EGIDIO ARTARIA PER ARDACO S.R.L.

Distribuzione: GAGARIN - DVD: OFFICINE UBU HOME VIDEO

Data uscita: 2009-04-17

TRAILER
NOTE
- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI: CAMERA DEL LAVORO DI MILANO, REGIONE LOMBARDIA, PROVINCIA DI MILANO, COMUNE DI MILANO, COMUNE DI SESTO SAN GIOVANNI, CGIL LOMBARDIA, IN COLLABORAZIONE CON LOMBARDIA FILM COMMISSION.
CRITICA
"Nella parte di fiction, un vulcanologo (Angelo Pisani) si laurea con lode ma, ovviamente, rimane disoccupato, deriso dai nonni che hanno finalmente raggiunto un benessere morale e materiale alla tenera età di 80 anni- metafora geniale della gerontofilia italica- e incalzato dalla compagna (l'ottima Isabella Tabarini). Incontra Paolo Pierobon in un colloquio per un call center, e qui scatta la vena surreale del film - ma se siete tra i 250.000 lavoratori di call center, sapete che non lo è poi così tanto -, e con sarcasmo sociopolitico ferocissimo Rizzo ci fa scendere nei primi gironi danteschi dell'Inferno del lavoro negato. I1 cinismo di Pierobon unito al monologo del dottore (Tatti Sanguineti, bravo come attore almeno quanto lo è come critico), come il manifesto programmatico mai confessato dei nuovi padroni e dei loro kapò. Figlio, o meglio fratello di 'Tutta la vita davanti', girato in HD, difficile non voler bene a questo fìlm, che si ispira all'Olmi lavorista de 'Il posto'. E che disegna con sensibile arguzia l'insostenibile pesantezza dell'essere precari." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 17 aprile 2009)