Voglia di ricominciare

This Boy's Life

USA - 1993
Voglia di ricominciare
Gli anni Cinquanta sono stati per l'America gli anni dell'ottimismo. La guerra era finita, l'economia era in crescita, gli uomini erano tornati a casa e tutte le regole stavano cambiando. Caroline Wolff, divorziata, con un figlio adolescente, rappresenta la tipica icona dell'ottimismo di quell'epoca. Con pochi soldi ma tante speranze, Caroline e il figlio Toby attraversano il paese con la convinzione che le cose stanno per cambiare in meglio anche per loro. L'ex marito di Caroline è rimasto sulla costa est. Sfortunatamente, i tentativi di Caroline di ricominciare da capo sembrano destinati a fallire come quelli del suo passato. I lavori che trova non funzionano, gli uomini che incontra non sono quelli giusti, e continua a viaggiare con Toby fino a che non giungono nel nord-ovest del paese. Qui Caroline incontra Dwight Hansen, il cui ardente corteggiamento nasconde solo in parte la sua spacconeria.
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, TECHNICOLOR
  • Tratto da: libro di Tobias Wolff
  • Produzione: ART LINSON PER KNICKERBOCKER FILMS, WARNER BROS. PICTURES
  • Distribuzione: ARTISTI ASSOCIATI S.R.L. - TWENTIETH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

NOTE

- DIRETTORE DOPPIAGGIO: MANLIO DE ANGELIS.

- REVISIONE MINISTERO LUGLIO 1993.

CRITICA

"Come patrigno, reazionario e maschilista, c'è Robert De Niro, intento con sapienza a dar vita a un carattere quasi del tutto sgradevole, con sfumature scarse di simpatia. La donna è Ellen Barkin già vista in 'Inserzione pericolosa'; qui, come madre e moglie, punta solo sui luoghi comuni, ma era soprattutto il personaggio a suggerirli; non sarebbe giusto perciò fargliene carico. Non dimentico il ragazzotto, Leonardo Di Caprio: espressione così tipica del giovane americano anni Cinquanta da sembrare uscito da un film di allora." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo' 24 settembre 1993)

"In giro per panorama americani - dapprima visitiamo Seattle, oggi popolare al cinema, poi Salt Lake City, dove nel '57 scoppiò la febbre dell'uranio - il film è piacevolmente convenzionale ma protetto da una buona atmosfera in connivenza tra dramma e commedia. Tiene duro nella prima parte, poi si lascia andare al mélo, alle scene cruente fra le quattro mura. Leonardo Di Caprio, losangelino diciannovenne, fa con acutezza psicosomatica e perfetto look da 'Grease' il giovinastro di buona famiglia disfatta, mentre la brava e insinuante Ellen Barkin ('Fiesta', 'Inserzione pericolosa'), incrocio tra la Izzo e la Crippa, pur già pronta al manierismo, offre da madre alcune buone scene madri e fuma talmente che si esce dal cinema tossendo con la gola intasata." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 settembre 1993)
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