Voci

ITALIA - 2001
Voci
Giornalista alle prime armi, la giovane Michela, sembra timida e introversa perchè nasconde anche a se stessa la sua natura volitiva. Nel suo stesso palazzo vive Angela - prorompente e solare - che rappresenta tutto ciò che Michela potrebbe ma rifiuta di essere. Col tempo, fra le due ragazze nasce un'amicizia. Quando Angela viene assassinata in circostanze misteriose, l'unica cosa che Michela può fare è indagare sul suo passato riportando a galla una serie di violenze coperte dall'omertà familiare che la sua 'mancata amica' ha subito.
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Tratto da: liberamente ispirato al romanzo omonimo di Dacia Maraini
  • Produzione: MARIELLA LI SACCHI PER FACTORY, RAI CINEMA, CON IL SOSTEGNO DEL DIPARTIMENTO DELLO SPETTACOLO
  • Distribuzione: LANTIA - ISTITUTO LUCE
  • Data uscita 10 Maggio 2002

NOTE

- PRESENTATO NEL 2001 AL FESTIVAL DI ANNECY CINEMA ITALIEN E AL CAIRO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL.

CRITICA

"Interessante tentativo di mix tra il thriller, il giallo e il dramma familiare. Tratto dall'omonimo romanzo di Dacia Maraini e diretto dal veterano Franco Giraldi (ex critico e ottimo regista, fra gli altri de 'La giacca verde' e 'La bambolona'), 'Voci' ha un look dimesso da film-tv ma alcune interpretazioni che lasciano il segno. Ottima la Bruni Tedeschi e perfetta Sonia Bergamasco, in un ruolo perverso da dark lady. Convincente Lavia in versione 'Profondo rosso'. Da non sottovalutare". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 10 maggio 2002)

"Se Giraldi è bravo a costruire un'atmosfera angosciante e il suo cast è fatto di attori - individualmente - dotati, il risultato resta inferiore alla somma della parti. Troppo lasciata a se stessa, Valeria Bruni Tedeschi nevrotizza esageratamente il ruolo; Miki Manojlovic ('Underground' di Kusturica) è più spaesato del suo personaggio. In ruoli minori Gabriele Lavia, Gabriella Perisson e Sonia Bergamasco". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 12 maggio 2002)

"'Voci' di Franco Giraldi è diverso dal romanzo di Dacia Maraini da cui si dice tratto, ed ha pregi notevoli. Uno è Valeria Bruni Tedeschi, la giovane giornalista. Ragazza pallida dai lisci capelli biondi, trasognata, laconica e intuitiva quanto il commissario Maigret di Georges Simenon, interpreta un personaggio lontanissimo da ogni luogo comune: non è energico-petulante nè civetta-carogna come quasi tutte le giornaliste dei film, mette invece al servizio della sua ricerca un´intelligenza senza pregiudizi, e attraversa la storia come un´apparizione tenace. Altro pregio è Gabriella Pession, l´uccisa: in nessun´altra occasione è stata diretta così, in modo da esaltarne la bravura inquieta e la bellezza intensa, poco italiana. Altro pregio, la città: Genova va diventando sempre più spesso una cine-città molto europea, nello stesso tempo metropoli contemporanea e porto di mare ottocentesco, solenne e popolare, segreta, suscettibile dell´operazione compiuta dal regista Franco Giraldi di farne un luogo che potrebbe essere Amburgo o Rotterdam, che potrebbe stare in Norvegia come nel Nord della Francia. E´ un pregio pure il ritmo del racconto, non concitato né frenetico come nei thriller consueti, ma neppure troppo lento o meditabondo: invece dotato d´un senso del tempo realistico e insieme insinuante, arricchito dalla fotografia di Marco Pontecorvo". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 10 maggio 2002)

"Se quel professore di cinema io fossi organizzerei subito un seminario di drammaturgia comparata fra il film 'Voci' di Franco Giraldi e il romanzo originario pubblicato da Dacia Maraini nel 1994. (...) È noto che l'incoercibile tentazione dei registi appena mettono mano a un romanzo è quella di riscriverlo; e il bravo Giraldi non fa eccezione. Numerose si presentano quindi le divergenze fra pagina e schermo. (...) È chiaro perciò che i valori più sicuri dell'operazione sono quelli cinematografici: grazie alla nitida fotografia Marco Pontecorvo, attento agli sfondi come alle facce, emerge la sensibilità di Giraldi nei riguardi de i personaggi femminili. L'interno affanno di Valeria Bruni Tedeschi, quell'ansioso andare e venire in bilico tra l'impegno professionale è qualcosa di viscerale e coinvolgente, trasmette bene il disagio della situazione". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 11 maggio 2002)

"L'atmosfera tesa e misteriosa della prima parte, le ambiguità dei rapporti tra i personaggi, gli scorci genovesi, la scontrosità della protagonista e alcuni capovolgimenti sono convincenti in un giallo che non sa essere reticente ed ellittico in alcune scene malfatte". (Enrico Magrelli, 'Film Tv', 14 maggio 2002)
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