Uomini di parola

Stand Up Guys

USA - 2012
3/5
Uomini di parola
Tre anziani criminali si riuniscono dopo quasi trent'anni per un'ultima notte di follie. Rilasciato dopo aver scontato una pena di 28 anni di carcere, Val trova ad attenderlo il suo migliore amico Doc, anche lui ex galeotto, investito da un compito ingrato: ucciderlo entro 12 ore su ordine del loro vecchio boss. Prima di dirsi per sempre addio, i due amici decidono di far evadere dall'ospizio il terzo componente della vecchia banda, Hirtsch, e rivivere le emozioni di un tempo...
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: RED EPIC, (2K)/REDCODE RAW (5K), 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: LIONSGATE, SIDNEY KIMMEL ENTERTAINMENT, LAKESHORE ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: KOCH MEDIA (2013)
  • Data uscita 11 Luglio 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone

E’ un film che inizia dal secondo tempo. Accade tutto in un giorno, dopo che tutto è già accaduto. Ventiquattro ore nella vita di due mobster – uno appena uscito dopo 30 anni galera e l’altro lì ad aspettarlo, per farlo fuori – in cui precipitano gli eventi del passato. Addirittura meno di un paio (d’ore) nella carriera di due grandi attori, Al Pacino e Christopher Walken (aggiungiamo in terzo: Alan Arkin), che sono anche due attori grandi (entrambi sopra i 70). Un rendez-vous da ultima alba. Un momento incastonato tra la memoria e l’attesa, vissuto senza più ansie da conquista.
E’ una commedia intrisa di nostalgia Uomini di parola, segnata da arguzie amare e morbidi chiaroscuri.Un racconto senile che si muove con lenta, inesorabile continuità. Lungo l’arco di una giornata: una durata troppo breve in una vita, può essere lunga sul grande schermo.
Compressione e dilatazione, il cuore del film è un metronomo. Un ritratto del tempo che sarebbe piaciuto a Deleuze.Tempo già vissuto, che passa, incalza, si consuma. E tempo che rimane. Quella curva stretta, tra presente e futuro, da cui dobbiamo passare.La scelta che ci compete è un’altra, rassegnarsi o scuotersi, attendere o agire. Tocca a noi decidere, ma la libertà non aspetta.
Domani è già oggi.

CRITICA

"Una dark comedy molto sentimentale e molto di terza età (...). Testo perfetto per il teatro, commistione di western e noir dove tutti i mattatori svolgono egregiamente il ruolo, con molta malinconia di qualità e un'atmosfera di cieli plumbei. Poi ci sono le scivolate, ma il tono crepuscolare vince." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 11 luglio 2013)

"La malavita non va in pensione, tre anziani criminali si riuniscono dopo quasi tre decenni per la resa dei conti. (...) Tutti e tre sono 'Uomini di parola', meglio, 'Stand Up Guys' (titolo originale), con la pellaccia dura, la nostalgia a mano armata, il colpo, l'ultimo, ancora in canna. Grandi attori avanti con l'età (over 70) e la bravura: parlano da soli, e ci consegnano una meta-riflessione sul genere (criminale), dolenti pagine di introspezione psicologica e, da leggere tra le righe, la malinconia autobiografica e made in Hollywood. Si, non si scappa e, grazie a Dio, vale anche per il pubblico." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 11 luglio 2013)

"E' come nei matrimoni, dove l'importante è sapersi rinnovare per non stancare l'altra metà. E così, Al Pacino si ripropone al pubblico ancora nelle vesti di gangster ma in modo completamente nuovo, inedito. Da pensionato, per la precisione, e con tanto di overdose di viagra che lo costringe al ricovero in ospedale alle prese con un ben visibile priapismo. Ora, detta così farebbe pensare ad una commedia da viale del tramonto per arrotondare il conto in banca. Invece, 'Uomini di parola' è una bellissima operazione nostalgia che dimostra come la classe non sia realmente acqua davanti ad attori del calibro di Christopher Walken, Alan Arkin e, appunto, del grande Pacino. Sono loro i protagonisti di questo noir grottesco, girato low budget da Fisher Stevens, che racconta la notte pazza di tre gangster ultrasettantenni, ancora capaci di farsi rispettare nonostante acciacchi e rughe. (...) Si sorride spesso, come durante il furto in farmacia, necessario per procurarsi le pillole blu dopo una defaillance sessuale di Pacino, anche se i tre finiranno per fare il pieno di pastiglie contro artrosi, ulcera, ipertensione. Un film del genere, così ben sceneggiato e, soprattutto, recitato, ti riavvicina alla pura essenza del cinema." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 11 luglio 2013)

"Piacerà a chi pensa che un Al Pacino (anche incartapecorito) vale sempre il biglietto. E Christopher Walken due biglietti. E Alan Arkin tre. E ritiene sempre Julianna Margulies una gnocchissima anche se non è più la travolgente infermiera di 'E.R.'. Fisher Stevens al suo debutto nella regia (a 50 anni) non si dimostra un genio, ma i super li sa guidare con destrezza." (Giorgio Carbone, 'Libero', 11 luglio 2013)
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