Un weekend da bamboccioni

Grown Ups

USA - 2010
Un weekend da bamboccioni
Cinque amici, vecchi compagni di una squadra junior di basket, si riuniscono dopo tanti anni per onorare la scomparsa del loro allenatore e, per ricreare l'atmosfera del passato, decidono di trascorrere il weekend del 4 luglio nella casa sul lago dove anni prima avevano festeggiato la vittoria della squadra...
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANAVISION GENESIS HD CAMERA, VIDEO (HDTV), HDCAM SR, 35 MM (1:1.85) - TECHNICOLOR
  • Produzione: ADAM SANDLER E JACK GIARRAPUTO PER HAPPY MADISON PRODUCTIONS, RELATIVITY MEDIA
  • Distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA
  • Data uscita 1 Ottobre 2010

TRAILER

CRITICA

"Commedia rumorosa su riunione di amiconi con tragici trascorsi cestistici da vendicare e nuove esistenze, e mogli, da confrontare. Sono passati tre decenni. Si parla di basket e quindi la domanda sorge spontanea: 'Un weekend da bamboccioni' è abitato da giganti della risata? Si e no. I curricula sono pro. L'equilibrato Adam Sandler, il "mammo" Chris Rock, il gerontofilo Rob Schneider e il casanova David Spade sono tutti veterani del 'Saturday Night Live', la Bibbia tv della comicità americana dove i quattro si conobbero venti anni fa (quasi come i loro personaggi). I risultati delle gag, invece, possono irritare i meno indulgenti verso la risata fracassona hollywoodiana. Si potevano fare più punti con questo squadrone. Come per 'I mercenari' di Stallone. Gag migliore: il figlio di uno degli amiconi continua a succhiare il latte dalla mamma nonostante abbia 4 anni." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 1 ottobre 2010)

"In italiano è 'Un weekend 'da bamboccioni', termine abusato dacché Tommaso Padoa-Schioppa l'ha usato per bollare una generazione di giovani che non ne vogliono sapere di assumersi le proprie responsabilità di adulti. Ma, come da titolo originale ('Grown Ups'), il film parla invece di cinque amici ultraquarantenni già intrappolati nelle beghe della vita che, ritrovandosi a trascorrere insieme qualche giorno nei luoghi dell'infanzia, riscoprono il gusto ludico di quando erano piccoli. (...) Il capo banda è ovviamente Sandler, che guida la truppa con la consueta, incontenibile effervescenza inanellando gag e battute non tutte di livello, cosicché la pellicola procede sul filo di un umorismo naif, a volte accattivante e a volte grossolano, fatto di peti, cascatoni a faccia in giù sulla torta o, peggio, sulla pupù di un cane. Al bravo comico ebreo newyorkese uscito dalla inesauribile fucina di 'Saturday Night', da sempre i critici chiedono di spendere meglio l'innegabile talento. I suoi film ('50 volte il primo bacio', 'Zohan') fanno begli incassi, lui sa come strappare la risata e il pubblico lo ama: a quando una commedia davvero buona?" (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 1 ottobre 2010)

"Ci vuol fegato per sopportare Adam Sandler. Lo dicono anche molti americani. È uno di quei comici talmente demenziali da rischiare di sembrare dementi (anche se in carriera ha fatto almeno un grande film, 'Ubriaco d'amore' di Paul Thomas Anderson, dove era bravissimo). Qui, alle prese con un soggetto trito e ritrito, potrebbe anche provocare crisi di orticaria. (...) Il titolo italiano è una sciocca allusione a un tema d'attualità: in origine si chiama 'Grown Ups', 'color che son cresciuti'." (Alberto Crespi, 'L'unità', 1 ottobre 2010)

"'Sulla Tv italiana fanno vedere le tette'. Detto in un film dove abbondano peti, madri che allattano al seno figli di 4 anni, calci nei testicoli e gente che si schianta contro le piante, è tutto dire. II dramma di questo film, infatti, è che non si ride mai; il peggio poi è che le 'trovate' non sono servite dai solidi adolescenti foruncolosi in calore ma da cinque adulti (capeggiati dal sopravvalutato Adam Sandler). (...) Pellicola sconfortante e deprimente. E poi, venitevi a lamentare delle commedie italiane." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 1 ottobre 2010)

"Spiacerà a chi da una parata di comici (Sandler, Chris Rock, Schneider) si aspettava il divertimento moltiplicato per cinque. E invece i valori son tutti dimezzati." (Giorgio Carbone, 'Libero' '1 ottobre 2010)
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