Un uomo facile

ITALIA - 1959
Un uomo facile
Nell'eccitazione di una baruffa Romoletto sente nascere in sé la vocazione per la boxe. Questa forma di sport desta l'entusiasmo di sua sorella Lina; mentre Giuditta, una timida ragazza, sua amica, considera la boxe un'attività brutale e pericolosa. Il giovane intanto cerca un ingaggio ed incomincia gli allenamenti. Giuditta ne soffre, mentre Lina, frequentando l'ambiente sportivo fa la conoscenza di Enrico Costantini, celebre pugile, del quale s'innamora. Costantini è all'apice della gloria, ma è ormai fiaccato nel fisico, tanto che il medico non vuol rinnovargli il certificato, che lo autorizza a combattere nel ring. Romoletto invece assapora i primi trionfi e Giuditta gli fa capire di essere innamorata di lui; ma ella vorrebbe che abbandonasse il pugilato. Intanto il manager, comm. Menicucci, abbandona Enrico e prende con sé Romoletto. Enrico sposa Lina, che aspetta un bambino e di fronte al suo tergiversare, ha inscenato un finto suicidio, che per poco non finiva tragicamente. Ma l'armonia tra i due coniugi dura poco: essendosi ridotto in miseria, Enrico decide di ritornare nel ring, e a nulla valgono i paterni consigli del medico. Romoletto intanto cerca in ogni modo di affermarsi come pugile; Menicucci lo consiglia di accettare un incontro con Enrico, ed egli, per quanto a malincuore, finisce per seguire il consiglio del manager. Messo di fronte al cognato, egli dapprima evita di impegnarsi seriamente, ma ripetutamente colpito, si scatena e manda l'avversario sul tappeto. Enrico muore e Romoletto decide di lasciare la boxe, con grande soddisfazione della fidanzata.
  • Altri titoli:
    Welker Lorbeer
    Wenn die Tiefstrahler erlöschen
    Der besiegte Sieger
    The Defeated Victor
  • Durata: 104'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO, SPORTIVO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: ROBERTO DANDI PER ERREDI FILM, SERENA FILM
  • Distribuzione: CINERIZ

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO AL IX FESTIVAL DI BERLINO (1959).

CRITICA

"Il film che vorrebbe mettere in evidenza i pericoli insiti in certi esagerati metodi applicati a determinati sport, si risolve sul piano di una normale vicenda drammatica, realizzata con un certo impegno." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 45, 1959)
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