Un delitto impossibile

ITALIA - 2000
Un delitto impossibile
Un giudice del tribunale di Sassari muore avvelenato bevendo un caffè. Ad indagare sul delitto viene chiamato Piero, un magistrato del tribunale di Palermo. Il giudice si trova di fronte ad un rompicapo inquietante, perchè il defunto aveva da anni una relazione con una collega sposata ad un presidente della Corte d'Appello; era molto legato alla sorella, morta suicida; era coinvolto in un traffico di reperti archeologici...
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: NOIR
  • Tratto da: romanzo "Procedura" di Salvatore Mannuzzu, ed. Einaudi, Premio Viareggio 1989
  • Produzione: GIANFRANCO PICCIOLI PER HERA INTERANTIONAL FILM, RAICINEMA, TELE+
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILMS ITALIA
  • Data uscita 11 Maggio 2001

CRITICA

"Dal romanzo di Salvatore Mannuzzu, 'Procedura', premio Viareggio 1989, una storia di crimine e giustizia a Sassari (...) Il regista Antonello Grimaldi si muove con esattezza, è laureato in legge e criminologo: il film è interessante". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 18 maggio 2001).

"A parte Moretti, Olmi e Muccino, c'è un cinema italiano 'sommerso' (ma valido) che meriterebbe più considerazione mediatica e distributiva. E' il caso di 'Un delitto impossibile' di Antonello Grimaldi (...) Pregi del film: un ottimo lavoro collettivo (sceneggiatura, musica, regia), un'inquietudine ben calibrata che rielabora, con intelligenza, il poliziesco all'italiana (Petri?) dandogli una lettura esistenziale, più privata che politica, una Sardegna fotografata con commovente riservatezza, compassata morbosità e fuori da ogni cliché, un cast in grande forma nel quale primeggia il piglio blasé di Carlo Cecchi, quasi un Humphrey Bogart nazional (im)popolare, acconciatura e occhiali da sole alla Harrison Ford". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 18 maggio 2001)

"Sembra di essere tornati ai gialli italiani degli anni Settanta (il che non è affatto un male) con 'Un delitto impossibile' di Antonello Grimaldi, dal romanzo di Salvatore Mannuzzu 'Procedura'. (...) Tra veleni, pettegolezzi, manovre oscure, casi di incesto e relazioni gay, la soluzione è imprevedibile. Neanche il giallista più smaliziato dovrebbe essere in grado di anticiparla perché la storia non semina gli indizi indispensabili a capire quel che è avvenuto davvero. La regia è diligente, memore della tradizione nazionale del genere e ambientata in suggestivi paesaggi sardi". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 25 maggio 2001)
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