Un attimo sospesi

ITALIA - 2008
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Un attimo sospesi
Sullo sfondo di alcuni eventi drammatici per l'umanità intera, cinque persone del tutto comuni, in circostanze speciali della loro vita, si trovano ad affrontare diversi avvenimenti: prima la notizia del più feroce degli attentati con migliaia di vittime, poi le non meno allarmanti reazioni dei governanti di tutto il mondo, infine la terribile minaccia di una vera e propria guerra.
  • Altri titoli:
    Suspended Hours
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: ANNALISA APRILE E ROBERT PIERREL PER ULTIMA ONDA, IN COLLABORAZIONE CON L'AGENZIA REGIONALE PER IL LAVORO SARDEGNA-ASSOCIAZIONE ARGONAUTI
  • Distribuzione: ULTIMA ONDA
  • Data uscita 5 Dicembre 2008

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Roma, oggi. Giornate ordinarie e problematiche quotidiane si intrecciano nell’esistenza di alcuni abitanti del quartiere: dal proprietario di un piccolo alimentari sovrastato dall’ansia alla fotografa e mamma single del piccolo Joe, passando per un’ex cantante ritiratasi a vita privata in una roulotte, per arrivare al vecchio professore, astronomo da anni rinchiuso nel suo grande appartamento. Sullo sfondo, la minaccia di una guerra globale. Mai volgare, ma allo stesso tempo poco incisivo, l’esordio al lungometraggio del sardo Peter Marcias (numerosi corti all’attivo più la docufiction Ma la Spagna non era cattolica?) guarda altissimo – non solo verso la notte stellata, ma a riferimenti un po’ troppo fuori portata, vedi Robert Altman – e perde di vista l’obiettivo, così come i personaggi: che entrano in gioco per poi andarsene senza salutare (come nel caso dello psicologo Frassica o della coinquilina del pizzicagnolo, Ana Caterina Morariu), o per segnare prepotentemente il territorio, come la rediviva Farida, cantante alla quale Marcias regala letteralmente il “ruolo” della vita. Riflessione sui massimi sistemi che finisce per accartocciarsi su se stessa, comunque ben accompagnata dalle musiche di Liberatori.

CRITICA

"Peter Marcias è il più giovane esponente di un 'cinema sardo' che da anni è in fermento anche se le occasioni di farsi vedere gli mancano. 'Un attimo sospesi' è il suo esordio narrativo. Difetti e ingenuità non gli mancano. Però c'è dentro una promessa da coltivare." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 5 dicembre 2008)
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