Tutto molto bello

ITALIA - 2014
2/5
Tutto molto bello
Il 33enne Giuseppe, impiegato dell'Agenzia delle Entrate, ha un estremo senso del dovere che lo ha reso acerrimo nemico di parecchie persone, anche all'interno della sua famiglia. Giuseppe, infatti, ha inflitto una salatissima stangata a Marcello, proprietario di un negozio di scarpe nonché suo suocero. Un giorno, mente si trova in ospedale dove la moglie Chiara sta per partorire, Giuseppe conosce Antonio, un ragazzo di 28 anni, scanzonato, socievole e generoso, che sembra vivere in un pianeta parallelo in cui avere sempre fiducia del prossimo è la cosa più naturale e ovvia. Anche lui è in attesa del primo figlio, ma al contrario di Giuseppe, tutto concentrato sulla parte organizzativa, Antonio è sereno, persino spensierato. I due, che non potrebbero essere più diversi, si troveranno a vivere insieme una notte piena di esilaranti avventure. E ad accompagnarli nelle loro peripezie si aggiungeranno alcuni compagni di viaggio: Eros, cantante quarantenne fallito e ancora innamorato di Katia, la sua ex cui dedica delle orribili serenate; l'attuale compagno di Katia, Serafino, una ragazzo tranquillo a patto di non scatenare la sua gelosia; la bellissima Federica, interprete per uomini d'affari la cui bellezza spesso la porta ad essere scambiata per una escort.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: MAURIZIO TOTTI, ALESSANDRO USAI PER COLORADO FILM IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 9 Ottobre 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Paolo Ruffini interpreta un impiegato dell'Agenzia delle Entrate: ligio, rigido, un po' anaffettivo. La compagna non compagna Chiara Francini sta per partorire: il nome non è deciso, e fosse solo quello. Ma Paolo incontra Frank Matano, che con tanti denti e tanto entusiasmo gli cambia la vita, ovvero lo scongela. Ne vedranno dei brutti, dal rocker disperato Scintilla al folle Angelo Pintus, ma anche una bella che non balla, Nina Senicar, e un pupo, anzi, Pupo, in un ruolo autobiografico e autoironico tra gioco d'azzardo e mojito…
E' Tutto molto bello, almeno il titolo: dopo Fuga di cervelli, Paolo Ruffini bissa alla regia, portando sul grande il piccolo schermo “comico” di Colorado Cafè. Scintilla fa anche ridere, Pupo è anche simpatico, Matano mordace, Paolino verace, ma non è un film, proprio no. La regia, chiamarla tale è già una concessione, è da “strabuona la prima!”, i raccordi sesquipedali, la drammaturgia in libera uscita, ma non tutto è da buttare, anzi: auguriamo un incasso super, quello che manca al cinema italiano da mesi. Questo si sarebbe molto bello.

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON CRÉDIT AGRICOLE VITA.

- DIRETTORE ARTISTICO/PRODUTTORE DELEGATO: GUIDO CHIESA.

CRITICA

"Girato come farebbe il Renè Ferretti di Boris (...), il film sembra una puntata di 'Colorado Café' travasata sul grande schermo: le risate non sono generose, al contrario dell'imbarazzo, ma poco importa, preadolescenti e adolescenti tardi gradiranno a prescindere, e sa Dio quanto il nostro cinema in caduta libera al botteghino ne abbia bisogno. Insomma, Tutto molto bello, tranne il film." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 9 ottobre 2014)

"Dopo l'inaspettato successo dell'esordio simpaticamente incosciente 'Fuga di cervelli' e la contestata conduzione dei David di Donatello 2014, Paolo Ruffini mette la testa a posto e gli occhioni azzurri a favore di camera per 'Tutto molto bello'. Trattasi di avventura comica ispirata a 'Un biglietto in due' (1987) di John Hughes (...). La strana coppia farà la conoscenza di cantautori nudisti, camerieri sudici (Niccolò Senni buffissimo come omaggio al Cloaca Massimo di 'FFSS' di Arbore ma lo volevamo di più in scena), emiri feticisti e pazzi armati di mille tic e un fucile. Tutto abbastanza mediocre, soporifero e stucchevole (anche il colpo di scena finale) se non fosse per la presenza imprevedibile del lunare Matano, conferma di inarrestabile vivacità dopo 'Fuga di cervelli'. È un jazzista purosangue: non sai mai cosa può 'suonare' con voce ed espressioni. Meno male che c'è lui." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 ottobre 2014)

"Ruffini, alla sua seconda regia, è riuscito nella non facile impresa di far peggio del già impalpabile 'Fuga di cervelli'. Non lo aiuta una sceneggiatura che regala «perle» (...)." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 9 ottobre 2014)

"Con l'intento, più che evidente e da lui stesso dichiarato, di richiamare cioè alla memoria alcune commedie hollywoodiane «on the road» («Tutto quella notte», «Un biglietto in due», «Parto col folle») e ripeterne il successo, Ruffini inanella situazioni e circostanze dalle possibili valenze comiche, giostrandole però con il ricorso a registri impropri e a tempi maldosati e senza coordinarle in una storia compiuta, congegnata secondo un preciso punto di vista. L'avventura di Giuseppe, Antonio ed Eros avanza verso la prevedibile conclusione fra equivoci, fra logore e infelici (non poche volte volgari) battute, fra giochi di parole che si vorrebbero fantasiosi e stupefacenti, che, troppo frequenti, generano qualche fiacca risata, ma soprattutto fastidio. Un'avventura popolata non da personaggi, ma da talvolta simpatiche e divertenti macchiette (gli interpreti provengono per lo più dal cabaret televisivo), raccontata e diretta con faciloneria alla ricerca anche, fra dilettantesche improvvisazioni, della facile emozione." (Achille Frezzato, 'L'Eco di Bergamo', 18 ottobre 2014)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy