Tutti gli uomini del deficiente

ITALIA - 1999
Arrivato a settant'anni dopo lunghi periodi trascorsi nell'America della beat generation, l'ingegnere Leone Stella ha inventato in Italia un videogioco in cui il suo alter ego, Doctor Leo Star, rivive nella realtà virtuale le avventure che lui ha vissuto nella sua vita. Ora, intenzionato a smettere, Leone indice un concorso per lasciare tutto quello che ha ad una persona che si chiami come lui. Sfiderà tutti i suoi omonimi (i Leone Stella ma anche le Stella Leone) all'ultima avventura di Doctor Leo Star e chi riuscirà a batterlo al videogioco gli succederà sulla poltrona di Presidente della Totem Arts. Si presentano, tra gli altri: Stella, maestra elementare, seguita dall'ex marito ancora molto geloso; Leon, di professione killer; don Leone, parroco di una chiesetta di campagna che sta cadendo a pezzi; Little Star, ex spogliarellista con la passione per la New Age; LSDJ, ossia un certo Leone Stella che fa il disk jockey; Leo, che fa la cavia umana; Lele, impiegato del catasto; Luca Bigasso, che partecipa sotto falso nome per conto di una multinazionale giapponese che vuole conquistare la Totem Arts per controllare il mercato dei videogiochi. Arrivati alla sede, i partecipanti scoprono che dovranno affrontare le varie prove non sullo schermo virtuale ma nella realtà. Dai dieci iniziali, i concorrenti rimangono in sette, poi in cinque, infine in tre. Stella disinnesca una bomba nell'auditorium della Totem Arts, poi i giapponesi la minacciano, arriva Leon e la salva. I due si baciano. Sembra Leon il vincitore, ma all'improvviso il telegiornale annuncia che c'è stato un attentato negli studi della ditta. I tre che per conto del vero Leon conducevano la gara finiscono in ospedale.
  • Durata: 109'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: CARLO DEGLI ESPOSITI PER PALOMAR
  • Distribuzione: MEDUSA FILM (1999)

NOTE

- LE VOCI FUORI CAMPO SONO DI ALDO, GIOVANNI E GIACOMO.

CRITICA

"L'esordio al cinema della Gialappa's Band è uno degli oggetti più complessi e bizzarri che ci sia capitato di maneggiare nel corso del 1999. Un film? Forse. Ma è qualcosa di meno, e anche qualcosa di più. E' deludente ed esagerato, è troppo e troppo poco. (...) L'inizio è faticosissimo e la trama è decisamente troppo incasinata. Ma tale complessità è anche la chiave profonda del film che ha almeno 20 o 30 livelli di lettura." (Alberto Crespi, L'Unità, 18 dicembre 1999)
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