Torno indietro e cambio vita

ITALIA - 2015
3/5
Torno indietro e cambio vita
Marco è sposato con una donna bellissima, ha un figlio e un ottimo lavoro. Tutto sembra perfetto, almeno finché sua moglie Giulia, con la quale sta insieme da quasi 25 anni, gli annuncia che ha un altro uomo e vuole la separazione. Marco è costretto ad andarsene di casa. Chiede aiuto al suo amico di sempre: Claudio, che conosce dai tempi della scuola. E una sera, mentre passeggiano per strada di notte, Marco dice all'amico: "Se potessi tornare indietro cambierei tutta la mia vita!" Detto fatto: i due amici si risveglieranno nel 1990, sui banchi di scuola, poco prima del fatidico incontro tra Marco e quella che sarà la sua futura moglie. E allora farà del suo meglio per cambiare il corso degli eventi. Ma si può davvero fermare il destino?
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: RICCARDO TOZZI, MARCO CHIMENZ, GIOVANNI STABILINI PER CATTLEYA CON RAI CINEMA, IN ASSOCIAZIONE CON CONSULTINVEST, ESSEQUAMVIDERI
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 18 Giugno 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi
Torno indietro e cambio vita è il lungometraggio n°55 per il cinema diretto da Carlo Vanzina in uscita nelle sale cinematografiche (le produzioni tv sono a parte). In sede di scrittura lo accompagna naturalmente Enrico, proseguendo un sodalizio che dal 1976 rappresenta uno dei sicuri punti di riferimento per il cinema italiano.
Siamo a Roma, oggi. Marco, 42 anni, si appresta a cominciare una nuova giornata tra lavoro e famiglia, quando in maniera inattesa, Giulia, sua moglie da 25 anni, rivela di avere un altro uomo e di volere la separazione. Andato via di casa, Marco confessa all’amico di sempre Claudio di aver voglia di tornare indietro e cambiare la propria vita. La cosa succede veramente, ed eccoli di colpo nel 1990.

I Vanzina hanno con il tempo una scommessa sempre aperta, un terreno pronto ad accogliere sbalzi narrativi, scommesse temporali, sorprese ed equivoci. Si tratta di snodi che possiamo far risalire ai tempi di Sapore di mare, quando il gruppo dei ragazzi protagonisti passava l’estate a Forte dei Marmi e vi tornava anni dopo nell’età adulta. Il trascorrere delle stagioni, il succedersi delle generazioni induce ad un esame con eventi e fatti che scardinano la regolarità delle cose e obbligano a ripensare alle cose fatte, agli errori compiuti.  Come sempre semplice, scorrevole, lineare, il copione acquista quella grazia lubitschiana che lo fa tenere lontano dalla coeva commedia nazionale.

Nell’andare e tornare tra 1990 e 2015, si collocano e si inseguono suggestioni di memoria tra nostalgia e rimorso. Nel girotondo inesorabile tra passato e presente, prendono vita atmosfere, umori, sapori che costruiscono uno scenario/omaggio ad una vita, ad un mondo, forse ad una Roma che oggi (quasi) non esiste più: una borghesia seria e consapevole di se stessa, una quotidianità misurata e (forse) un po’ vintage. Sentimenti, romanticismo, umorismo, romanità quanto basta per dire chi siamo e con chi ci confrontiamo (la presenza di Sordi rivive nell’impeccabile Max Tortora).

Nella cornice vivono gli attori, Raoul Bova/Marco, Ricky Memphis/Claudio, con a fronte due presenze femminili di irresistibile bravura, Giulia Michelini e Paola Minaccioni. Secondo una doverosa convenzione arriva il lieto fine. Non in modo banale ma come doveroso rispetto per il pubblico. Il quale non è fatto di giovani, né di adulti né di anziani: è fatto di tutti coloro che si confrontano e vogliono provare il piacere del sentimento del tempo.

CRITICA

"Oggi che il nostro cinema propone storie di giovani disoccupati o di maturi licenziati i Vanzina si differenziano ricorrendo al repertorio di paradosso temporale. (...) Fra tante declinazioni cinematografiche dell'annoso quesito 'si può cambiare il passato?' quella dei Vanzina non è la più pensosa; né, del resto, pretende esserlo. La trama è un'occasione per innescare una commedia degli equivoci che pesca un po' da 'Ritorno al futuro', un po' da 'Grease', giocando - senza esagerare - sulla sfasatura dei saperi (...). Gli attori fanno del loro meglio; tranne la Michelini, che gigioneggia senza freni." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 18 giugno 2015)

"(...) impacci, piccoli contrasti, degli equivoci cui lo spettatore aderisce con divertimento non tanto per la diversità colorata delle situazioni, tra i modi di oggi e quelli di appena ieri (già molto distanti) quanto per le reazioni psicologiche di quei due personaggi, fuori tempo e fuori luogo, spunto facile ma anche efficace di qualche sorriso se non addirittura di risate. Le sostiene soprattutto Raoul Bova, prima marito tradito, poi diciottenne su una difensiva molto fragile: ora con furbizie, ora anche con tensioni. Gli dà la replica Ricky Memphis, l'altro transfuga nel tempo, mentre in mezzo raddoppia in seduzioni e fascino, Giulia Michelini, sempre amabilmente divisa fra cinema ('Il grande sogno' di Placido) e televisione (vari 'Distretti di polizia')." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 18 giugno 2015)

"I Vanzina si erano già confrontati col filone dei «viaggi nel tempo» nei non memorabili 'Il cielo in una stanza' e 'A spasso nel tempo 1' e 2. 'Torno indietro e cambio vita' si discosta, come intenzioni e risultato, dai precedenti film, riassumendo pregi e difetti del cinema vanziniano. Ci sono sicuramente buoni spunti divertenti nella commedia che i due fratelli lanciano in pieno mercato estivo, un atto di coraggio, il loro. L'impressione, però, è che questa sia stata un'occasione persa, un «compitino svolto» che abbia finito per ingabbiare un soggetto che avrebbe potuto svilupparsi in maniera più convincente, senza incanalarsi in quella sensazione di «già visto», approdo sistematico di molte, troppe, commedie italiane. (...) Raoul Bova, fuori parte (...) Ricky Memphis, sempre bravo e misurato (...). Alcuni dialoghi valgono il prezzo del biglietto (...) avessero insistito più su questi raffronti il film avrebbe avuto un impatto diverso da quello di un simpatico, ma nulla più, divertimento estivo." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 18 giugno 2015)
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