Ti amo in tutte le lingue del mondo

ITALIA - 2005
Gilberto, professore di ginnastica, ha una bella casa, un lavoro che gli piace e una moglie con cui sta bene. In occasione del compleanno della moglie, organizza una festa a sorpresa in casa sua: invita tutti i loro amici e si nasconde con loro nel buio del salone. Ma è lui quello che riceverà la sorpresa più grande: mentre sua moglie entra in casa, le inizia a squillare il cellulare, lei risponde e parla con il suo amante e Gilberto sente cadere a pezzi tutto il suo mondo. Un anno dopo Gilberto ha ricominciato a vivere ed è tampinato da Paolina, una sua allieva pazzamente innamorata di lui, che lo tempesta di messaggini e di biglietti in cui dichiara di amarlo in tutte le lingue del mondo. Gilberto non sa come allontanare Paolina senza ferire i suoi sentimenti. In più scopre che la madre della ragazza è Margherita, con la quale lui ha iniziato una relazione dopo averla conosciuta in una riunione per scambisti dove era stato trascinato da Anselmi, il professore di matematica della sua scuola. Quando Paolina scopre la verità, ne resta profondamente ferita, anche perché vorrebbe da Gilberto tutto l'amore che suo padre, che non ha mai conosciuto, non le ha mai dato. Gilberto decide di aiutarla a ritrovare suo padre e, nonostante le difficoltà e la convinzione comune, anche del suo preside, che sia lui a voler circuire la ragazza, parte per rintracciare l'uomo. Ma in serbo per tutti loro c'è una vera sorpresa...

CAST

NOTE

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2006 PER LA MIGLIORE CANZONE.

CRITICA

"Prodotto natalizio, provvisto di un titolo accattivante e di un lieto fine per tutti, compreso il mondo animale. Il resto è una sgangherata commedia sentimentale che cerca un baricentro, gioca la carta dei caratteristi di lusso (bravi Panariello e Ceccherini) e la butta in goliardia con amici e parenti della comicità toscana di cui Pieraccioni resta l'alfiere anche se svende con inutili volgarità il suo talento di affabulatore e la sua natura di Peter Pan. (...) L' avvio è il meglio, la moglie traditrice e il comico albergo del libero scambio col prof. masochista. Ma poi la storiella latita di invenzioni, molto è telecomandato e prevedibile, la sociologia è spicciola, ma ci dicono efficace." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 16 dicembre 2005)

"Il contorno è ricco e ben amalgamato: da Panariello fratellone balbuziente del protagonista di cui - è l'indovinato tormentone del film - racconta la vita in ogni intimo dettaglio, agli avventori della lavanderia sotto casa, a Ceccherini monaco già peccatore, a Papaleo bandiera di un recuperato valore dei comprimari di razza come ce n'erano nel cinema italiano comico di una volta, fino al prezioso intervento da guest star di Francesco Guccini preside. Resta che la leggerezza di Pieraccioni (depurata dall'inclinazione alla pesantezza dialettale) è talmente leggera da sfiorare l'inconsistenza." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 16 dicembre 2005)
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