The Jacket

GERMANIA, GRAN BRETAGNA, USA - 2005
The Jacket
Jack Starks è un veterano della Guerra del Golfo, durante la quale è stato ferito alla testa e nonostante il recupero fisico, è rimasto in uno stato di amnesia post-traumatica. Dopo il congedo si è ritirato nel suo paese natale in Vermont, ma è solo al mondo. Un giorno, mentre si trova per strada in cerca di un passaggio, si imbatte prima in una donna ubriaca con una figlia e l'auto in panne, e poi viene caricato in macchina da un ragazzo in viaggio verso il Canada, che poco dopo viene fermato dalla polizia. Jack perde i sensi e al suo risveglio si ritrova imputato di omicidio, ma viene scagionato per infermità mentale e affidato alle cure di un ospedale psichiatrico. Intontito dai sedativi e legato in un vano estraibile dell'obitorio dell'ospedale, inizia un viaggio con la mente in cui cercherà di rimettere insieme i pezzi del suo passato e che allo stesso tempo gli aprirà uno spiraglio per il futuro...
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35) - DELUXE
  • Produzione: GEORGE CLOONEY, PETER GUBER, STEVEN SODERBERGH, PETER MCALEESE, ANDREAS SCHMID PER MANDALAY PICTURES, WARNER INDEPENDENT PICTURES, SECTION 8 PRODUCTIONS INC., VIP 2+3 MEDIENFONDS
  • Distribuzione: I.I.F.
  • Data uscita 1 Aprile 2005

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
1991. Guerra del Golfo. Il sergente Jack Starks (Adrien Brody) viene ferito gravemente alla testa. Non muore, ma comincerà a soffrire di amnesie post-traumatiche. Nove mesi dopo, nel Vermont, sarà accusato di un omicidio mai commesso. Giudicato incapace di intendere e volere, viene affidato al manicomio criminale di Alpine Grove: le "terapie" del dottor Becker (Kris Kristofferson) diverranno il suo nuovo incubo. Imbottito di psicofarmaci, bloccato dalla camicia di forza e costretto a trascorrere molte ore in un cassettone da obitorio, Jack rivivrà i momenti più dolorosi del suo passato per poi fare i conti, inspiegabilmente, con un futuro che non gli appartiene. Allucinante trip mentale diretto dall'inglese John Maybury (Love is the Devil), The Jacket trova il suo equilibrio (?) estetico narrativo nell'immaginario punto d'incontro di due pellicole, Qualcuno volò sul nido del cuculo e L'esercito delle 12 scimmie, ipotizzando con razionale follia il progressivo sgretolamento/rinsavimento della mente umana. Costruzione ardita, che alla fine mostra più di quanto vorrebbe sottrarre, per un film che - scritto dal quasi esordiente Massy Tadjedin - rapisce ed ipnotizza grazie alle sonorità di Brian Eno e all'intensa prova di tutti gli interpreti: oltre a un dolente e straniante Adrien Brody, rubano la scena le caratterizzazioni di Jennifer Jason Leigh - dottoressa triste e comprensiva - e di Keira Knightley, di fatto personaggio chiave dell'intera vicenda. Nel cast anche Daniel Craig (The Mother, L'amore fatale) e Kelly Lynch mentre, fra i produttori, figurano Steven Soderbergh e George Clooney.

CRITICA

"L'idea di Soderbergh è chiara: dare in mano a un autore anti-hollywoodiano un soggetto politicamente incendiario, due star e vedere che succede. 'The Jacket' tiene incollati. Non c'è dubbio. Sia per capire il destino del povero protagonista che ricorda il reduce dal Vietnam Tim Robbins di Allucinazione perversa , sia per le immagini crudeli che Maybury dedica alle torture che il nostro subisce nel manicomio, dove lo chiudono per ore in una cella modello obitorio insaccato come un salame. Da qui la giacca del titolo. La denuncia contro chi dimentica, e maltratta, i propri eroi di guerra è chiara. Missione compiuta caro Maybury. L'integrità di artista non è stata compromessa e grazie a Steven Soderbergh, e nonostante una brutta distribuzione in Usa, il suo talento è stato apprezzato da qualche spettatore in più rispetto al passato." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 1 aprile 2005)

"Producono George Clooney e Steven Soderbergh, le musiche sono di Brian Eno, il protagonista è Adrien Brody, il regista è anche un pittore e videomaker di livello internazioinale. Ci sono tutte le premesse affinché 'The Jacket' non sia scambiato per un film di routine. John Maybury sull'abusato pretesto narrativo del trauma post-bellico, delle profonde ferite psicologiche e morali lasciate dalla guerra, costruisce un'opera originale, un plot intrigante con una struttura audace. (...) Ottima la prova di Brody che dopo 'Il pianista' si candida già per un possibile Oscar." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 2 aprile 2005)

"La produzione lo incasella come thriller psicologico: però, non bisogna credere che 'The Jackett' sia un giallo, né un film di genere in senso stretto. Avventurandosi in territorio complessi che pure hanno spesso alimentato il cinema 'fantastico', il regista John Maybury ha realizzato un film d'autore, che coniuga lo spettacolo con una robusta dose di stile." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 1 aprile 2005)
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