The Illusionist

USA - 2005
The Illusionist
Il mago illusionista Eisenheim è diventato celebre per le sue spettacolari performances nei teatri di Vienna. Il Principe ereditario Leopold, incuriosito dal successo e dal mistero che circondano il mago, ma convinto che si tratti di un truffatore, mette alle sue calcagna il Capo Ispettore Uhl, un uomo ligio al dovere ma appassionato di magia e illusionismo. Una sera, mentre assiste ad uno degli spettacoli di Eisenheim, alla richiesta di un volontario da parte del mago, Leopold manda sul palco la sua fidanzata, Sophie von Teschen. Eisenheim riconosce l'"assistente" al primo sguardo. I due, infatti, sono stati compagni di giochi durante l'infanzia e tra loro era nato un sentimento più forte dell'amicizia sopito nel tempo e risvegliatosi prepotentemente al loro incontro. Il principe, geloso dell'amata e sempre più convinto a smascherare Eisenheim come truffatore, intensifica le indagini sul mago che, a sua volta, sta per mettere in atto la sua più grande illusione.
  • Altri titoli:
    The Illusionist - L'illusionista
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, FANTASY, AVVENTURA, ROMANTICO
  • Tratto da: novella "Eisenheim the Illusionist" di Steven Millhauser
  • Produzione: BULL'S EYE ENTERTAINMENT, CONTAGIOUS ENTERTAINMENT, MICHAEL LONDON PRODUCTIONS, STILLKING FILMS
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES (2007), DVD E BLU-RAY: EAGLE PICTURES HOME VIDEO
  • Data uscita 6 Aprile 2007

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Dopo Scoop di Allen e The Prestige di Nolan, il 2006 sforna il terzo film di magia: The Illusionist, scritto - a partire dal racconto Eisenheim The Illusionist di Steven Millhauser - e diretto da Neil Burger, già apprezzato per il docmock Interview with the Assassin. Anche qui la magia lega, elude e trascende la liaison realtà-finzione con l'illusionista per amore (la diletta contessa Jessica Biel) Edward Norton, mago da non crederci - i suoi trucchi li deve al cinema, questa la vera magia! - nella Vienna di fine XIX secolo. Ottimi interpreti - c'è anche l'ispettore Paul Giamatti - e raffinato score di Philip Glass, The Illusionist fa la magia.

NOTE

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2007 PER LA MIGLIOR FOTOGRAFIA.

CRITICA

"Un'inchiesta pericolosa, in cui l'uomo fatica a comprendere ciò che accade. In un certo senso, lo spettatore ne condivide la sorte. D'accordo che un intrigo del genere debba essere disseminato di trabocchetti; però gli eventi del film non sono sempre chiari, né verosimili. Difficile, d'altra parte, condividere l'ammirazione e lo stupore del pubblico viennese, sapendo che i prodigi cui assistiamo sono effetti speciali cinematografici. Il tutto malgrado l'impegno di Edward Norton, più ipnotico e inquietante del thriller che gli è toccato interpretare." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 6 aprile 2007)

"Il tema e l'ambientazione sono simili a quelli del recente 'The prestige' (ma siamo a Vienna invece che a Londra), con tanto di tocco soprannaturale, e negli Usa i bloggeristi si sono scatenati in un confronto fra i due dal quale non può emergere un solo vincitore, perché sono entrambi ottimi: ma poter dire questo di due film 'gemelli' è già una vittoria." (Paola Casella, 'Europa', 6 aprile 2007)

"Sullo sfondo di una Vienna ritrovata per le vere vie di Praga e suggestivamente fotografata da Dock Pope in una speciale chiave definita 'autocromatica', la vicenda evidenza soprattutto il duello intellettuale fra il mago e il poliziotto, per il quale un critico americano ha evocato il modello remoto di un 'Arsenio Lupin' (1932) con i fratelli Barrymore, in cui John era il ladro gentiluomo e Lionel il segugio. E' probabile, però, che Burger si sia ispirato alla schermaglia fra Raskolkikov e l'ispettore Porfirij in 'Delitto e Castigo' di Dostoevskij: ed è certo che Edwartd Norton e Paul Giamatti sono interpreti all'altezza di simili preziosi riferimenti. Di Norton si dice addirittura che è diventato amico del suo istruttore, il mago Rick Jay, e che è uscito dal film essendo ormai un perfetto manipolatore di illusioni. Neppure Stanislavskij, creatore del famoso Metodo che intreccia l'arte recitativa all'esperienza della vita reale, avrebbe sperato tanto."(Tullio Kezich 'Corriere della Sera', 6 aprile 2007)

"Ieri 'The Prestige', oggi 'The Illusionist'. Sommerso da effetti sempre più sofisticati e invadenti, il cinema ha perso la cara vecchia magia: così si moltiplicano gli sforzi di ritrovare l'ingenuità e il fascino di quei trucchi fatti a mano. Eppure proprio qui casca l'asino. Tratto da un racconto di Steven Millhauser (ed. Fanucci), 'The Illusionist' la butta in politica (e in metafora). Ma non convince proprio perché, detta in soldoni, il regista strafà anzi bara, riempiendo lo schermo di trucchi tanto perfetti e mirabolanti quanto irrealizzabili e stonati nella Vienna fine '800. Peccato perché la storia era interessante, gli attori eccellenti (in testa Giamatti nel ruolo ingrato dell'ispettore capo). E l'idea del mago che a forza di prodigi diventa una specie di leader politico, popolarissimo dunque potenzialmente sovversivo, si prestava a un trattamento più sottile. Mentre qui il duello fra il misterioso mago Eisenheim (il sempre magnetico Edward Norton) e il principe ereditario Leopold (Rufus Sewell), divisi anche dall'amore per la stessa donna, è scandito da numeri così sbalorditivi (sparizioni, ectoplasmi, fazzoletti portati in volo da farfalle, piante capaci di crescere a vista) che l'inevitabile rivelazione finale lascia nello spettatore la sensazione di esser stato anche se piacevolmente un po' preso in giro." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 6 aprile 2007)

"Su questa china avrebbe potuto svilupparsi, e con qualche ragione di novità, una storia che si sa poco originale. Invece, ineffabile sortisce l'eterno motivo dell'amore impossibile, versione rimaneggiata di Romeo e Giulietta viennesi, ostacolati da un destino nefasto. Ora, al di là dei temi ricorrenti (il cui abbecedario potrebbe essere certo rappresentato proprio dall'opera magna dello Shakespeare, che tutto ha immaginato e sintetizzato), 'L'illusionista' esce a poca distanza da un film quasi uguale, anche nel titolo, diretto da Christopher Nolan: 'The Prestige'. Un inutile bis, con qualche inutile variazione sul tema. Industria di poche idee e niente coraggio." (Dario Zonta, 'L'Unità', 6 aprile 2007)

"'The Ilusionist' riduce a spurio dramma in costume, dove gli spunti filosofici sull'essenza del tempo, sulla finitezza dell'essere umano, come dell'origine diabolica o meno del gesto illusionistico finiscono tra una sterile sfida stile 'Blues Brothers' tra ispettore e mago e frasi da cioccolatini come: 'L'unico mistero irrisolto è perché il mio cuore non riesce a dimenticarti'. Davvero sottotono Edward Norton e Paul Giamatti. Jessica Biel la preferivamo inzaccherata di sangue nel remake di 'Non aprite quella porta' con la motosega di Leatherface alle calcagna." (Davide Turrini, 'Liberazione', 6 aprile 2007)

"Neil Burger non è Christopher Nolan, dunque 'The Ilusionist' non è bello e gelido come 'Prestige'. 'The Illusionist' però non racconta una rivalità fra colleghi, solo l'eterno scontro tra saltimbanchi e politici. Mescolando fantasia e realtà, come il romanzo da cui è tratto, Burger inscena una vicenda del genere detto ucronia, cioè una rappresentazione storica parallela rispetto alla realtà.(...) Se uscite prima degli ultimi cinque minuti, potrete credere che sia un bel film." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 6 aprile 2007)

"In mezzo, la storia d'amore fra Eisenheim e Sophie e quelle sue tante esibizioni in palcoscenico di cui non svela mai i trucchi pur dichiarando al suo pubblico che sono solo il risultato di illusioni. Questa parte, narrativamente, sfiora il melodramma, solo un po' riscattato dall'intrigo per metà poliziesco che finisce soprattutto per restringersi attorno all'espediente con cui l'illusionista riuscirà a smentire il sospetto iniziale del suo coinvolgimento nell'uccisione di Sophie. Si segue tutto, però, anche convinti dall'indubbia abilità con cui la regia di Burger ha poi rappresentato la vicenda. Intanto, appunto, ponendovi sempre al centro quell'ispettore che, guardando, ci fa quasi materialmente vedere, quindi evocandogli attorno una cornice verosimilmente ottocentesca (con una Vienna rifatta a Praga), i cui valori figurativi si propongono sempre in primo piano. Non solo per delle immagini strette il più delle volte sui personaggi, ma per i colori quasi monocromi che ce le propongono, ora con il gusto della dagherrotipia, ora rifacendosi a quell'antica tecnica dell'autocromatura tenuta sempre qui in equilibrio sapiente fra l'ocra, il grigio plumbeo o, addirittura, il nero. Facendone scaturire l'incubo e l'angoscia. L'illusionista è Edward Norton, visto appena ieri nel 'Velo dipinto', Sophie, un po' smorta, è Jessica Biel, l'ispettore è Paul Giamatti, con le giuste ambiguità." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 6 aprile 2007)
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