THE CONFESSION

USA - 1998
THE CONFESSION
Harry Fertig, dirigente di successo, e sua moglie Sarah devono portare d'urgenza il figlioletto Steve, colpito da un grave malore, all'ospedale. A causa del caos del pronto soccorso, Steve viene trascurato e muore tra le braccia del padre. Sei settimane dopo, l'infermiera, l'impiegato e il medico del pronto soccorso vengono uccisi a colpi di pistola. Fertig si dichiara subito colpevole. Il suo capo Jack Renoble, imprenditore di grande successo, che non lo vuole perdere, affida la difesa a Roy Bleakie, avvocato di grande fama, nella speranza che si arrivi ad una dichiarazione di non colpevolezza per infermità mentale. Quando i due si incontrano, Fertig rimane ben fermo nella volontà di accollarsi tutta la colpa: lo fa, dice, per rispettare la memoria del suo ragazzo. Bleakie incontra Sarah, che a casa si sente sola e abbandonata, la consola e tra loro nasce un istintivo rapporto. Dal momento che Fertig, ebreo di stretta osservanza, non vuole cambiare opinione, Bleakie cerca allora di capire perché Renoble tenga tanto alla sua salvezza. Dopo accurate indagini, Bleakie scopre che Renoble e la sua società si sono resi responsabili di atti criminosi, contaminando volutamente il sistema idrico di New York in modo che i filtri prodotti da Renoble divenissero obbligatori. A questo punto, al processo, Bleakie presenta una dichiarazione di colpevolezza, ma nello stesso tempo denuncia Renoble, anche se sa che questo significa rinunciare alla candidatura a procuratore distrettuale.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Tratto da: TRATTO DAL ROMANZO DI SOL YURICK "FERTIG"
  • Produzione: ALEC BALDWIN, CORINNE MANN PER EL DORADO PICTURES - PHOENICIAN FILMS
  • Distribuzione: CDI - BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA - MEDUSA VIDEO

CRITICA

"Cupo melodramma social-giudiziario che in un percorso sempre più aggrovigliato tenta di far convivere ponderosi dilemmi etici, malasanità e bassezze imprenditoriali. La prima parte tiene, poi il film si sfarina sino a perdere consistenza e credibilità. L'impacciato burino Alec Baldwin soffre di fronte al granitico Ben Kingsley: quello si che è un attore". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 19 giugno 2002)
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