The Book of Vision

ITALIA, GRAN BRETAGNA, BELGIO - 2020
2/5
The Book of Vision
Eva, una giovane e promettente dottoressa, abbandona la sua carriera per immergersi nello studio della Storia della medicina e mettere in discussione tutto: la propria natura, il proprio corpo, la propria malattia e un destino che sembra segnato. Johan Anmuth è un medico nella Prussia del Settecento, in bilico tra nuove spinte razionaliste e antiche forme di animismo. "Book of Vision" è il manoscritto capace di intrecciare le loro esistenze in un vortice ininterrotto. Lontano dall'essere un testo scientifico, il libro contiene le speranze, le paure e i sogni di più di 1800 pazienti: il medico prussiano sapeva come ascoltare i propri pazienti e il loro spirito vaga ancora tra le pagine, dove vita e morte fanno entrambe parte di un unico flusso. La storia di Anmuth e dei suoi pazienti darà così a Eva la forza per vivere appieno la propria vita perché niente si esaurisce nel proprio tempo. È reale solo ciò che si desidera, non semplicemente quello che accade.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: GERARDO PANICHI, ROBIN MONOTTI GRAZIADEI, VERA GRAZIADEI, SÉBASTIEN DELLOYE PER CITRULLO INTERNATIONAL, LUMINOUS ARTS PRODUCTIONS, ENTRE CHIEN ET LOUP, CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: RS PRODUCTIONS
  • Data uscita 8 Luglio 2021

TRAILER

RECENSIONE

di Lorenzo Ciofani

C’è Terrence Malick in cima alla lista dei produttori esecutivi di The Book of Vision, opera prima dell’italo-svizzero Carlo S. Hintermann che al misterioso maestro americano ha dedicato nel 2002 Rosy-fingered Dawn: un film su Terrence Malick.

Un connubio, quello tra i due, rafforzato dalla collaborazione in The Tree of Life, dove Hintermann dirigeva l’unità italiana. E proprio le atmosfere di quel film – per molti seminale – tornano in questo esordio che manifesta in modo piuttosto vistoso le ambizioni del regista, anche sceneggiatore con Marco Saura.

Magniloquente coproduzione (Italia, Regno Unito, Belgio) che accoglie attori (l’inglese Charles Dance, l’olandese Lotte Verbeek, lo svedese Sverrir Gudnason, anche la nostra Giselda Volodi che porta in dote il volto più singolare) e maestranze (il dop tedesco Jörg Widmer, il neozelandese Hanan Townshend autore delle ingombranti musiche) da mezza Europa, The Book of Vision allude nel titolo a un manoscritto del diciottesimo secolo, in cui un ambiguo medico prussiano scrisse i sentimenti, le paure e i sogni di oltre mille pazienti.

Una ricercatrice di Storia della Medicina, che ha rinunciato alla professione di oncologa per capire “chi siamo stati, chi siamo e chi saremo”, scopre e studia il testo, entrando in contatto nella sua dimensione onirica con i fantasmi nascosti in quelle pagine così perturbanti.

Sin dalle prime scene, la regia acrobatica e virtuosistica di Hintermann cerca di intercettare la fluidità di una narrazione liquida, sospesa tra passato e presente, sogno e materia, macchine e carne, lasciando che i corpi in transito tra le due epoche si perdano in un vortice di immagini a volte ipnotizzanti, qua e là disorientanti, di norma imperscrutabili.

A mancare, in questo film più complicato che complesso, è il piacere di perdersi in una visione estranea dalla contingenza dello spiegone, come se la confusa (anzi: confusionaria) resa estetica (anzi: estetizzante) non sia all’altezza del magnetismo lambito dal regista.

Resta il fascino verso un oggetto spericolato – ed è un merito – ma monco, che non sa trasmettere tuttavia il senso di un mistero fuori dal tempo, l’incanto angosciante, la malia arcana di una fantasia avvolgente.

NOTE

- PRODUTTORE ESECUTIVO: TERRENCE MALICK.

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELLA DIREZIONE GENERALE CINEMA; IN ASSOCIAZIONE CON AB MEDICA SPA, TIMELINE STUDIO; IN COPRODUZIONE CON SHELTER PROD; CON IL SOSTEGNO DI WALLIMAGE (WALLONIA), TAXSHELTER.BE E ING THE TAX SHELTER OF THE BELGIAN FEDERAL GOVERNMENT; IN COLLABORAZIONE CON TRENTINO FILM COMMISSION; CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO - FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO.

- FILM D'APERTURA, EVENTO SPECIALE, ALLA 35. SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA (VENEZIA, 2020).

- CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2021 PER MIGLIORI EFFETTI VISIVI.

- DISPONIBILE ON DEMAND DAL 26 FEBBRAIO 2021 SU CHILI.
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy