The Batman

USA - 2021
3,5/5
The Batman
Bruce Wayne già da tempo veste i panni di Batman vigilando su Gotham City. Il supereroe ha già affrontato diversi criminali, ma la città è sempre più colpita da una corruzione dilagante ed egli sembra esser l'unico a cercare di garantire giustizia. Ora dovrà fronteggiare un nemico tanto astuto quanto temibile:l'Enigmista. Il nuovo killer semina il terrore a Gotham con indovinelli e inganni, conosce l'identità di Batman, tanto da spargere qua e là indizi ed enigmi proprio sulla famiglia Wayne. Indagando su di lui nei bassifondi, Batman si imbatte in una serie di personaggi, come l'affascinante Catwoman, Pinguino e il boss del crimine Carmine Falcone. Le indagini che condurrà, però, lo porteranno a scoprire qualcosa che ha sempre ignorato sulla sua famiglia e per sconfiggere il male e avere finalmente vendetta, questa volta l'Uomo Pipistrello dovrà stringere nuove alleanze.
  • Durata: 175'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: (2.39:1)
  • Tratto da: personaggi creati da Bill Finger e Bob Kane
  • Produzione: MATT REEVES, DYLAN CLARK PER 6TH & IDAHO PRODUCTIONS, DC COMICS, DC ENTERTAINMENT, WARNER BROS.
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA (2022)
  • Data uscita 3 Marzo 2022

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane

Anche l’Uomo Pipistrello oggi non può sottrarsi al potere delle immagini. L’atto di coraggio di Matt Reeves è di prendere l’eroe e rifondarlo, azzerando il passato. Spesso ci si dimentica che Batman è il più grande detective al mondo. Per questo The Batman si apre con una soggettiva coraggiosa, uno sguardo.

In quel misterioso scrutare, Reeves riversa le sue passioni cinefile, passando da Hitchcock. Ma ancora una volta si dimostra attento alla realtà. Non per niente è l’autore di uno dei film più importanti sul post 11 settembre: Cloverfield. Il terrore venuto dallo spazio qui ha toni più profondi. La vera bestia è dentro a Bruce Wayne, protagonista di un universo trasformato, che rivendica la propria identità.

Robert Pattinson è il volto di un paladino giovane, dilaniato, perfettibile, che cerca di scendere dalla torre del potere per donarsi alla gente e portare la luce. La lotta tra il Bene e il Male, tema cardine della trilogia diretta Christopher Nolan, qui assume nuovi significati. Batman deve salvare Gotham per redimere sé stesso. La sua è una lotta per la sopravvivenza che esula dai criminali della città, e attacca direttamente i suoi demoni. Il percorso è inverso rispetto a molti personaggi di Orson Welles: aprirsi per non affogare, invece di chiudersi nella prigione del potere.

 

Reeves sa che oggi l’unico modo per trovare una propria voce è lo sguardo. Mette la macchina da presa negli occhi del nemico, ci fa entrare nella sua mente, fin dai primi minuti. E poi ancora, quando è Wayne stesso a voler prendere possesso della vista di Catwoman, la femme fatale del film, con i tratti di Zoë Kravitz.

The Batman è anche un noir, un omaggio al cinema degli anni Settanta e a quello postmoderno. L’influenza di David Fincher vive nelle follie dell’Enigmista, che sembra uscito da Zodiac prima di scatenare l’apocalisse. Reeves sceglie di osare, di cancellare i suoi predecessori. Si discosta dalle forme espressioniste di Tim Burton, rifiuta i suoi toni favolistici per immergersi in un presente infernale. Ribalta la prospettiva di Batman – Il ritorno: le doppie personalità, le doppie esistenze lasciano senza via di scampo, e costruiscono universi incapaci di sfiorarsi. Cancella la dimenticabile orgia di effetti speciali messa in piedi da Joel Schumacher, elimina il gigantismo di Zack Snyder.

E Nolan? Avvicinarsi a Il cavaliere oscuro resta ancora oggi un’impresa ardua. Ma Reeves vuole andare oltre, innalzare un Bat-Universo senza precedenti. Gioca con la tensione, la sua Gotham è un luogo cupo, in cui piove sempre, come se fossimo in Blade Runner. Sono pochissime le sequenze diurne, a dominare è la notte, con alcune splendide albe e tramonti. Cast d’eccezione, con un inquietante Paul Dano, un irriconoscibile Colin Farrel e un diabolico John Turturro.

Sono tutti parte di un ingranaggio più grande. Batman stesso è la pedina di una società oppressa, sull’orlo del baratro. La sua fragilità destruttura i lineamenti del paladino mascherato, che improvvisamente si fonde con le persone comuni. Batman è uno di noi. Reeves è il demiurgo, mai spettatore, sempre parte integrante. Invita a farsi travolgere, come nel suo Lasciami entrare, circoscrive il raggio d’azione per far aumentare l’angoscia. È uno dei pochi che sa realizzare blockbuster intimisti, scatenando la potenza del budget e cavalcando l’emozione. Sorge una nuova saga? Possiamo solo sperarlo.

NOTE

- LE RIPRESE DEL FILM SONO INIZIATE NEL GIUGNO 2020 E RIPETUTAMENTE INTERROTTE A CAUSA DEL COVID-19.

- IL FILM NON FA PARTE DEL DC EXTENDED UNIVERSE.

- LA SERIE DI FUMETTI 'THE LONG HALLOWEEN', SCRITTA DA JEPH LOEB, DISEGNATA DA TIM SALE E PUBBLICATA DALLA DC COMICS TRA IL 1996 E IL 1997, HA ISPIRATO IL FILM.

CRITICA

"Questo 'The Batman' è un poliziesco investigativo puro, un thriller alla 'Seven' che, per atmosfere, toni e, quasi, odore di muffa, lo ricorda fin troppo. E' un noir che più cupo non si può, che si è grattato via i rimasugli di Nolan verso strade, se vogliamo, più coraggiose.(...) quello che ci consegna Matt Reeves è un Batman tormentato, agli inizi della carriera, con i turbamenti di un giovane che fa fatica ad accettare le avversità della vita. Un eroe che non si sente tale, che non ha ancora trovato il suo centro di gravità permanente, incapace di elaborare il lutto per la morte dei suoi genitori. Un concentrato incompiuto di rabbia che è lontano dalla maturazione del Batman più conosciuto. Con il risultato che il film di Reeves è semplicemente meraviglioso, al quale si possono perdonare quei 20 minuti di troppo che, soprattutto nella parte centrale, appesantiscono l' opera. Complimenti a Robert Pattinson che esce a testa più che alta nel confronto con il personaggio dei fumetti a cui, in assoluto, sono state dedicate più serie tv e pellicole. Ben attorniato da mestieranti del calibro Colin Farrell, John Turturro, Paul Dano, Andy Serkis, Jeffrey Wright. Se proprio vogliamo puntare il dito contro qualcosa, è sulla scelta di Zoë Kravitz, una Catwoman con poco spessore e presenza scenica. Si può fare grande cinema d' autore anche per un fumetto." (Maurizio Acerbi,'Il Giornale', 03 marzo 2022)

"Pioggia, palazzi fatiscenti, strade sventrate, notti interminabili, Mr. Wayne nella versione Pattinson sa di sporco e sudore, trasandato col ciuffo come il Corvo di Brandon Lee o l'indimenticabile cattivo di Hedger/Joker.In scudo,maschera e lente Go-Pro postmediale, per due delle tre ore il neo pipistrello fa vecchio cinema investigativo noir e depresso, macchinoso e noiosetto, tra un Enigmista citato dall'horror anni 00 e una Cat Woman di scarsa personalità. Nella terza ora diventa finalmente protagonista di un incubo metropolitano d'azione più coinvolgente. Dopo il Batman neo-pop, reinventato dal fumetto nel mondo parallelo di Tim Burton, e dopo il Batman esistenzialista, funebre e capitalista di Christopher Nolan, questo firmato da Matt Reeves è "il" Batman, articolo determinativo dell' ambizione: come nuova versione (reboot), cerca una differenza, una distinzione, che per questo primo episodio non s'impone." (Silvio Danese, 'Il Giorno', 03 marzo 2022)

"'The Batman' dà vita a un nuovo universo. II nostro paladino è giovane, fragile, alla disperata ricerca della redenzione. Deve confrontarsi con un killer spietato, l'Enigmista, che elimina le persone più influenti della città. Bruce Wayne è un eroe per necessità: salvare Gotham è l'unico modo per dare un senso alla sua vita. Inquieto, a volte avventato, fa il detective ma non uccide, analizza, si definisce "vendetta'; insegue la pace. Gotham è un luogo oscuro, cupo, in cui sembra piovere sempre, come se fossimo in 'Blade Runner'. Fluviale (quasi tre ore), appassionato, 'The Batman' è una rifondazione intimista, carica di tensione, che fa dell'originalità il suo tratto distintivo. Nel cast spiccano anche la Catwoman Zoë Kravitz, Colin Farrell, John Turturro e Paul Dano. (Gian Luca Pisacane, 'Famiglia Cristiana', 03 marzo 2022)

"Batman è uno sfigato. Sono due anni che fa il vigilante a Gotham City e nessuno se ne è accorto. «Vorrei dire che faccio la differenza ma non lo so», lo vediamo scrivere titubante sul diario. O ancora: «È una città grande, non posso stare ovunque».(...) Anche il simbolo sparato in cielo sembra uno scarabocchio abbozzato da un grafico pagato due dollari. Ma Bruce Wayne non era miliardario? A Gotham piove sempre, è tutto appannato, spesso sfocato. Il vendicatore mascherato più mesto della Storia pare uscito dall'epoca grunge Anni 90, quella in cui rocker e cineasti giocavano ad essere trasandati e caustici.A pochi minuti dall' inizio del film parte 'Something in the way' dei Nirvana e quando il nostro si toglie la maschera a casa ecco degli occhi cerchiati di nero che non possono non ricordare 'Il corvo' (...). C'è uno psicopatico ansimante in città, autore di indovinelli non particolarmente accattivanti.Era meglio quello con i capelli arancioni di Jim Carrey in 'Batman Forever' di Schumacher nel 1995. Costui vuole «smascherare questo letamaio di città». Batman, alleato con il luogotenente Gordon, indaga tra un bernoccolo e l'altro sul gangster Carmine Falcone (scialbo John Turturro), procuratori corruttibili con mazzette da 10 mila dollari e addirittura mamma e papà. Thomas e Martha Wayne erano veramente due filantropi disinteressati? Essendo grunge questo Uomo Pipistrello è sempre sull'orlo del baratro." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 03 marzo 2022)

"Sotto la direzione di Matt Reeves, i costumi di The Batman passano a Robert Pattison che, non lontano dal look di Brandon Lee ne 'Il corvo', aggiunge gotica malinconia a un personaggio già cupo di suo. Tornando allo spirito delle origini, Batman è più un super poliziotto che un super eroe, impegnato a spezzare i legami tra potere e denaro che hanno reso Gotham una città infernale. Rigoroso ed essenziale nonostante la durata di tre ore, il film vanta numerose scene da applauso." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 04 marzo 2022)

" (...) quest' ultimo reboot (ovvero riavvio di una serie) di 176 minuti sembra influenzato anche dal recente exploit di Joker che, sia pure scollegato dal personaggio ideato da Bob Kane e Bill Finger nel 1939, ha probabilmente suggerito al regista Reeves e allo sceneggiatore Craig di non avere più remore filologiche, di spingere sul versante dell' epopea allucinata, di non permettere che l' azione si compiaccia di sé stessa (...) e di coniugare il mistero con l' orrore, sino a far sì che un film di supereroi non sia più un film di supereroi bensì un'immersione nella paura e il delirio generali.L'assunto in apparenza paradossale s'avvera nella nuova duplice identità di Bruce Wayne/ The Batman, presentato sin dal prologo come un vigilante incattivito, circondato da corruzione, populismo e terrorismo, supportato da pochi adepti, minacciato da ingegnosi e spietati criminali e quindi costretto a trasformarsi da giustiziere in vendicatore che ne rappresenta di fatto l'antitesi. Inoltre riuscendo a cogliere le note della canzone 'Something in The Way' dei Nirvana e a interpretarla come una sorta di vessillo grunge percepiamo meglio come il film tragga il suo fascino sinistro da una concezione della vita ribellistica e non riconciliata: l'incarnazione di Pattinson nell' Uomo Pipistrello, del resto, esibisce accenti di maledettismo, paranoia e solitudine che non possono non assimilarlo a Kurt Cobain (...). L'odio per la luce che trasuda dalla fotografia del re del chiaroscuro Greig Fraser fa pensare anche alle mitografie del vampiro (icona che deriva, non a caso, proprio dai piccoli chirotteri), specie quando Wayne si alza dal letto la mattina con gli occhi cerchiati dall' insonnia e l' eye-liner, tanto più che il regista, abrogando i consueti e ormai banalizzati simulacri, ricorre senza complessi di sacrilegio ma con l' umiltà dell' artigiano ai propri riferimenti cinefili come, appunto, Nosferatu, Fantomas, Jekyll e Hyde o la donna pantera di Tourneur. Mentre l' angelo caduto e ora indemoniato protagonista procede diradando faticosamente le tenebre (...) smascherando le complicità e rischiando ogni momento di passare dall'altra parte, di varcare il discrimine morale, il film si conferma sequenza dopo sequenza un' esperienza nel contempo classica e postmoderna, escapista e concettuale. Scritto nel corso dell'era Trump e girato in piena pandemia di Covid, 'The Batman' senza elemosinare l' imprimatur d' arte e d' essai si candida a perfetta metonimia dei nostri anni disperati." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 04 marzo 2022)

"Il nero di Reeves, e del suo direttore della fotografia Greig Fraser è meno lucido, volumetrico (...). Ha la qualità materica di una nebbia esistenziale che copre tutto, sfumando i contorni degli edifici e delle persone, una nebbia che ti sembra di poter afferrare con la mano, dalla sala, la cui umidità ti entra nelle ossa.(...) è uno sguardo in parte sfocato ('The Batman' è un film che chiede continuamente all' occhio a lavorare di più), che appartiene a una persona con il respiro angosciosamente pesante. Pervaso anche lui da quell'angoscia, il Batman/Bruce Wayne di Robert Pattinson è più giovane ma anche più stanco di quelli che lo hanno preceduto. Un giustiziere della notte che non atterra volteggiando magicamente giù dal cielo, sulla scena di un crimine, ma più spesso ci arriva «a piedi», facendosi largo tra i poliziotti come un altro tecnico della forensica. Reeves (che è anche co-sceneggiatore, insieme a Mattson Tomlin e Peter Craig) accentua la qualità terrena del suo Batman, sottolineata anche dal rapporto regolare, quasi amicale, che ha con il luogotenente di polizia James Gordon.È una consuetidine la loro - come quella del serial killer a base di indovinelli che stanno cercando di identificare - che ci riporta in modo simpatico alla dimensione narrativa (e stilistica) seriale del fumetto. Piuttosto che a quella di un film evento da centinaia di migliaia di dollari. Poco glamour anche le limitate apparizioni dell'orfano multimiliardario Bruce Wayne, il volto elegante di Pattinson sempre vagamente addolorato. Se, a tratti, le tre ore di durata del film sembrano un po' lunghe, in tutta la sua cupezza, The Batman rimane un film curiosamente «leggero», che (ci) evita la magniloquenza pretenziosa di Nolan e la pesantezza caotica di Snyder. Un film senz'altro meno indelebile e audace di 'Joker', ma che si presta bene al suo inevitabile destino di sequel e spinoff." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 06 marzo 2022)
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