Terminator Salvation

USA, GERMANIA, GRAN BRETAGNA - 2009
4/5
Terminator Salvation
2018. Dopo la distruzione nucleare avvenuta nel 'Giorno del Giudizio' il mondo è dominato dai Terminator, macchine da guerra controllate dal network di intelligenze artificiali chiamato Skynet, che seminano terrore e morte tra gli esseri umani sopravvissuti. A combattere contro di loro sono rimasti piccoli gruppi di ribelli tra le cui fila è presente John Connor, un uomo il cui destino è stato sempre legato alla Resistenza volta alla sopravvivenza del genere umano. Insieme ai suoi compagni di lotta e a uno sconosciuto, Marcus Wright, giunto dal passato, John cercherà di infiltrarsi nella Skynet e affrontare il nemico dall'interno...
  • Altri titoli:
    Terminator 4
    Terminator Salvation: The Future Begins
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, THRILLER
  • Specifiche tecniche: (1:2.35)
  • Tratto da: personaggi creati da James Cameron e Gale Anne Hurd
  • Produzione: MORITZ BORMAN, HALCYON COMPANY, BISCAYNE PICTURES
  • Distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA - DVD E BLU-RAY: SONY PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2009)
  • Data uscita 5 Giugno 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Complicato riassumere snodi e inversioni di sceneggiatura di Terminator Salvation, quarto capitolo della cyborg saga inaugurata 25 anni fa da James Cameron. La difficoltà sta nel ricorso vertiginoso ai paradossi temporali, a causa dei quali personaggi appartenenti ad epoche diverse convivono in un presente acronico, l'ordine narrativo può subire torsioni, e il futuro (già accaduto) essere modificato dal passato. D'altra parte un universo simbolico fortemente codificato come quello del film permette anche ai non aficionados di non pendersi negli ingarbugliati meandri della trama. Basti sapere che il giorno del giudizio è arrivato mentre impazza l'ultimo atto dello scontro tra umani e cyborg, e che la metafisica dell'ibridazione uomo-macchina viene qui sacrificata da una messa in scena crepuscolare nella forma –dominata da lamiere, fumo, ruggine e polvere - e muscolare nella sostanza, legata a un'idea fortemente analogica della fantascienza e a un immaginario popolato da corpi e metalli pesanti (con il cyborg Sam Worthington che ruba la scena all'umano Bale, come aveva fatto Heath Ledger nel Cavaliere Oscuro). Ruvido, sporco e angosciato, Terminator Salvation si rivela allora il residuato bellico di una sci-fi sciolta da un lato dei suoi proverbiali intellettualismi e dall'altro delle sue cafonate pirotecniche. Così orgogliosamente retrò da sembrare moderna.

CRITICA

"Il film di McG deve innanzi tutto installare i due personaggi, interpretati rispettivamente da Christian Bale e Sam Whortington. E qui si pone un problema: qualche taglio di troppo nel montaggio e i characters restano parzialmente indefiniti, mentre Marcus tende a prevalere su Connor; che, forse, medita di rifarsi probabilmente nelle prossime puntate. Inevitabilmente, i robot giganti evocano i 'Transformers'; fortuna che una regia controllata rende i combattimenti meno caotici rispetto a quella saga per teenager." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 5 giugno 2009)

"Basato sulla movimento, anzi sulla concitazione, e sugli effetti speciali, 'Terminator Salvation' cerca un po' di spessore e di mistero in un secondo personaggio un uomo-macchina che viene guardato con sospetto per la sua duplice natura. Quanto all'interpretazione della storia, che mostra un Paese arretrato, occupato da invasori superiori agli occupati, 'Terminator Salvation' si propone per una lettura terzomondista. Chi lo guarderà fra un quarto di secolo, potrà anche prenderlo per un tipico film dell'era Obama. Ma la sua ideazione è frutto dell'era Bush che ha avuto, almeno, il merito di indurre gli sceneggiatori americani a vedere il mondo nella prospettiva dei non americani." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 5 giugno 2009)

"Resta di assai suggestivo la visione di un pianeta desertificato e fatiscente che molto si ispira a precedenti cinescenari apocalittici e tuttavia ha un suo peculiare tratto di pittorica cupezza. Christian Bale incarna un Connor teso e drammatico, uno Schwarzy virtuale appare fugacemente, ma è l'australiano Sam Worthington a emergere nei panni del misterioso Marcus venuto dal passato, unico personaggio ad avere un minimo di umana complessità." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 5 giugno 2009)

"Sorvoliamo sul 'Terminator 3' e arriviamo al 4. E' costato 200 milioni di dollari, ma somiglia al primo! I terminator liquidi non ci sono: le macchine che attentano alla vita di John Connor somigliano molto alla fase terminale del primo Terminator, quello 'spolpato' quando le sembianze di Schwarzenegger lasciano posto alla ferraglia. Il regista McG ha realizzato un consapevole omaggio alla fantascienza classica, quella che dagli anni '50 arriva a 'Alien' e a 'Blade Runer'. I 200 milioni di dollari spostano però il senso: ciò che nei vecchi film di mostri & alieni era visibilmente finto grazie alla tecnologia digitale appare incredibilmente vero. 'Terminator -Salvation' è un capolavoro di iper-realismo applicato all'immaginario. Ogni dettaglio, ogni poro sulla faccia degli attori è restituito con un senso di verità totalizzante che naturalmente gioca a contraddire l'assoluta irrealtà della trama. E' la fantascienza al computer: indietro non si torna." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 5 giugno 2009)

"Dopo un mediocre terzo episodio con tanto di Barbie killer, un pomposo regista con nome da cinefastfood (McG, reduce da due 'Charlie's Angels'), cerca di riattivare i cyborg e i cortocircuiti temporali cult ideati da James Cameron nei primi 'Terminator'. (...) Christian Bale è molto sbattuto, ma l'abbiamo visto conciato peggio. Non è ancora il capo dei ribelli: il ruolo tocca a chi già lo fu in 'Visitors'. Ma il protagonista è un umano con invincibile scheletro metallico e grande anima al servizio di non si sa chi. Il che fa dire al regista che il film è messianico, forse nei rari attimi depotenziati, tra accanite fantaesplosioni e frenetici fantainseguimenti. Fa capolino kolosso Schwarzy: è digitale, ma non ce ne si accorge." (Alessio Guzzano, 'City', 5 giugno 2009)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy