Ted

USA - 2012
3/5
Ted
Le vicende di John Bennett e del suo orsacchiotto Ted, che ha preso vita grazie a un desiderio infantile... e non lo ha più abbandonato.
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, LIVE-ACTION
  • Specifiche tecniche: PANAVISION GENESIS HD CAMERA, HD, 2K/HDCAM SR (1080P/24), 35 MM/D-CINEMA (1:1.85)
  • Produzione: SCOTT STUBER, SETH MACFARLANE, JOHN JACOBS PER FUZZY DOOR PRODUCTION, BLUEGRASS FILMS PRODUCTION, SMART ENTERTAINMENT PRODUCTION
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Vietato 14
  • Data uscita 4 Ottobre 2012

RECENSIONE

di Gianluca Arnone

Manca la conferma dal diretto interessato, ma Ted ha tutta l’aria di essere l’autobiografia di Spielberg riscritta da Seth MacFarlane. Il debutto dietro la mdp del creatore dei Griffin è la storia di un eterno bamboccio che trova in un orso di pezza parlante l’amico che non ha mai avuto. Una specie di E.T. con il pelo dei Gremlins e il vocabolario di Pierino. L’extraterrestre infoiato che permette all’adulto-bambino di continuare a vivere nel pianeta Infanzia.
Chiaro: Spielberg ci crede, effonde stupore e lacrime mentre continua a propinarci il diario dell’adolescenza come fosse il Libro Cuore; in MacFarlane lo sguardo è blasé, dilatato dal tetracannabinolo e dalla catatonia televisiva. L’umore però è in ambedue nostalgico, il sentimento buono.
In effetti Ted si rivela solo uno sconveniente salamelecco del Bildungsroman hollywoodiano. Una storia giusta pervertita da un eccesso di cinismo. O viceversa. Nonostante qualche gag riuscita, le buone prove di Wahlberg e della Kunis, i camei di Sam e Norah Jones e Ryan Reynolds, il film è molto meno divertente di quanto ci si aspetti.
Come se l’incontro ravvicinato tra Spielberg e MacFarlane avesse partorito un figlio del terzo tipo destinato a scontentare entrambi.

NOTE

- NELLA VERSIONE ORIGINALE LA VOCE DI TED E' DI SETH MACFARLANE.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2013 PER LA MIGLIOR CANZONE ORIGINALE.

CRITICA

"Prima regia di Seth MacFarlane, creatore della serie animata Fox 'I Griffin', Ted è una commedia sentimentale con terzo incomodo che, all'inizio, promette bene. L'orso, infatti, è il parente indegno di Winnie the Pooh: quanto quello è mieloso, tanto questo è dissoluto, beone, puttaniere, sboccato e anche peggio. ll film ha avuto un grosso successo al box-office americano (enorme, per una pellicola vietata ai minori); e tuttavia non mantiene le promesse dell'inizio. Deciso a trasgredire, ma non troppo, MacFarlane mette il freno a mano, impedendo all'orso indegno di dare il meglio di sé. Né un incolore Mark Wahlberg lo aiuta granché." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 4 ottobre 2012)

"'I sogni son desideri', e il piccolo John era riuscito a portare in vita il suo orsacchiotto Ted. 30 anni dopo, la coppia rischia di scoppiare: sono due bamboccioni sboccati e perdigiorno, tutto fumo (sì, erba) e poco arrosto, e la fidanzata di John (Mark Wahlberg) non ne può più. Lori (Mila Kunis) vorrebbe che il compagno si facesse finalmente uomo, e sbattesse Ted fuori casa: mentre il suo capo arrapato la insidia e uno psicolabile progetta di rapire Ted, chi la spunterà, la donna o il pupazzo? Domanda buona per i fan dei 'Griffin', che certamente benediranno l'esordio alla regia del creatore Seth MacFarlane, ma com'è questo 'Ted'? Insomma, la solita commedia para-sentimentale, il consueto triangolo lui, lei e l'amico, con la 'bella novità' che è l'orsacchiotto a far da terzo incomodo. Tutto il resto è nostalgia anni '80 (c'è pure Flash Gordon in carne e ossa), travaso di stracca irriverenza dal piccolo al grande schermo e un citazionismo che può solleticare solo nerd e orfani inconsolabili del vecchio Steven Spielberg. Nel caso fatevi avanti, ma sotto la patina cinica e volgare c'è sempre la melassa hollywoodiana." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 4 ottobre 2012)

"Una Los Angeles infestata da mega-pannelli pubblicitari con Mark Walhberg e un grosso orso di peluche seduti sul divano, stile sit-com, ha lanciato l'estate scorsa 'Ted', confuso tra i cartelloni delle nuove serie televisive. E dalla tv deriva l'esordio alla regia di Seth MacFarlane, il 39enne ideatore della saga 'I Griffin', imparentati con un'altra famiglia degenerata, 'I Simpson', entrambi testimonial a cartoni animati del degrado fisico e mentale della middleclass americana. Adulti obesi cripto-fascisti, dementi più che demenziali, adolescenti storditi da hamburger e popcorn, neonati libidinosi e matricidi, cani parlanti. (...) L'approdo al cinema, però, comporta gravi rischi perché il grande schermo non tollera la parodia della parodia e scopre subito che lo sghignazzo rivolto allo «spettacolo» di uomini e merci si traduce spesso in una sua beatificazione. Così 'Ted' è costretto ad abbassare i toni e a dolcificare la bombetta maleodorante con quadretti sentimentali e un humour purificato. (...) 'Ted' è un 'Teddy Bear', versione gay dell'Orso d'oro della Berlinale, e non ci voleva tanto per dichiarare la natura della relazione tra l'impostore di Peter Pan e il suo compagno peloso. Intorno girano gag e provocazioni spuntate che pescano nell'armamentario Griffin, dove il politically incorrect non fornisce che un'apologia dell'esistente. Nell'originale, Seth MacFarlane doppia l'orso con la voce già prestata a Peter Griffin, il padre idiota e panciuto, in un compenetrazione di corpi inestricabile, dove l'assolutamente assurdo coincide con il compiacimento di una totale appartenenza all'oggetto/soggetto deriso." (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 4 ottobre 2012)

"Segno dei tempi: ennesimo regista d'animazione che sbarca nel cinema dal vivo dopo Bird ('Mission: Impossible 4'), Stanton ('John Carter') e la coppia Lord & Miller ('21 Jump Street'). Ora tocca a Seth MacFarlane, nuovo guru dell'animazione cattivella con le serie tv post-Simpson I Griffin e American Dad. Il risultato è 'Ted', successo inaspettato del 2012. (...) Classica parabola sugli esami di maturità maschile, 'Ted' è un'esilarante commedia zeppa di volgarità (molti peti ma drammaturgicamente perfetti), ossessioni per la cultura pop (l'irresistibile fanta-trash Flash Gordon, 1980) e geniale computer graphic: 'Ted' è in digitale ma, come Gollum, mostruosamente credibile. Gli presta la voce in originale lo stesso MacFarlane." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 4 ottobre 2012)

"Nonostante (...) la presenza di un orsacchiotto, 'Ted' di Seth MacFarlane (...), spesso greve e volgare, non è decisamente un film per bambini." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 4 ottobre 2012)
"Sguaiata e sciocca commediola, una specie di fiaba adatta agli under 10, se non facesse un uso smodato di sconcezze assortite." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 4 ottobre 2012)

"Non è un film horror, anzi, è una commedia demenziale che rispolvera con presunta originalità il topos dell'amico immaginario nel forme del pupazzo animato. Negli anni Cinquanta James Stewart «flirtava» con l'invisibile coniglio 'Harvey', dell'omonimo film di Henry Koster e molto tempo dopo Mel Gibson si spupazza il suo Mr. Beaver di Jodie Foster. Oggi, la computer grafica ci regala il nostro amico immaginario in un film che è un misto di live-action e animazione computerizzata. Ma l'ambizione va ben oltre, essendo questa tutt'altro che una novità. L'autore di 'Ted' viene dal successo televisivo dei 'I Griffin', serie animata che ha conteso lo scettro ai Simpson spingendosi, se possibile, ancora più in là nella fustigazione dei primati americani del 'way of life'. La 'Family Guy' di Seth MacFarlane (così nel titolo originale) diventa così la parodia della parodia del politicamente scorretto, fustigando i modi comuni e le belle maniere in un manifesto destrorso, antisemita e xenofobo, che fa ridere i tanti. Hollywood però non è la Fox (canale televisivo), e più di tanto non si può osare, anche se l'orsacchiotto Ted ne combina di tutti i colori. (...) Insomma l'orsacchiotto 'Ted' è l'antenato plantigrado di un Sacha Baron Cohen animato, senza i tratti geniali del futuro primate. Insomma, se fosse stato ancor più depravato e spinto, avremmo apprezzato un po' di più questa parodia del politicamente scorretto. Invece le necessità produttive hanno chiesto un ammorbidimento narrativo, e le parti più romantiche e smielate sono quelle più insopportabili. Il regista e gli sceneggiatori, tutt'altro che sprovveduti, hanno ammantato il film di un coté citazionista vintage che riesce qualche volta a creare dei contatti elettrizzanti." (Dario Zonta, 'L'Unità', 5 ottobre 2012)

"II gioco delle parti: Mark Wahlberg, ex divo a luci rosse di 'Boogie Nights' è un maturo bambinone che convive con l'amato orsacchiotto parlante (un peccato della motion capture), ex peluche prodigio ossessionato dal sesso, che si fa le canne, parla da onorevole intercettato, litiga con la ragazza (la Kunis) e si scazzotta col padrone (l'unica trovata). La favola dell'amicizia pare malsana, mai spiritosa ma sempre volgare. Diretto da Seth MacFarlane ('I Griffin') con alcuni inutili camei (Norah Jones)." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 18 ottobre 2012)
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