Stasera niente di nuovo

ITALIA - 1942
Cesare Manti, giornalista di valore, conduce una vita disordinata, è pieno di debiti e considera con leggerezza anche il suo stesso lavoro. Una sera, trovandosi al Commissariato in cerca di notizie di cronaca nera, incontra Maria Spanich, una ragazza che aveva conosciuto in una casa da gioco a Tunisi, durante la guerra. Maria l'aveva curato dopo un bombardamento e all'epoca aveva una relazione col gestore della bisca, Crippa. Cesare interviene in suo favore, la fa rilasciare e, con l'aiuto del suo amico, Dottor Moriesi, la fa accogliere in una Casa di Redenzione. Moriesi però mette in guardia Cesare, raccontandogli la triste esperienza fatta con una ragazza traviata che aveva cercato di redimere sposandola e che poi l'aveva poi abbandonato. Maria, disgustata per la volgarità delle compagne e per il fatto di dover imparare un lavoro, si trova a disagio nella Casa e quando Cesare va a trovarla, lo accoglie con insulti. Il giornalista, ottenuto del denaro dal direttore del giornale, affitta un appartamento per Maria e si appresta a partire con lei, ma quando va per farla uscire dalla Casa di Redenzione, apprende che è fuggita. Riunitasi a Crippa, Maria ha ripreso la sua sciagurata esistenza. Ma la ragazza è malata di cuore e quando Crippa le propone di fuggire per sottrarsi alle ricerche della polizia, lei preferisce tornare alla Casa di Redenzione. Avvertito dal Dott. Moriesi, Cesare si reca a visitarla. La trova in gravi condizioni di salute e lei gli confida che sua madre nulla sa dei suoi trascorsi e non vuole che ne abbia la rivelazione, apprendendo dove la figlia è ospitata. Cesare allora la sposa e la fa trasportare nell'appartamento che aveva fatto preparare per lei, così può morire tranquilla confortata anche dai genitori.

CAST

NOTE

- SUONO: GIOVANNI NESCI.

- GIRATO NEGLI STABILIMENTI SAFA (PALATINO).

- NEL 1955 MATTOLI NE HA DIRETTO IL REMAKE DAL TITOLO "L'ULTIMO AMANTE".

CRITICA

"Il film ruffiano è quello in cui il soggettista e il regista in combutta hanno infilato gli ingredienti di sperimentata efficacia che colpiscono la sensibilità facile dell masse: quegli elementi [...] che stimolano le ghiandole lacrimarie, in modo che queste impediscano di giudicare con serena obbiettività il valore reale di una produzione cinematografica. [...] Maestro, in questo genere di film, è Mario Mattoli: e mai lo ha dimostrato in modo così chiaro e lampante come in questo film. [...] Un film abilissimo, commoventissimo che avrà un successo di cassetta non minore rispetto a quello riportato da altre pellicole del regista, ma che indispettirà quanti, come me, ritengono che Mattoli sciupi in tal modo la sua intelligenza. [...] L'interpretazione è ottima da parte di Ninchi che, con la sua sobria ed incisiva recitazione, scolpisce vigorosamente il personaggio affidatogli; buona parte di Alida Valli (eccellenti sono i suoi colloqui con il Commissario e con il Giornalista), di Gandusio, inusitatamente castigato e misurato". (G. Saracini, 'Cine-Magazzino', 14 gennaio 1943)
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