Spider-Man 2

USA - 2004
Peter Parker sta ancora cercando di trovare l'equilibrio giusto tra il suo essere un tranquillo studente, gentile ed educato e la sua nuova identità di 'super eroe'. Nel frattempo deve fare i conti con il brillante dottor Otto Octavus, che si è trasformato nel micidiale Dr. Octopus, una terribile creatura piena di tentacoli, deve sfuggire alla vendetta del suo ex-amico Harry Osborne (figlio del dott. Norman Osborne/Goblin, il precedente rivale di Spider-Man) e deve riuscire a confessare il suo amore a Mary Jane, che ha cambiato vita, lavora come attrice e ha un nuovo fidanzato...

CAST

NOTE

- OSCAR 2005: MIGLIORI EFFETTI SPECIALI. LE ALTRE CANDIDATURE ERANO: MIGLIOR SUONO, MIGLIOR MONTAGGIO DEL SUONO E MIGLIORI EFFETTI VISIVI (JOHN DYKSTRA, SCOTT STOKDYK, ANTHONY LAMOLINARA, JOHN FRAZIER).

CRITICA

"Giù il cappello davanti a 'Spider-Man 2'. Stavolta Sam Raimi ha potenziato ritmo, effetti speciali, psicologie, forza simbolica, e tutto ciò che sapeva di super-routine nel fortunatissimo primo episodio qui si fa sfumato, ironico, complesso e al contempo grandioso, a partire dai magnifici titoli di testa. Un film-fumetto che diventa grande cinema fantastico (con sottotesto mitologico: in fondo la tela di Spider-Man è il nuovo filo d'Arianna che ci aiuta a ritrovarci nel labirinto delle megalopoli contemporanee). E' molto ben delineato il conflitto che dilania il sempre bravissimo Tobey Maguire, perfetto imbranato che appena usa i superpoteri si dà la zappa sui piedi rendendo sempre più impossibile l'amore per la bella Kirsten Dunst (la sceneggiatura, che dà a ogni colpo di scena il suo corrispettivo psicologico, porta la firma del veterano Alvin Sargent, due Oscar per 'Gente comune' e per 'Giulia', mentre al soggetto ha lavorato anche Michael Chabon, il giovane scrittore premio Pulitzer di 'Wonder Boys'). (...) E' la vecchia e imbattibile massima di Hitchcock: più riuscito è il cattivo, migliore sarà il film. Ma qui, dulcis in fundo, sono perfetti anche gli effetti speciali di John Dykstra, che non lavora solo di computer graphics ma integra riprese dal vero, fondali, modellini, appendendo davvero le macchine da presa a cavi metallici per simulare i tuffi mozzafiato di Spider-Man fra i grattacieli. Si poteva trovare infantile e scontato il primo 'Spider-Man'. Ma il secondo episodio è una riuscita stupefacente." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 17 settembre 2004)

"Curiosamente, in questo riuscito sequel di 'Spider-Man' restano impresse soprattutto le debolezze fisiche, le fragilità psicologiche del protagonista. È utile, allora, ricordarsi delle congetture che Tarantino mette in bocca a Carradine nel sottofinale di 'Kill Bill volume 2', quando il morituro spiega alla Thurman le ragioni filosofiche del travestimento umano-troppo-umano dei supereroi. Il regista Sam Raimi e lo sceneggiatore Alvin Sargent ne seguono infatti la scia, recuperando il lato oscuro, esistenzialista del celebre fumetto e verificando il senso della natura imperfetta sia dell'uomo ragno che del suo alter ego: se Peter Parker appare sempre più goffo e sfortunato, non è che il giustiziere volante stia passando un periodo di fulgore. (...) Più tradizionale, ma indubbiamente efficace, lo show di sequenze adrenaliniche che contrappongono l'elasticità - morbida, scattante, palpabile - del ragno fanciullo alla rigidezza - aliena, metallica, intangibile - del nuovo Frankestein che ambisce al premio Nobel. Sam Raimi non è un semplice fabbricante di blockbuster e, nel contesto di spigliato divertimento, riesce a far emergere con un atto di forza tutta la smaniosa vitalità incatenata alle splendide vignette originali." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 17 settembre 2004)

"Il fascino di un film come 'Spider-Man 2' sta nel fatto che stavolta in un paio di occasioni l'Uomo Ragno perde le sue magiche facoltà, tenta di volare e non ce la fa, si arrampica su un muro e precipita. E' interessante (e recitata da un attore che sa il fatto suo) la reazione complessa di Tobey Maguire, il quale da una parte è stupito e spaventato; e dall'altra prova un senso di colpa misto a sollievo quando assiste a scene di violenza senza poter intervenire. Sull'originale sceneggiatura di Alvin Sargent, il regista Sam Raimi focalizza il tormento dell'Eletto che sente insieme l'orgoglio e il peso della sua condizione di difensore della comunità. Ed è toccante la scena in cui, svenuto dopo aver fermato la metropolitana a cielo aperto sull'orlo dell'abisso, Spider-Man viene circondato dai passeggeri che ha salvato, sollevato in alto come il cadavere di Amleto e passando di mano in mano deposto al centro del vagone. (...) Affascinante sul piano scenografico, 'Spider-Man 2' offre un'immagine fantasiosamente gotica di New York City della quale sfrutta le prospettive e le costruzioni fiabesche. Anche i voli del Ragno hanno la leggerezza e la pregnanza di una visione onirica. E il film non dimentica mai che il supereroe è il doppio di uno studentello imbranato, il tipo aduso a farsi soffiare sotto il naso l'ultimo pasticcino del vassoio. Nato dalle frustrazioni dell'uomo comune, il mito implica l'invito a liberare il potenziale Uomo Ragno che sta dentro ciascuno di noi. Non c'è da stupirsi che il pubblico americano abbia risposto assicurando finora al film 400 milioni di dollari." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 18 settembre 2004)
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