SONO POSITIVO

ITALIA - 1999
SONO POSITIVO
I componenti di una famiglia di meridionali perseguitati dalla sfortuna scoprono l'uno dopo l'altro di essere sieropositivi. Ma da chi è cominciato il contagio? I sospetti fanno affiorare un intreccio di infedeltà e di comportamenti derivanti da confuse identità sessuali. Ci sono un marito ipocondriaco, una moglie frustrata, suo fratello gay e un amico di famiglia scroccone. La malattia, anzichè deprimerli diventa un'occasione perchè ognuno di loro accetti se stesso e trovi la felicità.

TRAMA LUNGA
Mario e Rosaria sono marito e moglie. Con loro a casa vive Dino, fratello di lei e omosessuale dichiarato. Inoltre regolarmente a pranzo e a cena si presenta Sabino, un amico di Mario, nullafacente. La vita quotidiana viene un giorno sconvolta dalla notizia che Rosaria ha l'AIDS. Mario è preso dal panico, e dopo di lui anche Sabino comincia ad avere paura, perché lui e Rosaria sono amanti. Sabino se la prende con Dino, quando quest'ultimo gli dice di essere sieropositivo. I due si lasciano andare ad atteggiamenti affettuosi e Mario li sorprende. Intanto anche Mario ha avuto il responso del medico: lui ha la malattia dal 1996, contratta a Parigi in un locale di incontri erotici di ogni tipo. Adesso tutto è chiarito, ed anche Mario può cedere al corteggiamento di Dino. Quando sono a casa tutti insieme, arriva la notizia che è stata scoperta una nuova cura per debellare l'AIDS. Esultano, ma subito dopo restano perplessi. Ognuno rinfaccia colpe all'altro, e Mario vuole cacciare tutti di casa. Escono, Mario resta solo, avvicina un ragazzo in un parco. Gli altri ripassano in macchina e lo chiamano. Sabino e Rosaria davanti, lui e Dino dietro.
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: TRATTO DALLA COMMEDIA "CIO' L'AIDS" DI GIUSEPPE PASCULLI
  • Produzione: ORISA PRODUZIONI - DANIELE MAZZOCCA, CRISTIANO BORTONE, GIANLUCA ARCOPINTO
  • Distribuzione: MARIO E VITTORIO CECCHI GORI (2000)

NOTE

- NEL FILM C'E' L'ULTIMO "CAMEO", PRIMA DELLA MORTE SOPRAVVENUTA ALL'IMPROVVISO, DI ARISTIDE MASSACESI, REGISTA CULT DI FILM PRIMA HORROR POI PORNO, CHE INTERPRETA IL RUOLO DEL PROPRIETARIO DI UN BORDELLO.

CRITICA

"Bortone, al suo secondo film dopo Oasi, prova dunque a rovesciare il punto di vista rielaborando un testo teatrale di Giuseppe Pasculli e ricorrendo a una messa in scena quasi metacinematografica, tra Pappi Corsicato e Pedro Almodóvar, arredi kitsch e canzoni anni Settanta re-mixate, citazioni di vecchi trash-movies e neo-consapevolezze gay. Il risultato, purtroppo, non è all'altezza delle ambizioni. Sarà perché il fumetto surreale inclina alla farsa dialettale, perché la prova survoltata degli attori non è nutrita di reali effetti comici o perché la materia è troppo scottante per risolverla con un lieto fine che arriva per radio sotto forma di antidoto miracoloso". (Michele Anselmi, 'L'Unità', 3 giugno 2000)
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