Sono pazzo di Iris Blond

ITALIA - 1996
Sono pazzo di Iris Blond
Romeo, cantante e musicista di fama negli anni Settanta, viene lasciato dalla fidanzata. Una cartomante gli predice che incontrerà una donna straniera il cui nome è quello di un fiore e che gli cambierà la vita. Imbarcatosi come pianista su una nave da crociera, incontra Marguerite, una signora belga che canta le canzoni di Jacques Brel nei locali di Bruxelles e, ritenendo sia lei la donna della profezia, si trasferisce da lei. Il rapporto tra i due va avanti in maniera stanca e prevedibile. Una sera, in un fast-food, Romeo conosce una cameriera di nome Iris, ragazza italiana emigrata in Belgio con il padre. A poco a poco Romeo scopre che Iris canta e scrive versi e, dopo qualche esitazione, le consiglia di tentare la carriera di cantante. I due decidono di formare un gruppo, fanno una prova in uno studio di registrazione, ottengono un ingaggio, si danno il nome di "Iris Blond and the Freezer" e si esibiscono con successo in molti locali. Romeo si innamora di Iris, ma lei non è certa di poter ricambiare. Arriva la grossa occasione professionale che però riguarda solo Iris che viene scritturata per andare a Parigi. Sconsolato, Romeo chiede ad Iris di fare una scelta tra la carriera ed il rapporto con lui. Alla stazione di Anversa, Iris è sul treno. Romeo chiude gli occhi per non vedere e, quando li riapre, il treno si è allontanato insieme ad Iris. Tempo dopo, in un affollato locale, Romeo, al centro della sala canta e suona, accompagnato solo dalle sue tastiere, le sue canzoni, di fronte ad un pubblico rapito.
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: VITTORIO E RITA CECCHI GORI PER CECCHI GORI GROUP - TIGER CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: CECCHI GORI - CECCHI GORI HOME VIDEO

NOTE

- TRA GLI INTERPRETI IL CANE BUSH NEL RUOLO DI CORNEILLE.

- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1996.

CRITICA

"Ancora una volta, di fronte al nuovo film di Verdone, verrebbe la voglia di dire che è il suo più bello: per come si gode la cornice belga senza farsene sopraffare, per la spietata tenerezza con cui ritrae (o autoritrae) i protagonisti. Come interprete Carlo è sempre più padrone dei propri mezzi e ha acquistato a tratti un tono agro e risentito che prima non aveva. Quanto a Claudia Gerini, dopo 'Viaggi di nozze' si conferma una bella scoperta, recita con passione e allegria, si muove a suo agio nei numeri musicali: e se avessimo un cinema in grado di contenerla, potremmo davvero dire che è nata una stella." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 17 dicembre 1996)
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