SOLDI PROIBITI

LES ANGES GARDIENS

FRANCIA - 1995
SOLDI PROIBITI
A Parigi Antoine Carco è proprietario di un cabaret di successo, è fidanzato con Regina, la prima donna dello spettacolo, e non disdegna la compagnia di altre ballerine. La sua vita di uomo d'affari viziato cambia, quando all'improvviso da Hong Kong riceve la telefonata di un vecchio compagno di reggimento con cui aveva trascorso avventure piuttosto movimentate e che gli aveva salvato la vita. L'amico, ferito a morte dalla malavita locale, gli chidse di andare a prendere suo figlio Bao, di cinque anni, e di portarlo in Francia insieme ad una forte somma di denaro messa da parte per il suo futuro. Antoine vorrebbe disattendere la promessa fatta, ma il denaro è molto e lo convince a recarsi in estremo oriente. Qui viene subito individuato e inseguito dai banditi cinesi, trova rifugio in una missione cattolica ed affida il piccolo ad un prete, padre Hervé, in procinto di tornare a Parigi, senza dire niente dei pericoli in agguato e anzi nascondendo nel suo bagaglio il denaro dell'amico. Tornati tutti in Francia, le situazioni si complicano: Antoine scarica Bao, che rimane col prete che però annuncia sventure allo spietato affarista. Entrambi vengono visitati e tormentati dalla presenza di un angelo, onesto per Antoine, tentatore per padre Hervé, che li costringerà a rivedere le rispettive posizioni. Così, insieme, riusciranno a riportare il bambino dalla vera madre e a diventare veri amici.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: COMICO
  • Specifiche tecniche: SCOPE A COLORI
  • Produzione: ALAIN TERZIAN (GAUMONT - FUNNY FILM TF 1)
  • Distribuzione: FILMAURO (1997)
  • Riedizione NO

NOTE

REVISIONE MINISTERO MARZO 1997

CRITICA

La vera mossa vincente di "Soldi proibiti" è stata quella di scaraventare nel carosello di una farsa senza un attimo di tregua un commediante eclettico come Dépardieu, che intuisce al volo la tecnica, i tempi e la capacità di immediata riscossione dell'effetto del suo complice Clavier; e si appassiona, da un capo all'altro della storia, a reggerne il ritmo e a tenere botta. é chiaro che "Les Anges gardiens" è un film interpretato per allegria, senza la minima traccia della supponenza che potrebbe avere un teatrante proveniente da Moliére. (Corriere della Sera, Tullio Kezich, 30/3/97)
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