Smetto quando voglio

ITALIA - 2013
Pietro Zinni, geniale ricercatore in Neurobiologia di 37 anni, viene licenziato a causa dei tagli all'università e deve improvvisamente trovare un modo per sopravvivere. Ma cosa può fare uno che nella vita ha sempre e solo studiato? Semplice: organizzare una banda criminale coi fiocchi. Pietro inizia così a reclutare i migliori tra i suoi ex colleghi, grandi cervelli che ormai vivono ai margini della società facendo i mestieri più disparati. Le loro competenze - Semiotica interpretativa e Epigrafia Latina, Archeologia Classica, Macroeconomia Dinamica, Chimica Computazionale, Antropologia culturale - si riveleranno incredibilmente perfette per il successo nel mondo della malavita. Ma riusciranno a gestire la loro nuova vita di criminali ricercati?

CAST

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DAL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA E IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO IN ASSOCIAZIONE CON QMI-THE ART OF ENTERTAINMENT AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT.

- CANDIDATO AI DAVID DI DONATELLO 2014 PER: MIGLIOR FILM, REGISTA ESORDIENTE, SCENEGGIATURA, PRODUTTORE, ATTORE PROTAGONISTA (EDOARDO LEO), ATTORE NON PROTAGONISTA (VALERIO APREA, LIBERO DE RIENZO E STEFANO FRESI), CANZONE ORIGINALE ("SMETTO QUANDO VOGLIO"), MONTATORE GIANNI VEZZOSI, FONICO DI PRESA DIRETTA ED EFFETTI DIGITALI (RODOLFO MIGLIARI E CHROMATICA SONOSTATI CANDIDATI ANCHE PER "LA GRANDE BELLEZZA" DI PAOLO SORRENTINO).

- NASTRO D'ARGENTO 2014 PER MIGLIOR PRODUTTORE. ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR COMMEDIA, REGISTA ESORDIENTE E ATTORE PROTAGONISTA (EDOARDO LEO ERA STATO CANDIDATO ANCHE PER "LA MOSSA DEL PINGUINO" DI CLAUDIO AMENDOLA E "TI RICORDI DI ME?" DI ROLANDO RAVELLO).

- CANDIDATO AL DAVID DONATELLO 2018 PER: MIGLIORE PRODUTTORE.

CRITICA

"Segnatevi questo titolo perché segna la riscossa della commedia all'italiana dopo tanta volgarità, noia, qualunquismo: 'Smetto quando voglio' del 32enne salernitano Sydney Sibilla si mangia tutti i cinepanettoni e recupera con ritmo la leggerezza del racconto da gruppo di perdenti alla Monicelli. Questi laureati ricercatori disoccupati esperti di antropologia ed epigrafia, sono i soliti ignoti di oggi: l'idea viene dal trafiletto di un giornale su due laureati in filosofia che da netturbini discutono di Ragion Pura. (...) Pur puntando al paradosso, il film racconta una gioventù molto verosimile nelle sue illusioni perdute e si diverte a caratterizzare questi amici lanciati in un'operazione alla 'Full Monty' anche se molti citano la serie 'Breaking Bad' che ha una similitudine apparente, ma il tono è diverso. Finalmente un film con soggetto, cast di prim'ordine, sceneggiatura (scritta dal regista con Valerio Attanasio) che resiste fino all'ultima battuta, una pregnante fotografia di Vladan Radovic: e non c'è invasione di product placement, cioè pubblicità. Da notare l'assenza di volgarità e di quei molesti stereotipi che inficiano i film sui giovani. Si parla, scherzando fino a un certo punto, del dramma di una generazione perduta nella crisi che manda in tilt anche il pudore etico: vince il divertimento del racconto curioso che si mette in moto e non molla più la presa. Gruppo virile di non divi in bilico tra cinema, tv e teatro, a cominciare da Edoardo Leo, il deus ex machina, sposato a Valeria Solarino. Tutti da citare per l'entusiasmo con cui affrontano questa fantastica avventura, dal gruppo 'Boris' (Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Pietro Sermonti) al villain Neri Marcorè fino a Libero de Rienzo, dalla taglia L di Stefano Fresi a Lorenzo Lavia, Solli e Poggi." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 6 febbraio 2014)

"Occhio a 'Smetto quando voglio' e al suo realizzatore dallo strano nome, Sydney Sibilia, al primo lungometraggio professionale. Perché nella sua vocazione consapevolmente d'intrattenimento, è un risultato molto brillante e ricco di densità. Finalmente un'indicazione solida e non fatua in favore della buona commedia. Italiana, certo, debitrice all'archetipo dei 'Soliti ignoti' ma, come dice l'autore, «al tempo di 'Ocean's'», e anche al tempo di 'The Bing Bang Theory' (la sitcom che ha per protagonisti due giovani cervelloni imbranati: più o meno la traduzione della parola 'nerd') e di 'Breaking Bad', la serie, tragica e cupa, che si è imposta al culto degli spettatori più giovani ed esigenti. Corona la sua discreta e tenace ascesa l'attore Edoardo Leo nel ruolo di Pietro ricercatore in neurobiologia (...)." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 6 febbraio 2014)

"Come si fa a produrre in modo artigianale una droga da sballo e del tutto legale? Naturalmente serve la formula. Ma se avete sottomano un neurobiologo capace di azzeccare la chimica, il resto - zucchero a velo, chiodi di garofano, prodotti per acquario, etc. - si trova al supermercato. Questo almeno racconta lo svelto, astuto, divertentissimo debutto di un 32enne di Salerno che somiglia ai suoi antieroi. Sa come produrre effetti irresistibili. E soprattutto sa farlo 'in casa', usando ciò che ha sottomano (che tutto il cinema italiano avrebbe sottomano, se solo volesse). Attori impeccabili, anche se, anzi proprio perché non sempre notissimi. Dialoghi esilaranti che trasportano a Roma motivi e cliché provenienti da film e serie tv inglesi o Usa (ma anche dagli italianissimi 'Boris' e 'Santa Maradona'). Sentimenti bassi quanto universali (non serve aver visto 'Breaking Bad' per aver sognato almeno un attimo di darsi ad attività pericolose quanto redditizie). Il tutto fuso in una sceneggiatura scoppiettante e accuratissima (di Valerio Attanasio, Andrea Garello e del regista Sydney Sibilia). Che elabora in chiave comica un dato drammatico nonché, di nuovo, sotto gli occhi di tutti: se in Italia molti brillantissimi laureati sono costretti a cercare lavori terribilmente inferiori al loro curriculum, perché non immaginare che usino le loro doti per aggirare la legge, magari producendo una molecola psicotropa non ancora catalogata come droga, dunque paradossalmente legale? (...) scritto, diretto e interpretato con una consapevolezza e un divertimento rari quanto contagiosi. Dopo anni di comicità coatta, fasulla, predigerita e, quella sì, tossica, una ventata rigenerante." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 6 febbraio 2014)

"Simpatico e convincente il film d'esordio del salernitano Sydney Sibilia che, ipotizzando sul modello di 'I soliti ignoti' una banda composta di ingenui dilettanti del crimine, innesta nella storia la componente del discorso sociale, ma con freschezza e senza appesantimenti come in certe riuscite commedie britanniche. (...) Di 'Smetto quando voglio' si apprezzano la semplicità di tono e i dialoghi, la scorrevolezza di ritmo, il fondo amaro di una comicità che scaturisce dal dramma reale della mancanza di lavoro; e l'indovinata amalgama di un cast che intorno all'imbranato, accattivante protagonista Edoardo Leo riunisce attori di provenienza mista quali Lorenzo Lavia e Valerio Aprea, Valeria Solarino e Pietro Sermonti. Cammeo di cattivone di Neri Marcoré." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 6 febbraio 2014)

"Gli esordienti, nel cinema italiano, continuano a farsi onore. Sidney Sibilia, ad esempio. Fino ad oggi non ne avevo mai sentito parlare, con quel nome, oltre a tutto, piuttosto singolare. Chiarito però, dal nome del suo produttore, Domenico Procacci. Leggendolo sui titoli di testa mi son sentito subito rassicurato. Se Sibilia è un autore in cui Procacci ha creduto, mi son detto, anche se solo agli inizi, dei meriti dovrebbe averli. Difatti via via che il film andava avanti, pur senza nomi molto conosciuti fra gli interpreti, mi son sentito interessato e alla fine convinto e soddisfatto. La mia stima e anche l'affetto per il nostro cinema non erano stati minimamente delusi, pur trovandomi di fronte al film di uno sconosciuto alle prime anni. Prendiamo le mosse dall'antefatto. L'Università qui a Roma. I protagonisti non sono studentelli in procinto di laurearsi, sono dei veri e propri cervelloni, la loro posizione negli studi è consacrata alla ricerca, anche in materie difficili, in cui stanno già ottenendo risultati magnifici. Purtroppo su quelle ricerche non tardano ad abbattersi, implacabili, i numerosissimi tagli cui, anche di recente, son state fatte segno le nostre università e le loro varie, tanto promettenti specializzazioni. Né è subito colpito quello che diventerà presto il protagonista della storia, Pietro, valentissimo neurobiologo, così incapace di rivelare la sua disfatta alla moglie da nasconderla, incauto, dietro a una cortina di bugie. (...) non mancano risvolti poco prevedibili animati sempre da personaggi coloriti, coinvolti con furbizia in situazioni in cui spesso è l'allegria a dominare, non solo per quel mutamento di rotta, scelto, senza preoccupazioni, da giovani onesti costretti dalle circostanze a trasformarsi in criminali definiti dalla stampa la 'banda dei ricercatori', ma per il disegno abile della maggior parte dei componenti quella banda, con le loro conoscenze scientifiche, i loro problemi familiari, le tante comiche battute con cui sottolineano ad ogni svolta i loro atti e i loro reciproci rapporti. Fra l'ironia e il gioco. Non tutti gli interpreti, appunto, sono molto noti, ma ciascuno dimostra di saper far fronte alle esigenze del proprio personaggio. Cito per primo Edoardo Leo, l'artefice della trovata quasi criminosa, poi Valeria Solarino, sua moglie, Libero De Rienzo, le sua spalla; nei panni del chimico Stefano Fresi, quasi una controfigura di Abatantuono, con gli stessi impeti." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo - Roma', 6 febbraio 2014)

"Riesce a distinguersi in positivo 'Smetto quando voglio', opera prima del salernitano Sibilia che nel quadro alquanto inflazionato della neo-commedia di costume ha finalmente qualcosa d'originale e d'elegante da proporre. Il tema del vuoto d'identità e soprattutto d'impiego dei giovani italiani non tende, infatti, a intonare i consueti piagnistei sociologici e s'incarna nell'implausibile scalata alla criminalità di un gruppetto di laureati e assistenti universitari romani convinti di potere aggirare le persecuzioni della legge. La commedia imbastita sul paradossale colpo grosso, al netto di qualche sbandata di extra strong tarantiniano, si esprime in uno stile coerente, tiene tesa la corda dell'attenzione, non trascura certe raffinatezze d'inquadratura e di fotografia e soprattutto si giova di un cast - in primis Leo, Sermonti e Calabresi - strettamente aderente al suo monicelliano spirito irridente." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 6 febbraio 2014)

"Attenzione arriva finalmente sugli schermi la vera commedia sulla crisi di questo scorcio di millennio. Non stiamo sminuendo né 'Posti in piedi in Paradiso' di Verdone (che in fondo è una commedia di caratteri) né 'Gli equilibristi' di Ivano De Matteo (che in fondo non è una commedia). Semplicemente, 'Smetto quando voglio' ha una marcia in più. Perché parla dei trentenni, generazione abbastanza snobbata dal nostro cinema. Perché castigat ridendo mores, usa la risata anche fragorosa per parlare di una piaga sociale come la fuga, o l'umiliazione, o la sottovalutazione dei migliori cervelli in circolazione (come diceva Allen Ginsberg? Ho visto le migliori menti della mia generazione...). E perché il giovane Sidney Sibilia, già apprezzato regista di cortometraggi, gira una commedia come se fosse un film d'azione, con stile energico, veloce, «pompato». Come se Tarantino facesse un remake di Monicelli. Il riferimento non è casuale. 'Smetto quando voglio' è l'ennesimo omaggio ai 'Soliti ignoti'. Solo che questi fanno davvero le cose in modo «sc-sc-scientifico», come diceva il balbuziente Gassman in quel capolavoro. Perché sono scienziati, laureati, capoccioni autentici. (...) Il film è ben costruito, ha un rimo pazzesco. Ed è magnificamente recitato senza coinvolgere nessuno dei comici cinepanettonici o solitamente idioti imperanti. Tanto per cominciare, è il film - accettiamo scommesse - che metterà Edoardo Leo sulla mappa dei protagonisti. Finora questo stupendo caratterista romano lo è stato solo in un film da lui diretto, '18 anni dopo', anche nella sua seconda regia, 'Buongiorno papà', si era ritagliato un ruolo minore lasciando il proscenio a Raoul Bova e allo strepitoso Marco Giallini. Qui Leo comanda, con piglio degno del Gassman suddetto, una gang di attori in stato di grazia. Citiamoli: Valerio Aprea, Piero Calabresi, Libero De Rienzo, Lorenzo Lavia, Stefano Fresi e Piero Sermonti. I nomi magari non vi dicono molto, ma dopo aver visto 'Smetto quando voglio' andrete a cercare i loro prossimi film." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 6 febbraio 2014)

"Piacerà a tutti quelli che amano le commedie ben scritte e dirette e daranno retta al passaparola che certamente si metterà in moto. Noi mettiamo la prima, di parola. Andate a vederlo nonostante lo scarso appeal di un cast di quasi sconosciuti." (Giorgio Carbone, 'Libero', 6 febbraio 2014)

"Produttore coraggioso Matteo Rovere, ottimo cast (De Rienzo, Aprea, Calabresi, Fresi, Sermonti, Solli), 'Smetto quando voglio' è l'opera prima del 3lenne Sydney Sibilia: ne risentiremo parlare, a oggi è l'esordio in commedia più riuscito da 'Cado dalle nubi' con Checco Zalone del 2009. Fotografia acida, dialoghi borderline, la precarietà e i suoi tremendi derivati psicosociali sono un tema serio, ma Sibilia e i suoi cosceneggiatori Attanasio e Garello lo trattano con iperrealistica leggerezza: 'meglio ricercati che ricercatori', meglio spacciare che finire spacciati, meglio ridere che piangersi addosso. Applausi." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 6 febbraio 2014)

"Spassosa, originale commedia, un balletto grottesco e paradossale attorno al mondo del precariato, dove se c'è una piccolissima speranza di essere assunti, è indispensabile nascondere la laurea. L'idea viene al ricercatore neurobiologo, e neolicenziato, Pietro (Edoardo Leo). Perché non mettere insieme una banda e spacciare una droga non prevista nell'elenco delle sostanze illegali? Si ride parecchio, anche se alla lunga il gioco mostra qualche segno di cedimento." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 6 febbraio 2014)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy