Si vive una volta sola

ITALIA - 2020
3/5
Si vive una volta sola
Il Professor Umberto Gastaldi guida una formidabile équipe medica composta dalla strumentista Lucia Santilli, dall'anestesista Amedeo Lasalandra e dal suo assistente Corrado Pezzella: un team di eccellenti professionisti della medicina ma anche e soprattutto un gruppo di insospettabili e implacabili maestri della beffa, sorprendenti nel gioco di squadra e insuperabili nel partorire scherzi spietati, specialmente se la vittima di turno è il loro amico Amedeo. Ma la vita è piena di sorprese e durante uno sconclusionato viaggio on the road verso i mari del Sud d'Italia - fra incontri surreali, stupefacenti rivelazioni ed esilaranti avventure - i quattro amici inciamperanno in un'esperienza che non dimenticheranno mai, un colpo di scena che potrebbe cambiare per sempre le loro vite. Perché tutto può succedere se sotto un camice bianco, dietro uno stetoscopio, batte un cuore da adolescente.
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: AURELIO DE LAURENTIIS E LUIGI DE LAURENTIIS PER FILMAURO
  • Distribuzione: FILMAURO E VISION DISTRIBUTION

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Il professor Umberto Gastaldi (Carlo Verdone), chirurgo internista vocato all’oncologia, e la sua formidabile équipe, l’assistente Corrado Pezzella (Max Tortora), la strumentista Lucia Santilli (Anna Foglietta) e l’anestesista Amedeo Lasalandra (Rocco Papaleo): a unirli l’amicizia, ché si vedono fuori tanto quanto in sala operatoria, ma anche un privato lontano anni luce dal prestigio professionale. Sono donne e uomini sull’orlo della crisi esistenziale, che cercano di scongiurare e dissimulare ricorrendo agli scherzi, anche cattivi, sopra tutto ai danni di Amedeo, la vittima designata, il proverbiale capro espiatorio.

Tra una visita al Papa, con relativa pernacchia a mezzo stampa servita ad Amedeo, rimozioni di automobili e carte di credito occultate, i quattro tirano a campare, ma se è vero che Si vive una volta sola quanto potrà durare?
Scritto dal regista con l’abituale Pasquale Plastino e Giovanni Veronesi, il film segna il quarantesimo di Verdone dietro la macchina da presa – da Un sacco bello del 1980 viene la cistifellea papalina… – e dopo Benedetta follia (2018) conferma il trend positivo: Carlo rivendica la lezione di Germi, ma come non pensare al Monicelli di Amici miei, tra scherzi e zingarate?

Qui si scivola verso Sud, verso la Puglia, dove Umberto ed equipe troveranno nuove geometrie relazionali, sveleranno verità inconfessabili e troveranno, in fondo, mutuo soccorso: Si vive una volta sola, ma non da soli, grazie a Dio.

Non mancano per fortuna battute ad alzo zero, da “Io co’ ‘sto culo c’ho fatto il picco d’ascolti” licenziata dalla figlia soubrette del professore, Tina (Mariana Falace) a “Quasi quasi me faccio lesbica” della Foglietta, da “Tina, ma io posso parlare con un culo?” dello stesso Verdone a “per fatte fa’ ‘na scopata con David Bowie” indirizzato ancora da Verdone a Tortora, che scartavetrano il bon ton del nostro cinema ultimo scorso, orfano delle scurrilità dei cinepanettoni e del cinismo scasciato delle commediacce che furono.

Qui, complice il palese affiatamento tra i protagonisti, tutti in forma, il trivio si accompagna al risvolto amaro di un privato inappetente, inconcludente, molto cornuto, poco realizzato: non solo l’amato camice – è il suo primo chirurgo… – Verdone indossa anche, alla soglia dei settant’anni, i panni della nostalgia per le occasioni perdute, il futuro sempre più scorciato, le amicizie che non tengono.

Se il coté amicale/triviale è intatto, il secondo a voltaggio, eh, esistenziale è gravemente compromesso dal product placement, eccessivo anche per i già eccessivi standard Filmauro: tra accappatoi e masserie, bollicine e auto, più che un film sembra un centro commerciale.

Insomma, Si vive una volta sola e tocca monetizzare, ma anche al profitto dovrebbe esserci un limite: ne va non solo della credibilità, ma della fruibilità stessa del film.

NOTE

- PRODUTTORE ESECUTIVO: MAURIZIO AMATI.

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI REGIONE PUGLIA-ASSESSORATO INDUSTRIA TURISTICA E CULTURALE GESTIONE E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI, APULIA FILM COMMISSION E PUGLIAPROMOZIONE-AGENZIA REGIONALE DLE TURISMO.

- LA PRIMA USCITA IN SALA ERA PREVISTA PER IL 26 FEBBRAIO, MA È STATA POSTICIPATA A CAUSA DEL CORONAVIRUS.
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