Senza movente

Sans mobile apparent

FRANCIA, ITALIA - 1971
Senza movente
A Nizza, un ignoto cecchino munito di fucile con silenziatore e cannocchiale, uccide due uomini d'affari - Forest e Barroyer - e l'astrologo Klainberg. Il commissario Carrel, cui spetta risolvere il caso, si trova davanti a un mistero apparentemente insolubile: l'unica cosa certa è che le tre vittime si conoscevano tra loro. Procedendo a tentoni - il movente dei tre delitti, infatti, sembra inesplicabile - Carrel accerta che la sua ex-amica Joceline Rocca era stata in rapporti con le tre vittime. La donna non gli rivela nulla di utile e poi anche lei viene uccisa dal misterioso omicida. Finalmente, seguendo una traccia fornitagli dalla figlia di Forest, il commissario scopre che i quattro assassinati avevano in gioventù partecipato insieme, come attori, alla rappresentazione di un dramma, scritto da un loro professore d'università. Riuscito a ritrovare gli altri membri del gruppo, Carrel impedisce che uno di loro, un presentatore televisivo, segua la sorte dei suoi compagni, e apprende da un altro, la signora Hélène Dumont, che a suo tempo, durante le prove del dramma, la protagonista, Juliette, era stata violentata. Ritrovata costei, ora moglie dell'inglese Perry Ruperfoot, il commissario giunge alla verità.
  • Altri titoli:
    Sin móvil aparente
    Ohne besonderes Tatmotiv
    Neun im Fadenkreuz
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, 35 MM - EASTMANCOLOR
  • Tratto da: romanzo "Lungo viaggio senza torno" (Ed. Mondadori) di Ed McBain (pseudonimo di Evan Hunter)
  • Produzione: JACQUES-ERIC STRAUSS PER PRESIDENT FILM, CINETEL, EIA
  • Distribuzione: EURO (1971), REAK (1978) - VIDEOGRAM
  • Riedizione 1978

CRITICA

"Pur essendo concepito secondo moduli di spettacolo commerciale internazionale, il film tratta le convenzioni del poliziesco in maniera globalmente apprezzabile sotto il profilo dello spettacolo e sfiora la materia criminale, non esorbitando da quel realismo al quale i gialli televisivi hanno assuefatto ogni tipo di spettatore. Un po' più delicati sono gli accenni alla malsana condotta di certi personaggi della borghesia di Nizza; ma sono anche il segno della tendenza del cinema francese degli anni '70 - e di quello di Philippe Labro in particolare - di passare a più sostanziosi impegni nei confronti della realtà sociale e politica del Paese." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 86, 1978)
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