Sedotta e abbandonata

ITALIA, FRANCIA - 1964
La 16enne Agnese viene sedotta dal promesso sposo di sua sorella maggiore, Matilde. Quando si accorge dell'accaduto, il padre, Don Vincenzo, tenta di imporre a Peppino Califano le nozze riparatrici. Peppino però rifiuta di sposare Agnese, giudicandola troppo arrendevole e, solo con la minaccia di denuncia prima e di morte poi, si rassegna alle nozze. Dopo aver architettato un falso rapimento per rendere inevitabile il matrimonio agli occhi della gente, il padre si trova di fronte all'energico rifiuto di Agnese. L'onore familiare dovrà comunque essere salvato e Don Vincenzo escogiterà ogni mezzo per condurre i due giovani all'altare. Anche a costo della vita e della felicità della povera Matilde.

CAST

NOTE

- GLI ESTERNI SONO STATI GIRATI A SCIACCA (AGRIGENTO).

- DIREZIONE DELLE MUSICHE: PIER LUIGI URBINI.

- PREMIO A SARO URZI' PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE MASCHILE AL XVII FESTIVAL DI CANNES (1964).

- NASTRO D'ARGENTO 1964 A SARO URZI' COME MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA, A LEOPOLDO TRIESTE COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA E A VINCENZONI, GERMI, AGE E SCARPELLI PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA.

- DAVID DI DONATELLO 1964 A PIETRO GERMI PER LA REGIA E A FRANCO CRISTALDI COME MIGLIORE PRODUTTORE.

CRITICA

" Con 'Sedotta e abbandonata' gli affezionati spettatori di 'Divorzio all'italiana' si ritrovano in una Sicilia dominata da un grottesco senso dell'onore, nuovamente si muovono in un clima cupo e afoso con bagliori terrificanti, in cui scoppiano feroci contrasti familiari [...]. Simile la cornice, analogo il desiderio del regista [...] di accusare [...] l'ipocrisia dei costumi locali [...] i due film restano tuttavia ben lontani l'uno dall'altro: quanto c'era, nel primo film, di elegante ironia (nel secondo) è divenuto più vivace ma crudo sarcasmo [...]". (Giovanni Grazzini, "Corriere della Sera", 11 maggio 1964).

"Pur meno noto del precedente 'Divorzio all'italiana', con cui forma un dittico, questo film di Germi prosegue un cinico discorso sul rinnovamento dei costumi anni '60 e sugli aspetti grotteschi degli affetti all'italiana. Sono sempre le donne a subire (...) Siamo sempre in una Sicilia dominata da un finto senso dell'onore e Germi, con sceneggiatori super come Age e Scarpelli, muove a meraviglia le sue mostruose masse urlanti di famiglia, con un travolgente Urzì, il grande caratterista premiatop a Cannes." (Maurizio Porro, 'Magazine CdS')
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