Sabrina

USA - 1954
Sabrina, graziosa ragazza, ingenua e romantica, è la figlia dell'autista di una famiglia di miliardari americani. Fin dall'infanzia è segretamente innamorata di David, il più giovane e scapestrato tra i figli del padrone. David non s'accorge neppure della sua esistenza e questo spinge Sabrina ad un tentativo di suicidio senza serie conseguenze, dopodiché la ragazza parte per Parigi, dove suo padre la manda per farle dimenticare le sue idee romantiche. Torna dopo due anni trasformata: non più romanticamente trasognata, ma conscia della propria bellezza. David, sulle prime non la riconosce, poi se ne innamora fulmineamente, al punto di trascurare del tutto la ricchissima fanciulla che dovrebbe sposare. L'atteggiamento di David preoccupa il fratello maggiore, Linus, che dirige l'importante azienda paterna: egli vede in pericolo il matrimonio, al quale è combinata un'importante combinazione finanziaria. Poiché un banale incidente costringe David a stare a letto alcuni giorni, Linus ne approfitta per fare una corte spietata a Sabrina, fingendosi innamorato e proponendole di andare insieme a Parigi. Egli compera i biglietti per il viaggio col proposito di farla imbarcare e all'ultimo momento lasciarla sola. Ma le cose vanno diversamente, perché Sabrina s'innamora veramente di lui ed anche Linus s'accorge alla fine d'esser innamorato di lei. I due andranno insieme a Parigi, mentre David sposerà la ricca ereditiera.

CAST

NOTE

- IL COSTUMISTA HUBERT DE GIVENCHY NON E' ACCREDITATO NEI TITOLI.

- OSCAR 1955 PER I MIGLIORI COSTUMI A EDITH HEAD.

- GOLDEN GLOBE 1955 PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA.

- CON QUESTO FILM AUDREY HEPBURN DIVENNE UNA STAR.

CRITICA

"Il film, che deriva da un lavoro teatrale, risente talvolta di tale origine, ma il racconto malizioso, condotto con molto gusto, intelligenza e misura, su un tono di favola moderna, e venato di sottili accenni satirici, riesce assai gradevole. Ottima l'interpretazione, molto curata la fotografia, indovinato il motivo musicale dominante." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 37, 1955)

"Dietro la facciata leggera e le convenzioni della commedia rosa, Wilder descrive i rituali dell'alta società e le sue invalicabili barriere di classe. Buon equilibrio di romanticismo e ironia." (Giorgio Carbone, 'Libero', 17 febbraio 2001)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy