Rogue One: A Star Wars Story

USA - 2016
2,5/5
Rogue One: A Star Wars Story
Storia di un improbabile gruppo di eroi, che in un periodo di conflitto intraprende una missione per sottrarre i piani della più potente arma di distruzione di massa mai ideata dall'Impero: la Morte Nera. Un evento fondamentale per la storia di Star Wars, che spingerà un gruppo di persone ordinarie a unirsi per realizzare imprese straordinarie, diventando parte di qualcosa di più grande.
  • Altri titoli:
    Star Wars Anthology: Rogue One
    Star Wars: Rogue One
  • Durata: 133'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, FANTASY, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA 65/PANAVISION 65 HR CAMERA, 35 MM/65 MM/CODEX, ARRIRAW (6.5K)/(4K)/PANAVISION/ULTRA PANAVISION 70, D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: personaggi ideati da George Lucas
  • Produzione: LUCASFILM, WALT DISNEY STUDIOS MOTION PICTURES
  • Distribuzione: THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA
  • Data uscita 15 Dicembre 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Emanuele Rauco

Se dall’anno scorso, gli anni dispari ci regaleranno la nuova trilogia di Star Wars, la novità in casa LucasFilm/Disney è che da quest’anno gli anni pari saranno dedicati a 3 spin-off della saga, ovvero film indipendenti dalla saga ma legati da un personaggio o da un universo condiviso. Rogue One, diretto da Gareth Edwards e per buona parte rigirato e rimontato da Tony Gilroy, è il primo di questi spin-off che a tratti pare di più un rip-off (in parole povere una brutta copia).


Il film racconta di Jyn, figlia di uno scienziato che lavora forzatamente per l’Impero alla costruzione della Morte Nera. Abbandonata da piccola e allevata da un estremista dei ribelli, Jyn si trova coinvolta nella lotta tra l’Alleanza e l’Impero quando il padre le consegna un messaggio: ha messo un punto debole dentro la Morte Nera e i piani vanno rubati e consegnati all’Alleanza. Scritto da Chris Weitz e Gilroy, Rogue One è una space opera che allo spirito di avventura fantasy degli originali avvicina e poi sostituisce un impianto da film bellico d’aviazione (passione di Lucas, come ha dimostrato in tempi recenti Red Tails), ma che di quegli originali non può fare a meno.


E’ ambientato infatti prima di Una nuova speranza (il cosiddetto episodio IV) e al primo film di Guerre stellari si ricollega per look visivo - a volte reso mimeticamente dalla fotografia di Greig Fraser -, ambienti, costumi, scenografie e trovate tecnologiche che a 40 anni di distanza odorano consapevolmente di steampunk. Se però J. J. Abrams in Il risveglio della forza (episodio VII) prendeva lo scheletro di quel film datato 1977 e lo reinventava con occhi contemporanei e nostalgici, rinnovando la mitologia e adattandola al nuovo pubblico, Edwards si trova a contatto con i simulacri veri e propri di quell’immaginario, ne riprende gli elementi in modo elementare e diretto costringendo lo spettatore a fare i conti un universo parallelo di seconda mano, a cui manca la forza (anche con la F maiuscola, volendo), il carisma (il Cassian di Diego Luna fallisce come nuovo Han Solo), la forza mitica che le tre brevi apparizioni di Darth Vader non possono certo fornire da sole: a partire dalla maldestra musica di Michael Giacchino (ha sostituito Alexandre Desplat) che rimastica i vecchi temi cercando di farli sembrare nuovi ad attori che sembrano pallide riproposizioni di stereotipi ben più gloriosi (Forest Whitaker in una delle peggiori prove della carriera, Felicity Jones di un’algidità difficile da amare), Rogue One sconta una regia incerta nei toni e nel respiro, che a un’ineccepibile veste grafica non fa corrispondere un’adeguata consistenza filmica.


Dalla sua parte, il film ha un crescendo discretamente costruito che porta a un bel finale, con una lunga sequenza di battaglia spettacolare e ben realizzata in cui si riscrive addirittura lo sbarco in Normandia (o a Dunkirk, per stare in linea con l’attualità cinematografica) e un finale cupo abbastanza inaspettato. Elementi che fanno lasciare la sala soddisfatti e contenti, come un buon dessert che dopo una cena non all’altezza fa alzare da tavola con la bocca buona. Ma che non fanno venire troppa voglia di tornare di nuovo a sedersi in quel ristorante, una volta ogni due anni, quelli pari.

NOTE

- JOHN KNOLL FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

- TRA I PERSONAGGI FIGURA ANCHE IL GOVERNATORE TARKIN, INTERPRETATO DA PETER CUSHING IN "GUERRE STELLARI EPISODIO IV - UNA NUOVA SPERANZA" (1977) E RICREATO IN CGI.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2017 PER: MIGLIOR MISSAGGIO SONORO ED EFFETTI VISIVI.

CRITICA

"(...) la ricerca dei piani, è la parte più avvincente del film e anche se conosciamo già il suo finale positivo (altrimenti non avremmo avuto i film successivi) ed è quella che offre qualche spunto originale di riflessione. A cominciare dalle «idee estremistiche» di Saw Gerrera per continuare con il quasi anonimato del gruppo di Ribelli che accompagneranno Jyn nella sua missione per recuperare i piani e soprattutto con l'atmosfera volutamente dark che incombe sulla maggior parte del film." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 16 dicembre 2016)

"Animato da personaggi nuovi (...) 'Rogue One' è a tutti gli effetti uno «Star Wars»: riappare Darth Vader, fanno capolino altri visi noti, si fa riferimento ai Jedi, l'azione si svolge negli stessi spazi e luoghi galattici con scenografie mozzafiato ritagliate fra Medioriente e metropolitana di Londra. Di originale c'è l'idea di rifarsi all'immaginario di certi film hollywoodiani sulla guerra nel Pacifico; di condivisibile, una maggiore sensibilità per il fattore umano; di inconsistente, la figura del protagonista maschile; di debole, la regia dell'inglese Gareth Edwards, che supplisce alle carenze con una carica di entusiasmo che galvanizzerà i fan." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 16 dicembre 2016)

"La pellicola è in crescendo. Parte come 'Quella sporca dozzina' (1967) e finisce come 'I cannoni di Navarone' (1961). Siamo in un bellissimo film di guerra dove il noi sostituisce l'io e dove il sacrificio personale non è mai retorica bensì pragmatico strumento tattico di un'appropriata strategia bellica. 'Rogue One' aveva una priorità diversa rispetto agli altri film di questa splendida saga: dimostrare come in quella lontana galassia l'eroismo potesse essere anche cupo, essenziale e per niente scanzonato. E' il 'Guerre Stellari' meno divertente di tutti? Sì. Ma la magia è la stessa." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 16 dicembre 2016)

"La vicenda di Rogue One si dipana prevedibilmente, senza una bella leggenda a sostenerla. Niente più cavalieri Jedi, i superuomini che avevano attirato sulle storie di George Lucas persino accuse di ideologia nazista. Il motto «La forza sia con te» è pronunciato più volte, ma come slogan guerriero, non sottintende nessuna filosofia di vita o di morte. Ma lo spettacolone, chiederà qualcuno, c'è ancora? Oh per questo in fatto di scontri tra astronavi, 'Rogue One' non ci fa mancare nulla. Le guerre si combattono ancora implacabilmente al ritmo della musicona del 1977 firmata John Williams. E da allora gli effetti speciali hanno fatto mirabolanti progressi. Semmai è la fantasia a essersi inceppata 40 anni dopo." (Giorgio Carbone, 'Libero', 16 dicembre 2016)

"Chiamatelo spin-off, oppure prequel di 'Episodio IV' (nei cui titoli di testa era contenuta la genesi di 'Rogue One'), poco importa. Ciò che conta è che questo esperimento di pellicola 'one shot', cioè autoconclusiva, pescata dal mare magnum di una saga come 'Star Wars', è decisamente riuscito. (...) un gran film di fantascienza (ma non di guerra, a scanso di equivoci), soprattutto nella seconda parte, che mostra una delle più belle battaglie cinematografiche di tutti i tempi, concettualmente importante, stilisticamente suggestivo, tecnicamente di alto livello. Però, sappiamo che non è nato per caso e alcune apparizioni nel film, su tutte quella di Darth Vader, a beneficio dei patiti di 'Guerre Stellari', sono fatte per ricordarci di cosa stiamo parlando. E allora, se consideriamo che trattasi pur sempre di una costola di 'Star Wars', ecco che la magia dei primi film, la loro poetica, qui non è di casa. Perché si può meravigliare il pubblico con le ricostruzioni CGI, ma poi devi infilarci dentro anche un pezzetto di anima. Alcuni dialoghi sono imbarazzanti e il doppiaggio non aiuta. I fan lo ameranno alla follia. Se, invece, siete rimasti tiepidi con il resto della saga, non cambierete idea." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 16 dicembre 2016)

"(...) diretto con mano sicura da Gareth Edwards e nato dalla costola dell'epica principale, ma con nuovi personaggi e una nuova estetica, per raccontare esattamente ciò che accade prima della prima, più antica trilogia. (...) Ci sono soprattutto da scoprire le motivazioni che sostengono gli uni nel bene e motivano gli altri nel male, e c'è da sventare la messa in funzione della Morte Nera, il cupo pianeta artificiale che distrugge altri pianeti e civiltà. (Luca Pellegrini, 'Avvenire', 16 dicembre 2016)

"Edwards è un regista che, anche alle prese con un blockbuster, riesce a comunicare una certa visione originale (con l'underground ribelle che ricorda un polveroso, macilento Medio oriente, il suo film ha un sapore di presente innegabile; è anche più dark e meno divertente degli altri 'Star Wars'), ma le sue scene d'azione sono prive di ritmo, immaginazione e coreografia. E lo script non aiuta il senso di fiacchezza che affligge la prima parte." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 15 dicembre 2016)
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