Rischio a due

Two for the Money

USA - 2005
Rischio a due
Walter Abrams ha una grande passione, il gioco d'azzardo, che lo ha portato a fare per mestiere pronostici sulle scommesse. Abrams agisce in funzione della sua incredibile sete di potere. Sulla sua strada si pone Brandon Lang, un ex giocatore di football che ha dovuto rinunciare alla carriera sportiva in seguito ad un infortunio. Brandon ha un talento eccezionale: riesce in ogni occasione a pronosticare con esattezza il risultato di una partita di football. Quando, a corto di denaro, Brandon lascia Las Vegas per approdare a Manhattan, si ritrova a "lavorare" per Walter. Il mondo semplice di Brandon si scontra con l'avidità di Walter: l'ingenuo ragazzo di provincia dovrà sapersi ritagliare uno spazio per lui.
  • Altri titoli:
    For the Money
  • Durata: 122'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM, SUPER35 (1:2.35), PANAVISION
  • Produzione: UNIVERSAL PICTURES, COSMIC ENTERTAINMENT, MORGAN CREEK PRODUCTIONS
  • Distribuzione: UIP (2006)
  • Data uscita 28 Aprile 2006

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Quarterback di grandissimo livello, Brandon Lang (Matthew McConaughey) è costretto ad abbandonare il football americano per un brutto infortunio al ginocchio. Si riscoprirà astro nascente nel pronosticare l'esito di tutte le partite sul territorio nazionale e, come tale, verrà assoldato da Walter Abrams (Al Pacino), il capo della più importante agenzia di scommesse sportive del Paese, per provare ad ottenere l'impossibile, il 100% di certezze in un mondo regolato dagli imprevisti. Quanto bisognerà spingersi oltre, e a quale costo, per raggiungere lo scopo? Già regista di alcuni episodi dei televisivi Dark Angel, Smallville e The Shield, del discreto Salton Sea e del dimenticabile Identità violate, D.J. Caruso mette in scena questo dapprima interessante, poco dopo noioso e prevedibile racconto sulla febbre del gioco, "puntando" tutto (o quasi) sull'interazione fra i due attori protagonisti: Al Pacino, che imperterrito prosegue a dare corpo a personaggi ormai visti e rivisti, si riconfronta col football (questa volta da spettatore quanto mai interessato) dopo Ogni maledetta domenica, mentre Matthew McConaughey sembra dare il meglio di sé solo nel momento in cui, plasmato dal suo gigionesco mentore, dovrà assumere la nuova identità di arrivista senza scrupoli. In mezzo a loro, un'invecchiata Rene Russo tenterà di riequilibrare gli eccessi. Magari piacerà a chi ama scommettere, ma non ne siamo certi.

CRITICA

"Il vecchio e il giovane, il corrotto e l'innocente, il diavolo tentatore e la pecorella che si lascia tentare. Certo cinema americano racconta sempre le stesse storie pescando in un repertorio inalterabile di conflitti, personaggi, emozioni. Solo che se alla regia c'è Scorsese o almeno Oliver Stone, ne esce un gran film; se invece c'è un professionista incolore come D.J. Caruso bisogna sperare negli attori. (...) Complicato da un'assurda sottotrama sentimentale (Pacino è sposato alla bella René Russo), zeppo di figure e situazioni viste mille volte, 'Rischio a due' nasconde debolezze d'impianto e banalità sotto buon ritmo e martellante colonna sonora. Ma non va oltre, e anche il sempre survoltato Pacino non aggiunge granché al suo medagliere." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 28 aprile 2006)

"Il gioco d'azzardo come modello di vita-baratro, un duello verbale su misura per Al, grande istrione, e l'allievo Matthew McConaughey (vedi Faust e Mefistofele), ego generosi in una foga verbale controllata dal regista-vigile David J. Caruso che aggiunge un'ombra di ambiguità nell'elisabettiano trionfo d'amicizia virile fino al furibondo declino. Sulla scia dei pamphlet Usa sul successo e i media, da Kazan al 'Figlio di Giuda', lo psycho-film si consuma caldo, ma dopo l'avvio cattivello, rientra nei ranghi del dramma sentimentale: flash back in agguato." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 28 aprile 2006)

"'Rischio a due' non è un thriller, né un film d'azione. La sua novità - e il suo interesse - consiste nel proporsi come un film sul Sogno Americano osservato nell'ottica delle dipendenze: dipendenza dal gioco, dal bisogno di 'tornare in gioco', dall'ossessione di vincere e dal senso di onnipotenza che infetta chi si abitua troppo a farlo. Anche i rapporti tra Walter e Brandon sono un complesso gioco di dipendenza, competizione e debolezza insieme. (...) Se la tematica di fondo è individuata con una lucidità apprezzabile per un film di 'studio', le (buone) intenzioni dimostrative si smarriscono spesso in un surplus di parole, e talvolta di chiacchiere. Migliore rispetto alle sciape commedie cui si presta di solito, Matthew Mc Conaughey conferisce al personaggio una certa energia fisica. Inesorabilmente bravo (e un po' gigione) Pacino, in un character tagliatogli addosso come un abito di alta sartoria."(Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 29 aprile 2006)

"Quando nel cast di un film c'è Al Pacino lo spettatore non rischia mai. Con il personaggio di Walter Abrams di 'Rischio a due' il grande attore arricchisce la sua straordinaria carriera di un'altra performance memorabile. (...) Il film lievita sulla febbre di un gioco che si fa sempre più pericoloso, sull'ebbrezza della sfida. E Matthew McConaughey, sex symbol del momento, è il perfetto antagonista di Pacino, giovane Brandon legato a Walter anche da un'attrazione mefistofelica." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 6 maggio 2006)
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