QUARTETTO BASILEUS

ITALIA - 1981
Da un trentennio il Quartetto Basileus gira il mondo offrendo concerti che sono il meglio in assoluto. I suoi componenti (Oscar primo violino, Guglielmo secondo violino, Alvaro che è la viola ed il violoncellista Diego) sono dei professionisti e degli artisti impeccabili ed affiatati. Ma il giorno in cui al termine dell'ennesimo trionfale concerto, Oscar muore per un malore tra le quinte, il gruppo subisce una frattura che sembra irreparabile. I quattro sono anziani, senza affetti familiari e, abituati ad una vita di alberghi e viaggi, senza casa né radici. La musica è il loro pane quotidiano e il loro mondo: la musica stessa, come subito rileva Diego, li ha però ormai avulsi dalla realtà della vita. Sono certi che il complesso dovrà purtroppo sciogliersi, allorché un certo Edoardo Morelli chiede loro un colloquio e una audizione: è un giovanissimo musicista, appena diplomato, che con coraggio e consapevolezza del proprio valore di strumentista si autocandida al ruolo di primo violino. Ascoltatolo e immediatamente avvertitane la capacità, i tre decidono di continuare nel proprio lavoro, Ma gli avvenimenti pongono ora in luce talune crepe sin qui ignorate. Alvaro si sente diagnosticare da un medico qualche serio acciacco imputabile all'età senile; Diego - il più freddo e oggettivo fra tutti - sente riaffiorare antiche illusioni e ricordi d'amore (che si riveleranno, peraltro, ormai spenti dagli anni trascorsi) e, per di più, deve constatare con sgomento il progredire dell'artrosi che lo ha colpito alle mani, mentre infine Guglielmo poco a poco è sconvolto dalla presenza e vitalità del giovane Edoardo, per il quale esplodono tendenze omosessuali fino allora represse. Edoardo, che miracolosamente aveva ricomposto il celebre "ensemble" Basileus, diviene la causa, involontaria quanto innocente, della sua fine: Diego si suiciderà durante una "Tournée" e Guglielmo dovrà essere confinato in una clinica bavarese per alienati, dopo essere stato trovato semidelirante in uno squallido alberghetto di Parigi, dove una sera si era rifugiato in compagnia di un aitante giovanotto di colore. Alvaro allora - il più paterno ed affettuoso di tutti lascia la sua viola, per accompagnare al pianoforte Edoardo, ormai avviato a trionfi come interprete solista. Alvaro è l'unico che non è stato travolto, ma deciderà coraggiosamente di entrare come semplice violinista di fila in una grande orchestra sinfonica tedesca. Così Morelli, non ingrato verso i tre che lo avevano accolto, ma da sempre pieno di avventure femminili e avido di vita e di successo, si recherà da solo negli Stati Uniti, per alcuni concerti.

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