Qualche nuvola

ITALIA - 2011
3/5
Qualche nuvola
Diego è nato e cresciuto in quartiere della periferia di Roma, lavora in un cantiere edile ed è da sempre fidanzato con Cinzia, che conosce da una vita e che a sua volta ha ben chiaro cosa il destino ha riservato per lei: un futuro di moglie e madre. Intorno a Diego e Cinzia ruota una schiera di amici e parenti, tutti sempre pronti ad aiutare e consigliare. Poi, un giorno, Diego incontra Viola, la nipote del capo, tanto bella e così diversa dalle persone che lui ha sempre frequentato, e tutto improvvisamente prende una piega diversa...
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: ALBERTO LEOTTI PER MINOLLO FILM, MASSIMO DI ROCCO E LUIGI NAPOLEONE PER BARTLEBY FILM, VALENTINA AVENIA E VALERIO MASTANDREA PER RELIEF, NICOLA DE ANGELIS PER DAP ITALY, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: FANDANGO (2012)
  • Data uscita 27 Giugno 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluigi Ceccarelli
Qualche nuvola si addensa all'orizzonte del matrimonio tra il muratore Diego (Michele Alhaique) e la fidanzata Cinzia (Greta Scarano): galeotto un lavoro di ristrutturazione nel monolocale della bella Viola (Aylin Prandi). Un piccolo evento che mette a nudo le grandi incertezze di Diego, messo di fronte a un futuro che pare già scritto... dagli altri, o meglio dalle altre: Cinzia, sua madre, la madre dello stesso Diego. Quel matriarcato che in periferia, come e più che altrove, bada al sodo e ben poco ai voli pindarici.
Presentata alla 68. Mostra di Venezia (Controcampo italiano), la commedia di Saverio Di Biagio, all'esordio dopo una lunga carriera da aiuto regista, ha un tocco lieve e uno sguardo non banale sulla realtà che descrive (il quartiere romano del Quadraro, periferia romana ancora non “sdoganata” dai trend cinematografici). L'affetto verso i personaggi che descrive non scade mai nel manicheismo o nel facile abbozzo: non c'è torto o ragione, tra un protagonista in bilico tra due mondi lontanissimi e un'umanità convinta che la vita si esaurisca all'interno dei propri confini di appartenenza, in appartamenti ristrutturati poco distanti dai propri genitori, questi ultimi specchio di una storia che sembra ripetersi senza appello. Il cast è ispirato e in parte, dai bravi protagonisti fino ai contributi di Michele Riondino (l'amico sacerdote), Primo Reggiani (amico “traffichino” di Diego ed ex fiamma di Cinzia), Pietro Sermonti (un cinico, disincantato costruttore) e di Elio Germano (per lui un ironico cameo, nei panni di un venditore di mobili), all'apporto di caratteristi come Giorgio Colangeli e Paola Tiziana Cruciani, abili prosecutori della tradizione della commedia all'italiana.
Tutti rendono alla perfezione quella vena agrodolce, quel senso di frustrazione che a un tratto, da individuale, sembra farsi collettivo, per poi stemperarsi felicemente nell'ironico finale: un invito a provare sempre e comunque a vivere un'esistenza diversa dalle altre, e assieme un'accettazione della vita per quella che è. Disastrosa, lontana anni luce dai propri sogni, ma concreta e reale. Al punto tale da volerle bene, perché è l'unica che si possiede davvero.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI ROMA-LAZIO FILM COMMISSION E DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI.

- IN CONCORSO ALLA 68. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2011) NELLA SEZIONE 'CONTROCAMPO ITALIANO'.

CRITICA

"Ecco un buon debutto italiano che recupera i modelli della commedia di buoni ma non ovvi sentimenti e che non sembra, è un complimento, un film italiano ma europeo. Trattasi di una casa da ristrutturare ma i lavori in corso riguardano anche un fidanzamento in crisi. Saverio Di Biagio fa attenzione alle parole, racconta una Roma invisibile, dà un tocco di sogni nel cassetto al reale come Castellani ma non dimentica la semplicità che esprime la verità con un filo di poesia povera. E il cast lo asseconda." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 29 giugno 2012)

"Un'opera prima italiana firmata da Saverio Di Biagio, un regista con una buona esperienza sia nel campo del cinema militante sia in quello dei documentari, dei cortometraggi e delle sceneggiature tra cui, di recente, quella de 'L'equilibrista' per la regia di Amanda Sandrelli. Oggi ci parla d'amore. Non sarebbe una novità, specie se, come qui, si tirano le somme con il lieto fine, la novità, però, è nell'occhio abbastanza diverso con cui Di Biagio guarda ai suoi personaggi, alla loro storia, agli ambienti in cui si muovono. (...) Questi dilemmi, questi turbamenti Di Biagio li analizza con disinvoltura, evitando con tocchi precisi il sentimentalismo e sostituendolo, appunto, con un approccio insolito e quasi critico nei confronti di quelle situazioni che si dipanano in un contesto sociale, a cominciare dal condominio, tratteggiato con accenti di cronaca quotidiana sostenuti per di più da modi di rappresentazione frutto di tecniche sicure. I protagonisti si chiamano Michele Alhaique e Greta Scarano, Viola è Aylin Prandi, nei panni di Umberto, il futuro suocero, c'è Giorgio Colangeli, con la sapienza consueta." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 29 giugno 2012)

"'Qualche nuvola' e l'opera prima di Saverio Di Biagio, classe 1970, romano di morena, che ha al suo attivo una lunga e proficua gavetta come aiuto regista (tra gli altri per Vicari e Sciarra), e autore di alcuni cortometraggi e video musicali,e ha militato nel mondo del teatro. Il suo percorso, dunque, è quello di chi si è formato dentro e fuori la macchina cinematografica facendo esperienze tra le più varie al fine di ottenere, ormai quarantenne, la giusta dose di controllo e ispirazione, e di pazzia, per scrivere e dirigere un film. Non si insiste mai troppo sul discorso formativo che porta questi e quelli alla regia di un film, come ci arrivano e perché, se necessario o «dovuto» oppure se semplicemente casuale. Per quanto sia sempre più difficile esordire in Italia, è anche vero che sono molti i dilettanti allo sbaraglio. Ora, se 'Qualche nuvola' è un film ponderato è anche perché il suo regista e autore è tutt'altro che improvvisato. Certo ci ha messo del tempo, non è un enfant terribile, eppure chi lo è di questi tempi? E siamo sicuri che il ritardo nella carriera di un regista sia da addebitare alle sue pretese e attese? L'attesa, chissà, forse è stata buona consigliera e gli ha permesso di limare questo e quel passaggio, questo e quel personaggio. (...) Recitato e diretto molto bene, un film fresco e intenso, espressione di una forma sentimentale di commedia italiana." (Dario Zonta, 'L'Unità', 29 giugno 2012)

"Si chiama 'Qualche nuvola', ma porta il sereno nel cinema italiano. O almeno ci prova: l'opera prima di Saverio Di Biagio è un dramedy sentimentale che gioca tra Roma periferia e Roma centro, manovalanza e borghesia, coppia e scoppia, matrimonio e fuga. Lo fa senza lirismo né surrealismo, accontentandosi del realismo de noantri: non è Loach, non è Guédiguian, ma i mattoni - protagonista il muratore Michele Alhaique e la promessa sposa Greta Scarano, con Aylin Prandi a triangolare - sono solidi, ben giustapposti tra scontro di classe e affinità elettive, pragmatismo e desiderio. Appunto, nulla di trascendentale, ma 'Qualche nuvola' ha buone fondamenta drammaturgiche, una discreta architettura di piani sequenza e qualche extracapitolato alla produzione tricolore: non ci sono i soliti nomi (Riondino comprimario, Germano in gustoso cammeo, stop), e Alhaique, Scarano, Prandi, Pietro Sermonti e Primo Reggiani non li fanno rimpiangere, anzi; la guerra dei sessi non ha le facezie e le iperboli caciarone di Brizzi & Co., ma veritiere dinamiche di genere e un retrogusto - a ben vedere - amarissimo. Buona e archiviata la prima, dunque, ora si può e si deve osare di più: Di Biagio, aspettiamo la tempesta." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 28 giugno 2012)
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