Principessa Mononoke

Mononoke-hime

GIAPPONE - 1997
5/5
Principessa Mononoke
Una leggenda mitologica, una fiaba ecologica, del Giappone del XV secolo. Un giovane guerriero, per salvarsi da una maledizione, affronta samurai, fabbri-ferrai e ama una ragazza allevata dai lupi (la principessa del titolo). In gioco c'è la sopravvivenza di una foresta (la Natura), abitata da divinità di forma animale.

TRAMA LUNGA
Alla fine del 1300 in Giappone le foreste sono depredate dai Tatara, il clan dei fabbri ferrai. Il Grande Dio della Foresta dona il potere agli altri dei che lo circondano e che prendono la forma di enormi bestie, per proteggere il loro dominio dagli umani. In un remoto villaggio tra le montagne, Ashitaka, l'ultimo guerriero del quasi estinto clan degli Emishi, è costretto a uccidere un mostro per proteggere il suo villaggio. Troppo tardi scopre che quella creatura sotto forma di cinghiale è in realtà un dio protettore della foresta. Uccidendolo, Ashitaka ha attirato su di sé una maledizione, il cui segno, una cicatrice sull'avambraccio destro, lentamente si espande. Il giovane Ashitaka si mette in viaggio verso la terra del clan dei Tatara dove spera di scoprire il mistero della maledizione che lo ha colpito prima che questa lo uccida. Lungo la strada incontra Lady Eboshi, guida dei Tatara, poi viene coinvolto nell'aspra battaglia tra due fazioni avverse di umani e di dei. Durante un combattimento, Ashitaka si imbatte in San, la principessa Mononoke, giovane donna cresciuta dai lupi, la quale è pronta a morire pur di sconfiggere gli umani. Controvoglia, Ashitaka viene coinvolto nella lotta tra uomini e natura e cerca un modo per mettere fine alla violenza. Ci vogliono altri duri scontri, prima che la città venga distrutta, che il Dio della foresta cada in acqua e l'ira dei contendenti si plachi. Mononoke ritorna nella foresta, la regina ricostruirà la città. La Natura stavolta ha avuto la meglio.
  • Altri titoli:
    Princess Mononoke
  • Durata: 137'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE, FANTASY, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: FUJICOLOR
  • Produzione: STUDIO GHIBLI, TOKUMA SHOTEN COMPANY, NIPPON TELEVISION NETWORK, DENTSU
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA (2000), LUCKY RED (2014)
  • Riedizione 2014
  • Data uscita 8 Maggio 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Angela Bosetto

Un giovane principe contagiato da un terribile maleficio e costretto a viaggiare verso Ovest in cerca di un rimedio. Una ragazza allevata dai lupi che ha rinnegato la propria natura umana per combattere coloro che stanno distruggendo la foresta in cui vive. Una donna la cui ambizione non conosce limiti, spietata verso i nemici, ma compassionevole coi più deboli. Un bosco popolato di creature fantastiche e antiche divinità, una “città di ferro” dove gli abitanti plasmano le armi da fuoco che cambieranno per sempre il volto del Giappone medievale, una guerra senza quartiere e un legame tanto forte quanto impossibile.
Scritto e diretto da Hayao Miyazaki, Principessa Mononoke vide la luce nel 1997: in patria batté gli incassi di Titanic, negli USA andò molto bene e in Italia uscì in 12 sale. Oggi, finalmente, la Lucky Red riporta al cinema un capolavoro la cui sola colpa fu di arrivare prima che l’Oscar sdoganasse il nome del regista al di fuori del circuito dei soli appassionati di anime.
È un film che non va raccontato, ma visto e rivisto per coglierne le infinite sfumature: ogni immagine è un quadro, ogni situazione una metafora e ogni personaggio un abisso di onde contrastanti. La potenza atavica del mito e il folklore nipponico sposano un’animazione superba per raccontare un mondo sconvolto da una conflitto che non contrappone i buoni ai cattivi, ma due diversi modi di pensare (la Natura e la Civiltà) con i rispettivi pro e contro. In fondo, come suggerisce da sempre il sensei Miyazaki, i demoni peggiori non sono quelli che escono dalla foresta o dalle fornaci, ma quelli che corrompono l’animo: la paura, la vendetta, la violenza, l’incontrollabile sete di potere e, soprattutto, l’odio, l’oscuro veleno che porta alla morte uomini, animali e persino gli dei.
Se già lo amate, la visione di questa edizione restaurata e digitalizzata (nonché ridoppiata sotto la supervisione dello Studio Ghibli), è obbligatoria. Se, invece, ancora non lo conoscete, non perdetelo: ve ne innamorerete dal profondo del cuore.

NOTE

- PRESENTATO ALLA V EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2010) NELLA SEZIONE 'FOCUS-RETROSPETTIVA STUDIO GHIBLI'.

CRITICA

"C'è di tutto un po', e il meglio si esprime nei colori, nella scenografia e nella perfetta tecnica di ripresa ?dal vivo? che anima l'epopea di questa battaglia col gusto dell'eterno, in cui la principessa Mononoke è l'eroina designata con un suo segreto che non riveliamo. Tra divinità della foresta, inseguimenti, pericoli di morti annunciate e rumor di musiche, il film, che pure è molto più lungo del necessario specie se si pensa all'audience dei minorenni, è un cartoon con una diversa identità e una sua dose di violenza che fa parte della grafica, della tecnica e dei sentimenti 'made in Japan'." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 20 maggio 2000)

"Primo film a uscire in Italia del maestro d'animazione giapponese Hayao Miyazaki, 'Principessa Mononoke' assorbe e reinventa la struttura del gioco video da cui è nato trasformando in un labirinto intricato di avventure e deviazioni, di grande fascinazione visiva, dove domina la continua, magica contaminazione di esseri umani e animali. L'andamento epico e complesso del racconto, che esalta i valori antichi della società e della natura, riecheggia l'umanesimo di Kurosawa, evocato anche dal valore iniziatico del viaggio di Ashitaka". (Roberto Chiesi, ''Segnocinema', settembre /ottobre 2000)

"Una favola senza tempo, un classico dell'animazione nonché un capolavoro assoluto annoverato dalla rivista Empire tra i migliori 500 film nella storia del cinema. Girato nel 1997 ed uscito in Italia solo nel 2000, 'La principessa Mononoke' del maestro giapponese Hayao Myazaki torna nelle sale grazie al distributore Lucky Red, che ne ha peraltro curato il ri-doppiaggio in occasione dell'omaggio dedicato allo Studio Ghibli presentato al Festival di Roma nel 2010. Rivedere sul grande schermo la magnifica storia della misteriosa principessa San e del principe Ashitaka incorniciata negli universi immaginifici e sempre attuali di Myazaki è un'occasione da non perdere." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 8 maggio 2014)
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