Primo amore

ITALIA - 2004
Vittorio è un uomo inquieto, profondamente turbato. Riesce a stabilire un rapporto affettivo con una donna solo se questa rientra perfettamente in quelli che sono i suoi ideali estetici, vale a dire, l'estrema magrezza. Sonia è, invece, una ragazza impegnata nel sociale, contenta e consapevole del ruolo che occupa all'interno della società. Eppure, nonostante ciò, si sente irresistibilmente attratta dal lato oscuro di Vittorio. La loro fortissima attrazione reciproca li porterà lentamente verso il baratro.

CAST

NOTE

- ORSO D'ARGENTO PER LE MIGLIORI MUSICHE ALLA 'BANDA OSIRIS' AL 54MO FESTIVAL DI BERLINO (2004).

- DAVID DI DONATELLO 2004 PER LA MIGLIOR MUSICA ALLA 'BANDA OSIRIS'.

- GLOBO D'ORO 2004 PER LA MIGLIOR MUSICA ALLA 'BANDA OSIRIS' E COME ATTRICE RIVELAZIONE A MICHELA CESCON.

- NASTRO D'ARGENTO 2005 PER LA MIGLIOR MUSICA ALLA 'BANDA OSIRIS'.

CRITICA

"Singolare, affascinante, lucida e fredda come il marmo è la storia d'amore che Matteo Garrone racconta in 'Primo amore', dove un orafo vicentino costringe la sua ragazza a dimagrire sempre di più, ai limiti dell'anoressia, nella patologica sicurezza che la passione è divoratrice, complice e annientatrice. Glossa particolare sulla sopraffazione di coppia, ispirata alla lontana da un fattaccio di cronaca, il film conferma il raro estro visionario e pittorico del 35enne autore de 'L'imbalsamatore', che cavalca il noir estremo calandolo nella vita quotidiana del Nord-Est alla ricerca di domande essenziali sui rapporti e l'amore. Opera bella, insinuante e sgradevole, tragica ma nelle intenzioni anche un po' ironica, ossessiva e cerebrale, ma provvista di una trascinante forza visiva di cinema che non tralascia alcun particolare della favola dark. In cui il cosceneggiatore, il sorprendente attore Vitaliano Trevisan, sta vicino alla strepitosa ronconiana Michela Cescon: vera, verosimile, bella, sofferta." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 14 febbraio 2004)

"C'è una patologia, ma già come accadeva ne 'L'imbalsamatore', l'elemento patologico serve a tracciare un sentiero per inoltrarci nell'ambiguità, nella sostanziale enigmaticità dei rapporti umani, e in specie di quelli dell'amore. Quanto a Michela Cescon, che viene dal teatro, e Vitaliano Trevisan, in trasferta dalla letteratura, abitano alla lettera i loro personaggi, fino a rendere difficile persuadersi che stiano recitando." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 20 febbraio 2004)
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