Poveri milionari

ITALIA - 1958
Due coppie di sposi romani, Romolo ed Annamaria e Salvatore e Marisa, avendo celebrato nello stesso giorno il rito nuziale, decidono di fare insieme il viaggio di nozze recandosi a Firenze. Per un susseguirsi di contrattempi e di banali incidenti il viaggio va in fumo e le due coppie, tornate a Roma, trovano una sistemazione di fortuna in un appartamentino non ancora ultimato. Accade che Salvatore, essendo uscito di casa dopo un litigio con la moglie, venga investito da un'automobile condotta da Alice, la ricchissima proprietaria dei Grandi Magazzini, ed in seguito allo choc subito perda completamente la memoria. Alice, sentendo il dovere di prendersi cura del giovane che subito le è riuscito simpatico, lo conduce nella sua sontuosa villa, dove gli offre cortese ospitalità. La ragazza s'innamora ben presto di Salvatore e lo fa nominare Direttore Generale dei Grandi Magazzini, dove Romolo lavora come commesso. Quest'ultimo fa vari tentativi per ridestare la memoria dell'amico, mosso anche dal desiderio di rientrare in possesso di una grossa somma che Salvatore aveva con sé al momento dell'incidente. Di fronte all'impassibilità dello smemorato, che ha dimenticato del tutto il suo passato, gli sforzi di Romolo risultano vani. Intanto anche Marisa si è fatta assumere come commessa ai Grandi Magazzini e ben presto attira l'attenzione dello smemorato Salvatore, che s'innamora di lei e chiede di sposarla. Invitato in casa sua, Salvatore è ricevuto da Marisa, che, assecondata dagli amici, cerca in tutti i modi di risvegliare la sua memoria. Ma i loro sforzi sarebbero inutili se Salvatore, uscendo di casa, non battesse violentemente la testa contro una vetrata, recuperando istantaneamente la memoria perduta. Recatosi da Alice per la necessaria chiarificazione, Salvatore viene licenziato e lo stesso accade a Romolo. Frattanto le due coppie vengono anche sfrattate dal padrone di casa e decidono così di chiedere asilo ai rispettivi genitori.

CAST

CRITICA

"Il film si propone soltanto di divertire e ci riesce in gran parte, sia per alcune piacevoli trovate, sia per la buona interpretazione." ('Segnalazione cinematografiche', vol.45, 1959)
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