PISO PISELLO

ITALIA - 1981
PISO PISELLO
La vicenda si svolge a Milano. Oliviero è un ragazzino serio, maturo, nonostante i suoi 13 anni. Il suo sogno è diventare ingegnere nucleare. Vive in una famiglia scombinata: padre e madre sono due relitti della contestazione del 1968. Inaspettatamente Oliviero ha la sua prima esperienza amorosa con una ragazza straniera, May, che piuttosto brilla, è finita nel suo letto. May scompare; ma, dopo un po' di tempo riappare affermando di essere incinta e il padre è Oliviero. I genitori sono sconvolti, impreparati, immaturi per la loro mansione di nonni; Oliviero invece accetta volentieri i suoi nuovi doveri di padre. Nasce Cristiano (Pisello). May scompare ancora, finché dopo due anni spedisce il piccolo Cristiano ad Oliviero e scompare per sempre. Per non vivere in contrasto col padre e la madre, Oliviero e il piccolo Cristiano fuggono da casa. Inizia il vagabondaggio per una città sconosciuta, la lotta per la sopravvivenza, la ricerca di un lavoro, l'incontro con ogni tipo di persone, finché il piccolo Cristiano finisce in un orfanotrofio, dal quale poi scappa. Oliviero e Cristiano si incontreranno su un tram. L'ultima impresa è la ricostruzione di un Luna Park fatta da Oliviero e da alcuni suoi amici, distrutto da un incendio e poi ricostruito. Nel Luna Park Oliviero lascia il padre che si trova a suo agio in una vita zingaresca. La madre è partita per la Cambogia. Oliviero e Cristiano decidono di ritornare a casa, e intanto si fermano a contemplare un cartellone pubblicitario con una grande bocca di donna, che invita alla tenerezza e all'amore.
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: FAVOLA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO COLORE
  • Produzione: CLESI CIN CA
  • Distribuzione: MEDUSA CIN CA - WARNER HOME VIDEO (GLI SCUDI)

CRITICA

Un Peter Del Monte altamente professionalizzato descrive una città della fantasia fra De Crhirico e Magritte, indulge a tenere buffonerie e rallegra l'ambiente con le musichette di Fiorenzo Carpi. Il paradosso non ha soltanto il difetto di esaurirsi in mezz'ora, cioè nel respiro di un episodio, ma sfugge ogni confronto con la realtà vera (T.Kezich - Il nuovissimo Millefilm).
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