Philadelphia

USA - 1993
Philadelphia
Andrew Beckett, giovane avvocato, è stato licenziato dallo studio legale presso cui lavora. I suoi colleghi sostengono che non era competente; Andrew afferma di essere stato licenziato perché malato di AIDS. Deciso a difendere la propria reputazione, Andrew assume Joe Miller, un avvocato, perché lo rappresenti nella causa per licenziamento illecito. I due sono divisi da differenze sociali e culturali e Joe è riluttante ad accettare il caso. E non è l'unico: nove legali hanno rifiutato di rappresentare Andrew che è impegnato a difendere la sua reputazione e la sua vita. Joe deve affrontare un genere di lotta diverso, confrontandosi con le proprie paure e i propri pregiudizi sull'omosessualità.
  • Durata: 121'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1: 1.85) - TECHNICOLOR
  • Produzione: EDWARD SAXON E JONATHAN DEMME PER LA CLINICA ESTETICO, TRISTAR PICTURES
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILMS ITALIA (1994) - VIDEO, LASERDISC E DVD: COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO (WINNERS)

NOTE

- REVISIONE MINISTERO MARZO 1994.

- OSCAR 1993 PER: MIGLIOR ATTORE (TOM HANKS) E MIGLIOR CANZONE ORIGINALE "STREETS OF PHILADELPHIA" DI BRUCE SPRINGSTEEN. LE ALTRE CANDIDATURE ERANO: MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE, TRUCCO (CARL FULLERTON, ALAN D'ANGERIO), MIGLIOR CANZONE ORIGINALE ("PHILADELPHIA" DI NEIL YOUNG).

- ORSO D'ARGENTO A TOM HANKS COME MIGLIOR ATTORE AL 44. FESTIVAL DI BERLINO (1994).

CRITICA

"'Philadelphia', benissimo recitato da Denzel Washington più che da Tom Hanks pure molto bravo, è volutamente popolare, classico nel genere processuale. Efficace, commovente, magnificamente diretto, con qualche riserva: a volte la solitudine desolata e la paura della morte di Tom Hanks sono raccontate con eccessi melodrammatici (luce rossa, la voce purissima e straziante di Maria Callas nelle arie d'opera più ricattatorie); per non urtare nessuno, il protagonista e il suo compagno Antonio Banderas non scambiano mai un gesto d'affetto e di tenerezza, e se li si vede abbracciati è a una festa in maschera mentre ballano travestiti da ufficiali di Marina; la conversione dell'avvocato Denzel Washington, dall'omofobia sprezzante alla solidarietà compassionevole, è poco argomentata; per evitare effetti troppo dolorosi o sgradevoli, i segni della malattia sulla faccia e sul corpo di Tom Hanks sono ridotti, limitatamente realistici. (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 5 marzo 1994)

"Ispirato a una storia vera, scritto e riscritto per cinque anni (fino a trovare, per esplicita ammissione di Demme e del suo sceneggiatore Nyswaner, un modello insospettabile: 'Voglia di tenerezza'), 'Philadelphia' porta i segni di una gestazione attenta fino alla mania. Ogni scena, ogni inquadratura, ogni parola è calcolata al millimetro., ogni dettaglio ha il suo peso nell'economia del racconto. Eppure tutto, ambientazione, gesti, linguaggio, comportamenti, suona miracolosamente spontaneo. Magari qua e là, specie in quella famiglia così lucida e positiva, c'è un eccesso di "ottimismo della volontà". Ma con quali altre armi si potrebbe affrontare un tema come l'Aids?" ('Messaggero', 4 marzo 1994)
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