PERMETTE? ROCCO PAPALEO

ITALIA - 1971
Rocco Papaleo, emigrato dalla Sicilia in America per farvi fortuna come pugile, si ritrova, vent'anni dopo, ascensorista in una miniera dell'Alaska: gli è mancata la "grinta" necessaria per aver successo. Venuto a Chicago con alcuni amici per assistere a un importante match pugilistico, rischia di essere investito da un'auto guidata dalla fotomodella Jenny. Questa lo invita a casa sua per vedere l'"incontro" trasmesso per televisione. L'invito non è disinteressato ma Rocco, incapace di malizia, non se n'accorge. Sarebbe una conoscenza destinata a durare soltanto qualche ora, se egli non scambiasse la cordialità dimostratagli per un incoraggiamento all'amicizia e, forse, a qualcosa di più. Rinviando di giorno in giorno la partenza per cogliere delle occasioni - sempre perse - di stare con Jenny. Rocco, che ha bisogno di comunicare col prossimo, conosce un vecchio barbone semicieco, una ripugnante prostituta, che lo deruba dei suoi pochi soldi, un invertito, un ricco compaesano, che si rifiuta di aiutarlo. Una sera, poi, viene picchiato a sangue da quattro teppisti. Il suo ottimismo resiste anche a quest'ultima prova. Ma quando Jenny, stanca di averlo intorno, irride alla sua remissività gridandogli il proprio disprezzo, Rocco si rende infine conto che non è possibile essere agnelli in un mondo di lupi. Fattosi anch'esso lupo, si arma di una potente bomba - datagli dal vecchio barbone -, deciso a farne uso alla prima occasione.

CAST

CRITICA

"(...) E' un film che non regge a un'analisi rigorosa. Il Rocco di Mastroianni non è un vero personaggio, ma un brillante pretesto per descrivere un mondo - l'America - di cui in definitiva si dà un'immagine assai ridotta e anche antiquata. Gli slums di Chicago, infatti, con i vagabondi filosofi e le puttane grassocce e melanconiche, ricordano maledettamente le banlieues di Parigi e di Le Havre, così come apparivano nei film populisti francesi d'anteguerra. Tuttavia questo film sbagliato è, a nostro avviso, il più interessante e ricco di prospettive che Scola abbia realizzato fino a oggi (...)". (C. Cosulich, "ABC", 10.12.1971)
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