Per amor vostro

ITALIA, FRANCIA - 2015
Anna è stata una bambina spavalda e coraggiosa. Oggi, è una donna "ignava", nella sua Napoli, che da vent'anni ha smesso di vedere quel che davvero accade nella sua famiglia, preferendo non prendere posizione, sospesa tra Bene e Male. Per amore dei tre figli e della famiglia, ha lasciato che la sua vita si spegnesse, lentamente. Fino a convincersi di essere una "cosa da niente". La sua vita è così grigia che non vede più i colori, benché sul lavoro - fa la "suggeritrice" in uno studio televisivo - sia apprezzata e amata, e questo la riempia di orgoglio. Anna ha doti innate nell'aiutare gli altri, ma non le adopera per se stessa. Non trova mai le parole né l'occasione per darsi aiuto. Quando finalmente, dopo anni di precariato, riesce a ottenere un lavoro stabile, inizia il suo affrancamento da questo stato. Anche dal marito, del quale decide finalmente di liberarsi. Da quel giorno affronta le tante paure sopite negli anni, come quella di affacciarsi al balcone di fronte al mare...Perché sa che quel mare è per lei un oracolo. Il mare unico elemento ancora non contaminato dal suo sguardo grigio.

CAST

NOTE

- REALIZZATO IN COPRODUZIONE CON ANNE-DOMINIQUE TOUSSAINT PER LES FILMS DES TOURNELLES E CON IL SOSTEGNO DI: MIBACT-MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO, CNC-CENTRE NATIONAL DU CINÉMA ET DE L'IMAGE ANIMÉE.

- COPPA VOLPI PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE E PREMIO PASINETTI ALLA MIGLIORE ATTRICE A VALERIA GOLINO ALLA 72. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2015).

- VALERIA GOLINO È STATA CANDIDATA AL DAVID DI DONATELLO 2016 COME MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA.

- CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2016 PER: REGISTA DEL MIGLIOR FILM, ATTRICE PROTAGONISTA (VALERIA GOLINO), ATTORE NON PROTAGONISTA (ADRIANO GIANNINI E MASSIMILIANO GALLO), FOTOGRAFIA (MATTEO COCCO È STATO CANDIDATO ANCHE PER "PERICLE IL NERO" DI STEFANO MORDINI), MONTAGGIO E COLONNA SONORA.

CRITICA

"Un film libero, emozionante, unico di un regista che non ha paura di rischiare, di osare, di raccontare le sue storie e di amare in modo assoluto il suo personaggio anche quando si rifugia in illusioni pericolose, tragiche necessarie a sopravvivere. E che non ha perduto l'energia e il desiderio di fare il suo cinema, personalissima miscela di «alto» e basso», nouvelle vague e sceneggiata con la stessa innocenza che aveva diciotto anni fa, ai tempi di 'Giro di luna tra terra e mare' il suo primo film narrativo di cui qui ritroviamo alcune invenzioni visionarie. (...) Gaudino come un mago, un alchimista di saperi antichi e preziosi mescola i materiali, prende il realismo e lo trasforma in fiaba, unisce in un fraseggio colto e raffinato fantasmi, tradizione popolare, seduzioni televisive in una linea narrativa, il romanzo di una donna e la conquista di un suo spazio dell'«io», che prende la forma intensa del suo essere, la scala cromatica dei suoi sentimenti. E senza trucchi, ma con pura «meraviglia» rende nelle immagini la prima persona che si denuda sul mondo, i suoi conflitti e la sua fragilità. La macchina del presa coincide coi pensieri più segreti della protagonista, il mondo che vediamo è quello della sua anima che accoglie tutti gli umori e le negatività per trasformarli in amore. Non usciremo mai da lei, dal suo sguardo, dal movimento dei suoi pensieri: tutto è lì in quella testa e in quel corpo che si trascina nella corsa quotidiana, coi capelli tirati via in fretta, e il viso bello che nessuno guarda. (...) la storia di Anna è una storia attuale, presente, comune ma non troppo di ribellione e desiderio di felicità. Una storia semplice e oscura come le vite di chi si mette nell'ombra e finge di nulla, preferisce non sapere da dove arrivano le cose, i soldi, e la rabbia della gente intorno. E a questa ribellione contemporanea, civile, etica, Gaudino da una forma che rompe - proprio come fa la sua eroina, personaggio unico nel cinema italiano che concede ancora poco spazio alle donne narrate fuori dalle convenzioni - con le abitudini di un cinema «impegnato» che racconta la realtà tra retorica dei buoni sentimenti, frasi confezionate, scrittura, docile e ammaestrato. Sarà per questo che è stato accolto con distanza, un po' come tutto quel nostro cinema che spiazza i canoni, e di diverte a respirare liberamente, salvo poi lamentarci della mediocrità nazionale? Eppure la realtà di Anna è la nostra, è un pezzo del nostro presente e insieme è universale. Ci si può credere e stare accanto a lei." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 17 settembre 2015)

"Malinconico, quasi cupo, melodramma in bianco e nero, salvo i surreali, pretenziosi intermezzi a colori. (...) Valeria Golino, meritata Coppa Volpi veneziana, spicca in un bel ritratto di donna orgogliosa e sensibile, ma di esagerato candore." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 17 settembre 2015)
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