Pa-ra-da

ITALIA - 2008
Pa-ra-da
Miloud, un clown di strada franco-algerino, è arrivato a Bucarest tre anni dopo la fine della dittatura di Ceausescu. Qui Miloud è entrato in contatto con i 'boskettari', i bambini orfani o poverissimi che vivono ammassati nella rete dei canali dove passano i tubi del riscaldamento. Dopo aver vinto la diffidenza dei bambini, Miloud ha fondato il circo Parada, dando loro una via per sfuggire alla miseria e alla violenza della strada.
  • Altri titoli:
    Clown - I ragazzi dal naso rosso
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: MARCO VALERIO PUGINI E UTE LEONHARDT PER PANORAMA FILMS, RAI CINEMA, YALLA FILMS, DOMINO FILM LTD.
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 19 Settembre 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Difficile il mestiere dei buoni. Somiglia a un'arrampicata su una vetta che balla. Chiedetelo a Miloud (Jalil Lespert), tanto giovane da spendere una vita per gli altri, faccia di bronzo e coraggio, presuntuoso senz'altro. Giunto da Parigi a Bucarest nel 1992, Miloud, professione clown di strada, progetta un mese di vacanza solidale. Ovvero, con l'aiuto di un assistente sociale rumeno e una italiana si butta anima e corpo nel recupero dei "boskettari", bambini che vivono come bestie sotto i canali della capitale rumena. Impietosi malfattori, sniffatori di colla e vittime di pedofili e ricettatori, questi ragazzi sono l'ennesimo lascito della mafiocrazia di Ceausescu, sommersi e dannati, membri di una famiglia che non c'è più e di una società che non li vuole. Camuffato da pagliaccio questo novello "Patch Adams" conquisterà a fatica la loro fiducia insegnandogli l'arte del gioco, il rispetto per se stessi e forse un lavoro. Basandosi sulla vera storia di un clown francese che spese 12 anni della sua vita in Romania tra i "boskettari" di Bucarest, Marco Pontecorco, figlio del celebre Gillo, esordisce nel lungometraggio con un'operetta morale dove le premesse, una volta tanto, valgono più dei risultati. Più adatto forse alla forma documentaristica che a quella di finzione, Parada (il titolo è il nome del gruppo circense che Miloud ha fondato insieme ai suoi piccoli straccioni) è classico cinema di denuncia finalizzato ad esaltare i valori umani più alti, pastorale più che morale, didascalico ma condivisibile. Pontecorvo non rifugge pietismi e lacrime, ma la partecipazione con la quale tratta i suoi personaggi è autentica e non ricattatoria. Diverso il discorso per quanto riguarda la resa espressiva, poco ispirata e a formato televisivo. Un elemento che se non pregiudica l'utilità del film (specialmente in funzione didattica o di sano intrattenimento), ne comprime però l'efficacia, lasciandoci la sensazione che con una materia del genere si sarebbe potuto osare di più. Ma come per i buoni, anche quello dei registi non è il più semplice dei mestieri.

NOTE

- ACROBATI 'PARADA': MARIAN MILEA (ISTRUTTORE), ALBERTO NAGY, TANIA SIMION, PETRONEL POPA, NICOLETA SIMION, ALEXANDRU BALAN, MARIAN TUDOSE, NATALIA BURLAN.

- ACROBATI 'BOIS COLOMBES': JEAN-LUC VOYEUX (ISTRUTTORE), JOANNA BATTELIER, JÉRÉMY LEFORT, ANTONINE BIDAUD, MATHILDE THOMAS, LEA DUBREUIL, RAPHAEL VIET TRIEM TONG.

- ACROBATI 'FLIP FLAP': EMILIE FOUCHET (ISTRUTTRICE), ELOISE BOURGES, SERAPHINE LAURENS, MARIANNE LEBLANC, MAYA LOMBARD, INDIA GIBEY.

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBAC.

- MENZIONE SPECIALE DEL PREMIO FRANCESCO PASINETTI (SNGCI) ALLA 65. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2008) NELLA SEZIONE 'ORIZZONTI'.

- CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2009 PER: MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE E DAVID GIOVANI.

- MARCO PONTECORVO E' STATO CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2009 COME MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE.

CRITICA

"Non è un film dell'orrore, anzi. La pellicola che ieri, nel giorno dell'apertura e delle risate con i Coen, ha commosso e toccato il Lido, accogliendo al festival tutti quei giovanissimi protagonisti che parte della loro infanzia l'hanno trascorsa davvero dentro nelle fogne di Bucarest". (Gabriella Gallozzi, 'L'Unità', 28 agosto 2008)

"'Pa-ra-da' (è il nome dello show di Miloud & Co.) è tratto da una storia vera e nonostante sia un film nella migliore tradizione del cinema civile d'intrattenimento dove la durezza della cronaca perde rispetto alla catarsi finale, mantiene un fortissimo tasso di credibilità grazie allo sguardo neorealista di Pontecorvo e alle facce impossibili da non amare di Jalil Lespert (Miloud) e di tutti i 'boskettari', tra cui spiccano il vispo Cristi di Robert Valeanu e la vissuta Tea di Cristina Nita, mai stati attori prima del film. Film che vola alto. Grazie a un clown che non soffre di vertigini". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 28 agosto 2008)

"Non essendo predisposti ai cliché del cinema assistenziale, possiamo serenamente affermare che questo film - in gran parte realizzato con la macchina a mano e il teleobiettivo - è all'altezza dei classici sull'infanzia derelitta come 'Los Olvidados'". (Valerio Caprara, 'Il mattino', 28 agosto 2008)

"Sarebbe piaciuto a Gillo Pontecorvo l'esordio del figlio Marco. Purtroppo il regista della 'Battaglia di Algeri' non c'è più, ma l'applauso trionfale e prolungato che ieri ha accolto 'Pa-ra-da' era anche per lui. La Romania non gode di buon nome in Italia e i motivi sono tragicamente sotto gli occhi di tutti. Tuttavia Pontecorvo jr, già apprezzato direttore della fotografia per Rosi, non s'è fatto fuorviare dagli umori. (...) Pontecorvo dribbla ogni patetismo girando un film duro, che non idealizza l'eroe Miloud, e però ricostruisce le tappe di questa tosta esperienza pedagogica fondata sulla riscoperta del rispetto di sé. Tema non nuovo. Quanti insegnanti idealisti alle prese con piccoli criminali irredimibili abbiamo visto al cinema? Tuttavia 'Pa-ra-da' colpisce per come intreccia presa sulla realtà e reinvenzione drammaturgica, senza pietismi, affidandosi a ragazzini che diresti appena affiorati dalle viscere di Bucarest". (Michele Anselmi, 'Il Giornale', 29 agosto 2008)

"La retorica legata al tema, che potrebbe far capolino dietro l'angolo, viene continuamente respinta da uno stile pragmatico, modulato tra un montaggio rapido e uno sguardo immediato che schiaccia la prospettiva sui corpi e le facce dei protagonisti: 'ho scelto l'agilità dei 16 millimetri', ha affermato Pontecorvo, 'altrimenti con i macchinari ingombranti da 35 mm sarei risultato troppo invasivo rispetto alla naturalezza che volevo cogliere in questi bambini, attori non professionisti, protagonisti del film'. Nessun giudizio morale o solleticamento ipocrita della pietà dello spettatore, ma tanta umana comprensione per i disgraziati soggetti in causa: 'Pa-ra-da evidenzia il legame di cooperazione tra Romania, Francia e Italia, ma vorrei diventasse un discorso universale sull'infanzia abbandonata e sulla possibilità di un suo riscatto sociale e culturale, visto che i 'boskettari' di Bucarest sono uguali a quelli delle bidonville indiane o sudamericane'". (Davide Turrini, 'Liberazione', 29 agosto 2008)
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