OCCHI SENZA LUCE

ITALIA - 1956
Daisy, ricca ragazza inglese, è un'ammiratrice del cantante italiano Luciano Monti, che lei ascolta alla radio, e mantiene con lui un'affettuosa corrispondenza. Daisy; che è cieca, viene in Italia per conoscere personalmente Luciano, il quale cerca di convincerla a sottoporsi ad un'operatozione che potrebbe ridarle la vista. La ragazza, che già in precedenza ha subito delle operazioni risultate inutili, prima si rifiuta di seguire il consiglio del cantante ma alla fine cede, si fa operare e questa volta l'intervento chirurgico ha ottimo successo. Daisy riacquista la vista e la riconoscenza che prova per Luciano, che con la sua amichevole insistenza l'ha indotta ad affrontare la prova, rende ancor più affettuosa e profonda l'amicizia che nutre per lui. Cosicché quando Luciano, che è claudicante vorrebbe allontanarsi da lei, non glielo permette. Succede però che Daisy venga insistentemente corteggiata da un giovane di bell'aspetto, del quale ella finisce per innamorarsi. Dopo qualche tempo Luciano chiede di sposarla, ma Daisy rifiuta confessando al giovane il suo amore per l'altro. Il cantante ne è profondamente amareggiato e si allontana a poco a poco dalla ragazza che viene a sapere che ha deciso di rinunciare al canto. Poco dopo Daisy subisce una grave delusione: il giovane, che aveva saputo conquistare il suo amore, si rivela un avventuriero e un truffatore che mirava soltanto ad impadronirsi dei suoi gioielli. Il segretario di Luciano e la cameriera di Daisy fanno in modo che i due si incontrino all'istituto dei ciechi dove Luciano canta. Daisy dapprima è riluttante, temendo che Luciano non possa dimenticare il suo precedente atteggiamento ma poi tutto s'accomoda. I cuori dei due giovani sono uniti ormai nella fiduciosa attesa di un sereno, comune avvenire.
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ULTRASCOPE
  • Tratto da: TRATTO DA UN DRAMMA MUSICALE DI AUGUSTO GENINA
  • Produzione: FELICE FELICIONI PER LA JONIA FILM
  • Distribuzione: JONIA FILM

CRITICA

"La trama inconsistente e la modesta realizzazione fanno di questo film un lavoro piuttosto debole", (Segnalazione Cinematografiche vol. 51, 1957).
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