Navajo Joe

ITALIA - 1966
Spalleggiati da una numerosa e feroce banda di briganti, i due fratelli Jeffrey e Duncan sono soliti assalire le riserve indiane e portare gli scalpi degli uccisi al paese, dove vengono compensati con un dollaro per ogni testa scotennata. Ma un giorno nel villaggio trovano affissi alcuni manifesti che promettono grosse taglie per le loro teste. Mentre mettono il paese a ferro e fuoco per vendicarsi, vengono informati dal corrotto dottor Lyn Chester che un treno con mezzo milione di dollari sta viaggiando verso Esperanza. Questa conversazione, ascoltata casualmente dalle ragazze del saloon, viene riferita a Navajo Joe, un indiano che già da tempo sta perseguitando da solo Duncan e i suoi accoliti. I banditi però precedono l'indiano e si impadroniscono del treno sterminando viaggiatori, scorta ed equipaggio. Ma Joe nella notte riesce a soverchiare le sentinelle e a condurre il treno ad Esperanza dove l'indiano tenta di organizzare una difesa; ma viene sopraffatto, imprigionato e torturato. Liberato dalle ragazze del saloon, Navajo Joe attirando su di sé ancora una volta l'intera banda, libera il villaggio, e poi con molta destrezza elimina tutti i banditi in un'eroica impresa che anche a lui costerà la vita.
  • Altri titoli:
    Un dollaro a testa
    A Dollar a Head
    Savage Run
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: WESTERN
  • Specifiche tecniche: TECHNISCOPE, TECHNICOLOR
  • Produzione: ERMANNO DONATI E LUIGI CARPENTIERI PER DINO DE LAURENTIIS CINEMATOGRAFICA (ROMA), C.B. FILM (MADRID)
  • Distribuzione: DEAR DE LAURENTIIS - RICORDI VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1992.

- QUENTIN TARANTINO CITA DUE VOLTE QUESTO FILM: 1) IN 'KILL BILL: VOL.1' DURANTE IL COMBATTIMENTO TRA LA SPOSA E GLI 88 FOLLI IL COLPO D'ASCIA ALLA TESTA IMPARTIO DA UNO DEGLI 88 FOLLI RICORDA QUELLO DI DUNCAN ALLA FINE DI 'NAVAJO JOE'. 2) IN 'KILL BILL: VOL.2' IL TEMA MUSICALE DI QUESTO FILM VIENE USATO A COMMENTO DELLA SCENA IN CUI BILL MUORE.

CRITICA

"Evidentemente concepito in modo da portare al massimo il sadismo delle scene e la violenza dei sentimenti, questo film forza esageratamente personaggi ed azione al punto da rendersi disgustoso. Tale impostazione fa inesorabilmente naufragare le capacità tecniche e narrative che pur si rilevano in alcune parti del lavoro." (Segnalazioni cinematografiche, vol. 61, 1967)

"Si resta perplessi osservando che il tentativo andato a male è opera di un giovane regista che ha svolto sempre correttamente il suo compito, specie in questo genere di film. (...) E' riuscito solo a triplicare la normale dose di violenza e a raddoppiare gli effettacci d'uso." (F.M., 'Film Mese', 3, marzo 1967)
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