Mery per sempre

ITALIA - 1988
Mery per sempre
In attesa di una sistemazione definitiva presso un liceo siciliano, il professor Marco Terzi, trasferito dal Nord, accetta l'incarico di insegnare nel carcere minorile "Malaspina" di Palermo. Spesso osteggiato dalla direzione e inviso alle guardie, Terzi tenta di impartire le sue lezioni ad un gruppo di ragazzi turbolenti, tra i quali spiccano Pietro, analfabeta e scippatore; Natale, il più violento del gruppo con il coltello sempre alla mano; Mery, un travestito diciassettenne rifiutato dalla sua famiglia che si trova al "Malaspina" per aver gravemente ferito un cliente occasionale; Claudio, poco più che adolescente, insidiato dal compagno Carmelo e poi bollato da tutti come spione; Antonio che, essendo diventato padre, andrà in permesso con il professore a dare un'occhiata al rampollo in un ospedale parlermitano. La vita quotidiana, le difficili lezioni, le punizioni inflitte dalle guardie ai più recalcitranti, l'atmosfera di disperazione e di amarezza che sembra gravare su tutto e tutti, inchioderanno anche il coraggioso docente. Pietro, appena evaso, muore quasi subito in una rapina effettuata con una pistola giocattolo. Terzi spera che l'evento colpisca per la sua tragica assurdità quei ragazzi a cui si è dedicato con tanta abnegazione e che ormai gli sono affezionati. Così, quando la lettera di assegnazione della cattedra arriva al Riformatorio, Terzi la strappa e decide di continuare la sua missione, affidandosi al metodo della comprensione e della pazienza affettuosa.
  • Altri titoli:
    Mary Forever
    I ragazzi del Malaspina
    Forever Mary
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, TELECOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di Aurelio Grimaldi
  • Produzione: CLAUDIO BONIVENTO PER NUMERO UNO INTERNATIONAL
  • Distribuzione: ACADEMY (1989) - CREAZIONI HOME VIDEO

NOTE

- NASTRO D'ARGENTO 1990 A CLAUDIO BONIVENTO COME MIGLIOR PRODUTTORE.

CRITICA

"La scrittura del film è ottima, malgrado le difficoltà frapposte dal dialetto. La bravura del regista consiste nel proporre situazioni anche di per sé scabrose e momenti assai pesanti con allusioni e tocchi misurati. Buona la colonna musicale." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 106, 1989)
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