Malefemmene

ITALIA - 2001
Mentre è in taxi per tornare a Roma dal carcere di Napoli, Francesca, giovane attrice, rievoca in flash back l'esperienza dalla quale è appena uscita. La passione per un uomo sbagliato l'ha portata ad essere coinvolta in una vicenda di droga. In attesa della sentenza definitiva, eccola in carcere in preda ad una forte paura. Dopo i primi giorni di solitudine però, Francesca comincia ad osservare meglio le sue compagne di cella, e ad adeguarsi ai ritmi della loro giornata. Francesca così insieme alle altre va dal parrucchiere e partecipa alla preparazione di pranzi e cene. Ci sono Donna Bionda, la cuoca, e sua figlia Cettina che si rinfacciano di continuo la loro condizione in galera; c'è Candela, una spagnola che ha rinunciato ha tutto per il marito; c'è soprattutto Nunzia, donna ormai matura, invalida, personaggio importante nel mondo della camorra. Proprio Nunzia, quando arriva la notte di San Lorenzo, chiede a Francesca un favore: andare in un albergo, cercare un foglietto nascosto dentro una precisa statua e distruggerlo, eliminando così la prova del suo coinvolgimento nelle attività camorristiche del suo uomo Michele. Franesca non sa come comportarsi e si sente molto indecisa. Vedendola titubante, Nunzia più tardi le rivela che i motivi per i quali le ha chiesto quella cortesia sono tutti falsi, che non deve fare niente. Il flashback si conclude qui. Francesca, prosciolta e liberata, d'istinto fa fermare il taxi quando passa vicino all'albergo indicato da Nunzia. Scende, va nel luogo indicato, trova il foglietto, lo brucia. In cella Nunzia dorme con accanto il ritratto fattole da Francesca.

CAST

CRITICA

"Il misero copione non mette a fuoco i personaggi ed evita ogni conflitto drammaturgico. La regia assiste deconcentrata a questo quartetto da gattabuia." (Enrico Magrelli, 'Film Tv', 9 dicembre 2001)

"'Malefemmine' è basato su un'esperienza autobiografica dell'attrice Gioia Scola che lo ha prodotto e co-sceneggiato. Tuttavia, il reato per cui Francesca finisce dietro le sbarre è taciuto e la narrazione non si focalizza esclusivamente su di lei, preferendo assumere un andamento corale. Film carcerario senza eventi, eppure preservato dal peccato di noia, quello diretto da Conversi non manca di pregi. Il cast è molto ben assortito e, nello spazio claustrofobico della cella, s'insinuano momenti di poesia, come la caduta di stelle della notte di San Lorenzo." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 8 dicembre 2001)
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