Lontano da qui

The Kindergarten Teacher

USA - 2018
3,5/5
Lontano da qui
Lisa è una maestra d'asilo di Staten Island che frequenta un corso di poesia, sua grande passione, che a poco a poco la sta allontanando dal marito e dai figli. Un giorno Lisa rimane incantata dal talento innato di un suo giovane allievo di 5 anni, Jimmy, capace di comporre con incredibile disinvoltura le poesie che lei ha sempre sognato di scrivere. Lisa decide così di coltivare il talento del bambino, trascurato dalla famiglia, e di proteggerlo dall'indifferenza della società, spingendosi però oltre i limiti della sua professione...
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: (1:2.35)
  • Produzione: MAGGIE GYLLENHAAL, OSNAT HANDELSMAN-KEREN, TALIA KLEINHENDLER, COPRODOTTO DA MERIAM ALRASHID, GED DICKERSIN PER PIE FILMS, MAVEN PICTURES, PAPERCHASE FILMS, PIA PRESSURE
  • Distribuzione: OFFICINE UBU
  • Data uscita 13 Dicembre 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane

Un mondo senza poesia, senza arte. Il talento non è riconosciuto, si vive nell’indifferenza. L’unica necessità è apparire, far parte del flusso di immagini che ci bombarda ogni giorno. Il pensiero, lo studio, la bellezza d’animo interessano a pochi. Superficialità, mancata comprensione dell’altro: ecco quali sono le nuove correnti, quelle contro cui l’esordiente Sara Colangelo punta il dito.

Un bambino indiano ha delle doti straordinarie, sa riconoscere l’importanza della parola nonostante la tenera età. Lui scrive poesie, senza che nessuno se ne accorga. L’unica a prestargli orecchio è la sua insegnante d’asilo, una donna a cui l’esistenza ha voltato le spalle. I suoi figli l’hanno dimenticata, il marito non la desidera più. Nelle capacità eccezionali del piccolo Jimmy, lei vede la sua possibilità di riscatto.

Diventa una crociata personale, una guerra contro il distacco e l’apatia. Il suo è un sogno irrealizzabile: tornare a sentirsi importante. Ma il mondo freddo la respinge, nessuno sembra più capace di godere delle piccole cose. Tutti sono indaffarati, seguono una routine vuota. Fermarsi è impossibile. Gli anni passano troppo in fretta, e alla fine ci si chiede se si ha vissuto davvero.

I versi di Jimmy cercano di risvegliare le coscienze, di guardare la realtà con occhio nuovo. Nella sua ingenuità, vuole stupire il lettore con uno stile fresco, innocente. Lui compone per gioco, ignorato da una famiglia difficile. Non comprende la differenza tra fiducia e tradimento, ma sa riportare su carta lo spirito sacro della natura.

Lontano da qui è il remake americano di The Kindergarten Teacher, film israeliano diretto da Nadav Lapid. Le storie sono simili, come anche il messaggio: è la società a decidere che cosa deve essere rilevante per gli altri. Altrimenti tutto è immobile, silenzioso, in Israele, in America, ovunque. Neanche la magia riesce più a scuotere, forse solo la violenza. L’oscurità richiama l’attenzione dei più, la luce lascia impassibili.

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON FARCASTER FILMS, IMAGINATION PARK ENTERTAINMENT, MANHATTAN PRODUCTIONS, PIAPRESSURE, STUDIO MAO.

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI: MAGGIE GYLLENHAAL, LEE BRODA, BRADLEY J. ROSS.

CRITICA

"(...) Piacevolmente ingannevole, 'Lontano da qui' di Sara Colangelo non è quel che appare, e questa è un'ottima notizia. Certo, quei pochi che erano al corrente del fatto non si tratti di materia inedita potrebbero sminuire il lavoro della regista italo-americana, ma cadrebbero nella solita trappola tesa a quel mondo sommerso dei soggetti (letterari, teatrali, pittorici e artistici ingenerale) reiterati nei secoli da mani o sguardi diversi e - talvolta - riemersi in forma di opere d'arte. In fondo, quante Madonne con bambino esistono nella storia dell'arte ma quanti pochi i capolavori che ne derivano? Fatte le dovute premesse, 'The Kindergarten Teacher' (questo il titolo originale) nasce dal libro semiautobiografico dell'israeliano Nadav Lapid che ne aveva adattato alcuni anni fa un omonimo film "locale". Colangelo, 37 anni, mezza italiana ma cresciuta negli States dove si è formata alla New York University, è rimasta folgorata dalla storia e ha optato per un remake americano "indie" ma dalle star hollywoodiane (Meggie Gyllenhaal e Gael Garcia Bernal). Ciò che fa la differenza tra i due testi è il punto di vista, ovvero tutto, se ragioniamo in termini di narrazione. Lapid partiva dal baby-poeta prodigioso, Colangelo assume lo sguardo della maestra e in tal senso "rende adulta" la valenza psicologica del film, complicando e stratificandone la portata. Perché l'insegnante d'asilo Lisa Spinelli (Gyllenhaal, superlativa e forse al suo meglio) nonché aspirante poetessa (...) appena entra in contatto con il raro talento del suo piccolo alunno sceglie di prendersi cura di lui, stimolandone la vena creativa. (...) Film sapientemente ambiguo ai confini del thriller psicologico, profondo, sottratto e loquace di silenzi intensi che ci scavano dentro, perché in fondo Lisa Spinelli siamo un po' tutti. Sara Colangelo aveva debuttato "in lungo" nel 2014 con Little Accidents e il Sundance l'aveva arruolata in programma: con questa sua opera seconda non solo torna al festival ideato da Redford, ma ne vince il premio da miglior regista: è nata una stella?" (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 14 dicembre 2018)
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