Life

GRAN BRETAGNA - 2015
2,5/5
Life
Le vicende del celebre fotografo dell'agenzia Magnum, Dennis Stock, cui venne assegnato dalla rivista 'Life' l'incarico di realizzare un servizio fotografico sull'attore più in voga a metà degli anni Cinquanta: James Dean. All'epoca, Stock ha solo 26 anni, ma i fatti della vita lo hanno portato ad essere molto più adulto della sua età, oltreché padre di famiglia. Nella sua vita piuttosto ordinaria irrompe così la figura dell'astro nascente James Dean, spirito libero che avrebbe modificato per sempre la cultura pop - dal modo di vestire al fenomeno dell''Idolo da matinée' con folle di fan adolescenti in delirio. Stock e Dean si imbarcano in un viaggio on the road attraverso gli USA per realizzare il servizio che cambierà per sempre l'esistenza del fotografo: sua è infatti l'immagine-simbolo della gioventù bruciata - un ritratto intimo e un po' malinconico di James Dean che, stretto nel cappotto contro il freddo di una giornata piovosa in Times Square, cammina incurante dell'acqua scrosciante con la sigaretta in bocca - parte dell'ampio reportage sulla vita privata dell'attore apparso su 'Life' nel 1955, anno della tragica morte di Dean in un incidente stradale.
  • Durata: 111'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA, SXS PRO, (2K)/PRORES 4:4:4 (1080/23.976P), D-CINEMA (1: 2.35)
  • Produzione: SEE-SAW FILMS, FIRST GENERATION FILMS, BARRY FILMS PRODUCTION
  • Distribuzione: BIM
  • Data uscita 8 Ottobre 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Michelangelo Iuliano
“Life” è stato il nome di una celebre rivista americana. Nel 1955 ospitò uno dei servizi fotografici più iconici del secolo scorso: gli scatti che Dennis Stock, fotografo dell'agenzia Magnus, realizzò all'attore James Dean nei giorni precedenti l'anteprima del film La valle dell'Eden e prima delle riprese di Gioventù bruciata. Furono giorni assolutamente catartici per entrambi i giovani americani: l'ambizioso fotografo alle prese con l'affannosa ricerca dell'ispirazione per un servizio in grado di far decollare la sua carriera, e il giovanissimo attore (appena ventiquattrenne) in bilico tra la solidità e la purezza dei suoi affetti familiari nella campagna dell'Indiana dove era cresciuto e la vita confusa e dissoluta da star che era in procinto di iniziare. James Dean sarebbe diventato una leggenda sette mesi dopo gli eventi raccontati nel film, a causa della sua tragica morte avvenuta in seguito a un incidente automobilistico.

Il film racconta proprio di quei giorni e della realizzazione del servizio fotografico di Dennis Stock per Life. Narra del legame di amicizia che si instaurò tra il fotografo e James Dean e del viaggio in Indiana che insieme intrapresero alla ricerca delle radici familiari dell'attore. L'opera di Corbijn è una storia d'amicizia,  ma soprattutto una riflessione sul significato della fotografia e di quella misteriosa dote che è la fotogenia, quasi un attributo mistico che possiedono le divinità contemporanee, le star, e una metafora sull'America degli anni ‘50 e sui meccanismi perversi del mondo dello spettacolo.

Life è anche la parola inglese che significa "vita". E il film di Anton Corbijn, affermato fotografo (non a caso), ha l'ambizione di catturare sulla pellicola l'essenza della vita del divo James Dean, icona di quella gioventù ribelle americana insofferente ai dettami della società dell'epoca, indisciplinata ed edonista, eppure tanto pura e nobile nei propri sentimenti e legata alle proprie origini più profonde. L'opera riesce solo in parte a trasmettere questo significato: sotto una patina elegante e una costruzione tecnica ineccepibile nasconde purtroppo un'anima fredda.

Robert Pattinson nei panni di Dennis Stock e soprattutto Dane DeHaan in quelli tormentati di James Dean (da citare anche Alessandra Mastronardi, che interpreta la fidanzata di Dean dell'epoca, l'attrice italiana Pier Angeli) mettono in scena un'ammirabile prova di recitazione. Il rapporto tra i protagonisti è raccontato per buona parte del film per sottrazione, con i loro sentimenti mai espressi fino in fondo, implosi o semplicemente nascosti, i goffi pedinamenti di Stock ossessionato dalla sua intuizione (James Dean sarà l'emblema di un nuovo mondo, una star assoluta) e l'elusività dell'attore, sempre distratto e sfuggente. Sarà una foto (la prima autenticamente riuscita: il celebre scatto di James Dean in una Times Square grigia e uggiosa), e poi il successivo viaggio in Indiana dalla famiglia d'origine dell'attore a risolvere (apparentemente) la dialettica conflittuale tra i due. Il futuro grande divo che ha lavorato tantissimo per raggiungere i suoi obiettivi, è in realtà autenticamente se stesso solo circondato dall'affetto della famiglia dei suoi zii (che lo hanno cresciuto dopo la morte della madre) nella campagna dell'Indiana, lontano dalla luce dei riflettori e dalle pressioni dell’infido e malevolo produttore Jack Warner (Ben Kingsley).

Ma è proprio qui, nel suo intento di trasmettere questi sentimenti e di coinvolgere emotivamente lo spettatore, che il film non è riuscito e rimane freddo e distaccato. Come la neve del gelido inverno dell'Indiana, nell'ultima visita che James Dean fece alla sua famiglia. L'ultima volta che, probabilmente, fu se stesso: l'uomo (il ragazzo) prima del mito.

NOTE

- PRESENTATO AL 65. FESTIVAL DI BERLINO (2015) NELLA SEZIONE 'BERLINALE SPECIAL'.

CRITICA

"A 60 dalla morte, Anton Corbijn rovista nell'infelice privacy di James Dean e nella sua amicizia col fotografo di Life Dennis Stock (...). Un po' museo delle cere (...) il film si pone al bivio della creazione del mito pop ma il fascino pacioccone di Dane DeHaan è lontano dai tormenti nascosti dell'attore, solo sfiorati. (...) Certo Robert Pattinson è credibile ma la sensazione ultima è museale: un grande freddo nella veste macabra fotografica ma soprattutto nelle emozioni." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 ottobre 2015)

"(...) 'Life' mette letteralmente a fuoco il processo generativo dell'iconografia James Dean mostrando come Stock riuscì ad intuirne l'enigmatica ribellione solo osservandone e restituendone sguardo, postura e gesti. Dal loro incontro ne uscì il celebre servizio fotografico che 'Life' dedicò a Dean, decretandone la forza immaginifica. Da fotografo e 'bioregista' (ricordiamo il suo prezioso 'Control' su Ian Curtis), Corbijn riesce non solo a centrare il cuore sfuggente di 'Jimmy' ma anche il mondo che lo circondava: quell'America di metà Anni 50 ancora mascherata di perbenismo che stava preparandosi ad esplodere. Dean ne fu inconsapevole sintomo e il film lo fa 'sentire'. Ottimi Pattinson e DeHaan." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano, 8 ottobre 2015)

"Operazione rischiosa un film biografico che rispolvera il mito di James Dean. (...) Piuttosto somigliante a Dean lo sconosciuto Dane DeHaan, sorprendentemente bravo Robert Pattinson, quasi un altro rispetto allo zombie della saga 'Twilight'." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 8 ottobre 2015)
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