Libera

ITALIA - 1993
Libera
AURORA. A Napoli in un lussuoso appartamento delle Torri, vive Aurora, moglie trascurata del ricco Sandro, sposato solo per interesse, il quale la tradisce continuamente. Ma nel vecchio quartiere dove è nata tutti pensano che Aurora abbia fatto un ottimo matrimonio. Chiamati degli operai per riparare un danno in casa, Aurora riconosce in uno di essi il suo antico innamorato, Pistoletta, il quale l'assedia subito con una corte insistente. La donna rifiuta, e presto scopre che Sandro è fuggito all'estero, estinguendo tutti i depositi bancari, perché è un noto lestofante. Rimasta senza denaro, Aurora trova l'appartamento completamente svuotato e si precipita alla ricerca di Pistoletta, la cui sorella Sisina dopo averla scacciata, esorta il fratello a vendere presto i molti oggetti di valore che sono stati trafugati dall'appartamento di Aurora, la quale intanto vaga sola e piangente nella notte.
CARMELA. Il giovanissimo Sebastiano, appena uscito dal riformatorio, torna dalla madre Carmela, che lo accoglie affettuosamente, ma non vuol parlargli del padre, né mostrargli una sua fotografia, perché le ha distrutte tutte: era un marittimo traditore. Successivamente Sebastiano resta affascinato da Vincenzo, un giovanotto, che vende sigarette nella zona e inizia con lui un rapporto amoroso. Trovata, poi, una vecchia foto, che lo ritrae con i genitori, scopre che Carmela è in realtà suo padre trasformatosi in donna dopo la morte della moglie.
LIBERA. Nel popolare quartiere di Secondigliano, Libera, moglie del fannullone Tanino, lavora tutto il giorno all'edicola dei giornali, e poi in casa, nelle faccende domestiche, mentre il marito si dice malato, e non fa niente. La donna sospetta che la tradisca, e ne ha le prove per mezzo di una telecamera, che filma ciò che Tanino fa a letto, durante la sua assenza. La videocassetta del film, prova dell'adulterio, viene però venduta per errore dal commesso dell'edicola ad un cliente pornomane, il quale ne rimane entusiasta, e chiede altre cassette della stessa serie, che è disposto a pagare ad alto prezzo. Libera decide allora di far soldi sfruttando i tradimenti del marito.
  • Episodi: Aurora - Carmela - Libera
  • Altri titoli:
    Libera (Aurora, Carmela e Libera)
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, GROTTESCO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: HATHOR FILM
  • Distribuzione: LUCKY RED - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT, POLYGRAM FILMED ENTERTAINMENT VIDEO

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO AL FESTIVAL DI BERLINO (1993) NELLA SEZIONE "FORUM".

- DAVID DI DONATELLO 1994 A PAPPI CORSICATO COME MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE.

- CIAK D'ORO 1994 PER LA MIGLIOR OPERA PRIMA.

- LE RIPRESE DI ESTERNI SONO STATE EFFETTUATE TUTTE A NAPOLI DAL CENTRO STORICO AL CENTRO DIREZIONALE.

- SUONO: ANDREA PETRUCCI E FURIO LORENZETTI.

CRITICA

"Con una rappresentazione che, senza tradire le sostanze di "napoletanità" e soprattutto senza distrarsi da serie tematiche sociali come droga, prostituzione e lotta di sopravvivenza, mantiene una certa coerenza di stile fra le parti facendo convivere dramma e melodramma, satira e sceneggiata, beffa acida e folklore in abili congegni narrativi cui spesso l'assurdo e il surreale si pensa spesso anche a Pedro Almodóvar lasciano un segno preciso e in qualche modo distintivo." (Claudio Trionfera, 'Il Tempo')

"Nella plumbea noia della berlinale di quest'anno, è a Pappi Corsicato, trentadue anni, da Napoli, nome vero Pasquale, che i cronisti delle cose cinematografiche sono stati debitori della consolazione di un'ora e mezza di divertimento e di curiosità a sorpresa. "Libera", come molte delle cose più interessanti di Berlino presentato nel programma del forum, rappresenta senza dubbio una promessa uno sguardo originale e stravagante che nella migliore delle ipotesi, se cioè Corsicato crescesse bene, potrebbe farne il nostro Almodóvar (e del grande Pedro si sa che Corsicato è stato assistente per "Legami!")." (Irene Bignardi, 'La Repubblica')

"Il film di Pappi Corsicato, 32 anni, napoletano, ambienta tre ritratti di donna in una Napoli non soltanto di bassifondi ma anche di grattacieli e di gelida modernità kitsch." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa')
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