Le onde del destino

Breaking The Waves

DANIMARCA - 1996
Le onde del destino
Sulle coste della Scozia, in una comunità di tessitori, la giovane Bess, che ha sempre vissuto in famiglia, passa una profonda esperienza amorosa. Si innamora di Jan, operaio in un pozzo petrolifero, viene ricambiata e i due si sposano, nonostante l'opposizione del paese di rigida religione calvinista. Jan torna poi al lavoro nel pozzo e, un giorno, in seguito ad un'esplosione, resta ferito gravemente, con sospetto di lesioni cerebrali e una paralisi totale. L'uomo si rende conto che non potrà mai più avere rapporti con la moglie, e allora, dal letto d'ospedale, la incita a frequentare altri uomini, ad avere con loro rapporti amorosi e poi a descriverglieli, così da poter essere in qualche maniera ancora vicini. Bess, ingenua e tutta dedita al suo uomo, accetta l'invito, sapendo di andare incontro al disprezzo della madre, della chiesa e di tutto il paese. Si lascia andare a rapporti con sconosciuti, trascurando la sua salute malferma, spera nel miracolo divino parlando di continuo con il Signore attraverso frequenti colloqui privati. Abbandonata ed emarginata, insiste fino al sacrificio della vita. Dopo la sua morte, Jan inaspettatamente migliora, ed è in grado di riprendere a camminare: torna su una nave e, una mattina, i suoi amici lo chiamano in coperta. Su in cielo due campane suonano con forza. Il sacrificio di Bess ha avuto la ricompensa.
  • Durata: 158'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: CINEMASCOPE
  • Produzione: VIBEKE WINDELOV E PETER AALBAECH JENSEN
  • Distribuzione: LUCKY RED - LUCKY RED HOME VIDEO, DVD: MEDUSA HOME ENTERTAINMENT (2007)
  • Vietato 14

NOTE

- REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1996.

- PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA AL FESTIVAL DI CANNES 1996.

CRITICA

"Ritmando la vicenda in capitoli, girando in cinemascope con la macchina a mano manovrata da Robby Muller, ricorrendo all'elettronica e a tecniche numeriche, ha creato un paesaggio interiore ed esterno ammirevole, emozionante, affascinante."(La Stampa, Lietta Tornabuoni, 12/10/96).

"Considerato dalla prospettiva della costruzione drammaturgica e dalla declinazione di immagini e suoni, Le onde del destino appare opera notevole. Von Trier coglie bene la specificità di un ambiente e di un paesaggio; una rigida comunità calvinista e luoghi affacciati su un mare perennemente rabbuiato nella Scozia settentrionale. Definisce dei personaggi in principio apparentemente semplici e, con ostinazione e fermezza, li avvia verso un'evoluzione inattesa, parecchio sgradevole eppure, dato il fine che il regista si propone, narrativamente necessaria. Ben assecondato dal direttore della fotografia Robby Muller e da attori di molta duttilità (bravissimi tutti), fa un affascinante uso della macchina a mano. La spinge a "rubare" sia il respiro di ambienti disperati (una piattaforma sul mare, una scogliera, un interno di chiesa, ecc.) che i sussulti, gli spasmi di figure narrative parecchio complesse." (L'Avvenire, Francesco Bolzoni, 11/10/96)

"Originale, ma anche pesantissimo e interminabile, melodramma sentimental-social-religioso del danese Lars Von trier, che racconta, ora con estrema dolcezza ora con improvvisa veemenza, la dolorosa storia di un samaritano, o meglio di un masochista, del sesso. I due protagonisti sono straordinari, anche se Stellan Skarsgaard nudo non è un gran bello spettacolo". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 7 aprile 2001).
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