Le finte bionde

ITALIA - 1988
Alcune donne ossigenate e platinate della media borghesia romana, con molto probabili ascendenze tra bancarellari e gentucola varia, arrancano con arroganza alla ricerca dei non pochi status-symbol offerti dall'odierno progresso. Sono impegnate per coordinare vacanze a Cortina, sulla Costa Smeralda o in Brasile, indaffarate con il cambio di casa da un quartiere popolare ad altro più elitario, con gli inviti a cena con piatti esotici (ed un enorme rimpianto per la pajata); con il culto del "body", con la frequentazione dei numerosi piano bar ed il presenzialismo a qualsiasi prezzo e per qualsivoglia occasione in cui vi siano i vip. Sempre dopo estenuanti sedute presso il parrucchiere fidato, le finte bionde vanno a cavallo, discutono con architetti e arredatori, sciano e scimmiottano stelle e stelline della televisione (quella meno impegnata e più casareccia), in un vortice di banalità e di molti quattrini.

CAST

NOTE

- GLI ABITI FEMMINILI SONO DI GIORGIO GRATI, CHIARA BONI, ROBERTA BADIDO E EMANUEL 200.

CRITICA

"Davvero lontani i tempi in cui i fratelli Vanzina facevano satira sociale parlando (apparentemente) d'altro, da 'I fichissimi' a 'Eccezzziunale... veramente'. Oggi si prendono sul serio, credono di graffiare, come accadeva al loro proclamato maestro Ennio Flaiano, e invece fanno solo il solletico ai 'nuovi mostri' che animano (?) il loro bestiario [...]. Un disastro che coinvolge purtroppo alcune fra le più brave della 'TV delle ragazze' e il mitico milanesone (e milanista) Guido Nicheli". (Piera Detassis, "Ciak si gira", 4, 1989).

"Vanzina colpisce ancora. Le sue caratteristiche non cambiano: fingendo di imbastire una critica sociale, il regista finisce per realizzare film più alla moda della moda che vorrebbe rappresentare. In questo caso non sono le bionde a essere finte: è il film, che ha raccolto un prevedibile insuccesso commerciale." (Francesco Mininni, "Magazine italiano tv").

"Trivialità esecutiva, direzione oratoriale degli attori e fallimento di qualsiasi intento satirico: è tutto molto triste, perché non è un esordio, e anche perché si spendono soldi per produrre e distribuire 'cose' del genere." (Laura e Morando Morandini, "Telesette")
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